{"id":10967,"date":"2023-12-06T14:22:29","date_gmt":"2023-12-06T13:22:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10967"},"modified":"2025-06-21T09:06:43","modified_gmt":"2025-06-21T07:06:43","slug":"vincent-van-gogh-pittore-colto-al-mudec-di-milano-fino-al-28-gennaio-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10967","title":{"rendered":"Vincent Van Gogh pittore colto. Al Mudec di Milano, fino al 28 gennaio 2024"},"content":{"rendered":"\nUna mostra straordinaria che consente uno sguardo oltre i diversi stereotipi che hanno condizionato la narrazione  della personalit\u00e0 di Vincent van Gogh (1853-1890). La sua grandezza creativa si scopre legata alla tragica dimensione esistenziale.\n<br>\nMolti ricorderanno le trasmissioni del prof. PierCesare Bori, in <em>Uomini e Profeti<\/em>, su Radio-tre,  nelle quali sottolineava il valore di Van Gogh come profeta. In questa mostra emerge come Van Gogh sia stato un intellettuale estremamente colto, con una vastit\u00e0 di interessi culturali  alla base della sua visione della vita e dell\u2019arte. Un Van Gogh  sorprendentemente aggiornato sul dibattito culturale del suo tempo: appassionato lettore di pubblicazioni contemporanee e collezionista di stampe, attento studioso delle tendenze artistiche pi\u00f9 attuali. Il tutto \u00e8 testimoniato nelle lettere a Teo : \u201cI libri, la realt\u00e0 e l\u2019arte sono una cosa sola per me\u201d Vincent al fratello Theo; \n<br><br>\n<em><span class=\"quote\"><\/span><\/em>\n\u00abAd esempio, per citare una passione tra le altre, io ho una passione pi\u00f9 o meno irresistibile per i libri e ho il bisogno di istruirmi continuamente, di studiare, se vuoi, proprio come ho bisogno di mangiare il mio pezzo di pane.\u00bb (dalla curatrice Mariella Guzzoni). \n <br><br> \nNel percorso espositivo si annodano tre temi fondanti: il suo appassionato interesse per i libri, la fascinazione per le stampe giapponesi, collezionate in gran numero, e per il Giappone tutto, l\u2019influenza che su di lui ebbe Jean-Fran\u00e7ois Millet maestro d\u2019arte e di vita, con una profonda visione religiosa della natura. \n<br>\nLa collaborazione con il Museo Kr\u00f6ller-M\u00fcller di Otterlo, ha consentito l\u2019arrivo di 40 opere dei diversi periodi della sua vita, dagli studi di teste e figure per <em>I mangiatori di patate<\/em>, dai disegni di cucitrici e spigolatrici delle terre carbonifere, agli anni parigini, come <em>Autoritratto<\/em>, <em>Interno di un ristorante<\/em>, <em>Natura morta con statuetta e libri<\/em>; dai dipinti di Arles: <em>Veduta di Saintes-Marie-de-la-Mer, La vigna verde, Ritratto di Joseph-Michel Ginoux , Paesaggio con covoni e luna che sorge<\/em>, ai  dipinti durante il suo internamento all\u2019ospedale di Saint-R\u00e9my <em>Pini nel giardino dell\u2019ospedale<\/em>, <em>Uliveto con due raccoglitori di olive, Il burrone<\/em>. Anche le opere letterarie che Vincent amava, in vetrine a tema, provengono dal Museo Kr\u00f6ller-M\u00fcller e vengono presentate con una accurata selezione di oltre trenta edizioni originali sia  di libri che di riviste d\u2019arte. \n<br>\nSono i fondamenti atti a raccontare la vita artistica e intellettuale di Van Gogh secondo 4 fasi storiche fondamentali: dal primo periodo 1880-1885 (nel Borinage, all\u2019Aia, e a Nuenen) al soggiorno parigino nel 1886-1887, dal periodo ad Arles nel 1888-89 a quello dell\u2019internamento nell\u2019ospedale di Saint-R\u00e9my.\n<br>\nSi inizia dalla prima fase della vita di Van Gogh: IN OLANDA. Era arrivato, nel bacino carbonifero del Borinage (Belgio), a dicembre del 1878, come predicatore evangelico laico presso la comunit\u00e0 dei minatori. Vi rimase fino al 1880,  quando, nell\u2019estate, dopo il grande disegno a tecnica mista<em> Le portatrici del fardello<\/em>, prese la decisione definitiva di diventare pittore. Nell\u2019opera rappresenta in modo realistico un gruppo di donne che trasportano sacchi di carbone con le schiene piegate, affogate in un paesaggio desolato: simboli universali della fatica e delle sofferenze dei diseredati. \n<br>\nNelle vetrine riferimenti letterari della<em> Bibbia<\/em> di cui era profondo conoscitore, insieme ad opere fondamentali di scrittori, a lui contemporanei, che affrontano temi sociali: Michelet con la sua monumental<em>e Storia della Rivoluzione Francese<\/em>, in cui si delinea un ruolo attivo  del popolo, al centro della dinamica rivoluzionaria; Beecher Stowe con<em> La capanna dello zio Tom,<\/em> che denuncia la condizione degli schiavi in America. E poi Dickens, Hugo, e Shakespeare, continuamente citati e commentati nelle sue lettere al fratello Theo e agli amici, per il loro sguardo verso i poveri, le ingiustizie sociali; la semplicit\u00e0, l\u2019umilt\u00e0, la fatica dei lavoratori, l\u2019indagine dell\u2019animo umano nella natura, il valore della terra. \n<em><br><\/em>\nEmerge il rapporto  privilegiato con Jean-Fran\u00e7ois Millet, grazie alla biografia illustrata di Alfred Sensier(nel 1881). In mostra i disegni di Van Gogh, copie o ispirati da opere di Millet: <em>Angelus, gli Zappatori<\/em> (disegno messo a confronto con un\u2019incisione del pittore francese)<em> e Il Seminatore<\/em>. Simbolo della missione di seminatore di verit\u00e0 attraverso l\u2019arte, diventer\u00e0 protagonista di molte opere successive di Van Gogh, che tutti conosciamo. \u00c9 esposto il bellissimo dipinto <em>La fine del villaggio di Gruchy<\/em> di Millet. \n<br>\nAlla fine del 1881 Van Gogh si trasferisce da Etten (dove abitano i genitori) all\u2019Aia, e per un breve periodo si esercita nello studio di Mauve, un pittore, suo parente. Nel gennaio 1882 inizia la convivenza con Clasina Maria Hoornik (detta Sien), una povera prostituta incinta e con un figlio, che intende sposare per salvarla dalla sua condizione.  La vediamo raffigurata in <em>Donna sul letto di morte<\/em>. Ma si separer\u00e0 da lei anche per la contrariet\u00e0 dei famigliari.\n<br>\nIn questo periodo Vincent diventa illustratore e collezionista di quasi duemila illustrazioni, estrapolate e catalogate in particolare da<em> The Graphic, <\/em>settimanale inglese illustrato. Nel luglio, dopo aver scoperto \u00c9mile Zola, legger\u00e0 \u201ctutto\u201d di lui, insieme a tutta l\u2019opera di Charles Dickens, di cui ammirava  molto le illustrazioni.\n<br>\nDopo un periodo in solitudine nella regione della Drenthe,  ritornava dai genitori a Nuenen (dove il padre era stato trasferito), a dicembre.  Qui produce molti disegni e dipinge circa duecento quadri dai toni scuri e terrosi. Sono diverse nature morte: <em>I nidi, i paesaggi, una serie di studi di teste e ritratti di contadini, <\/em>fino alla tavolata de <em> I mangiatori di patate. <\/em>\n<br>\nStudia a fondo <em>la Grammaire des arts du dessin di <\/em>Charles Blanc, un testo fondamentale per la conoscenza della tecnica neo-impressionista di Seurat, che lo stimola a raggiungere Parigi (dal 1886 al 1888).\n<br>\nGrazie a Theo, direttore di una filiale delle Gallerie Goupil,  Vincent entra in contatto con gli impressionisti e i neo-impressionisti; influenzato dal loro  stile, la sua tavolozza diventa pi\u00f9 viva e luminosa, scompaiono le drammatiche tonalit\u00e0 scure dei temi sociali, adotta la tecnica\u201cpointilliste\u201d, elaborandola in modo molto originale. Approfondisce la storia dell\u2019arte  attraverso manuali, monografie, riviste, stampe originali e riproduzioni e visite di musei e gallerie. Frequenta per breve tempo lo studio del pittore F. Cormon dove incontra Henri Toulouse-Lautrec e \u00c9mile Bernard che diventano suoi amici; con Bernard e Paul Signac va a dipingere<em> paesaggi a Asni\u00e8res <\/em>. Accanto ai quadri di Vincent,  del periodo, sono esposte due vedute di Montmartre di M. Luce e un dipinto di Paul Signac. \n<br>\nI romanzi parigini  diventano anche soggetti dei suoi quadri. Nella luminosa<em> Natura morta con statuetta e libri<\/em> vediamo al centro Bel-Ami di Guy de Maupassant e Germinie Lacerteux dei fratelli Goncourt, che considerava capolavori perch\u00e9 raccontavano \u201cla vita cos\u00ec com\u2019\u00e8\u201d. Segue l\u2019eccezionale <em>Autoritratto<\/em>, dipinto con tonalit\u00e0 chiare e pennellate tratteggiate.\n<br>\nNello stesso periodo parigino, la capitale era invasa dal fenomeno del Giapponismo, fascinazione che non risparmi\u00f2 Van Gogh, grazie alla partecipazione del Giappone <em>alle Esposizioni Universali tenutesi nel 1867 e 1878<\/em>, e alla presenza di negozi, di mercanti come Siegfried Bing, fondatore della rivista \u201cJapon Artistique\u201d e di caff\u00e8 alla moda come Le Divan Japonais e il Caf\u00e9 Tamburin. \n<br>\nLe letture sulla cultura e l\u2019arte giapponese, fecero nascere in Van Gogh un forte interesse per le stampe giapponesi, di cui diventava appassionato collezionista, fino ad acquistarne pi\u00f9 di 600.\n<br>\nLa mostra espone una quindicina di stampe giapponesi e xilografie, dei maestri Hiroshige e Hokusai, Kastukawa Shunsen e Taki Katei, provenienti dal Museo Chiossone di Genova; il famoso volume illustrato <em>Cento vedute del Monte Fuji <\/em>di Hokusai,  con altri volumi illustrati dedicati all\u2019arte giapponese, come <em>Art japonais<\/em><em> <\/em>di Louis Gonse, storico dell\u2019arte e collezionista. \u00c8 presente l\u2019edizione speciale del volume ristampata nel 1886 in 50 copie per Sigfried Bing, il maggior mercante d\u2019arte giapponese di Parigi, dove Vincent passava intere giornate alla ricerca di stampe.\n<br>\nNel 1888, Van Gogh si trasferiva ad Arles, in Provenza, alla ricerca della luce. Affittava alcune stanze nella Casa Gialla, sognando di fondare una comunit\u00e0 di artisti. A contatto con la natura la sua pittura ha una ulteriore impronta di vitalit\u00e0 cromatica e luminosit\u00e0. Dipinge<em> Paesaggi con alberi in fiore e campi di grano<\/em>, <em>le<\/em><em> marine a Saintes-Maries-de- la-Mer, <\/em><em>Scene notturne di caff<\/em><em>\u00e8<\/em>, <em>Interno della sua stanza<\/em>, I<em> Girasoli, Autoritratti<\/em> e <em>ritratti dei coniugi Ginoux, de il postino Roulin, lo Zuavo, la Mousm<\/em><em>\u00e9<\/em><em>.<\/em> \n<br>\n\u201cMi dico sempre che qui sono in Giappone\u201d, ad Arles infatti, era tornato per Vincent il fascino del Giapponismo. La Provenza, con la sua natura incontaminata, il sole intenso, i colori pi\u00f9 vividi,  lo entusiasmavano, tanto pi\u00f9 che aveva ricevuto da Theo i primi due numeri di \u201cLe Japon Artistique\u201d,  con fedeli riproduzioni di stampe ukiyoe, dei maestri giapponesi citati sopra. In mostra sono esposti i commenti ammirati  nelle lettere al fratello Theo, accanto alle opere: <em>Salici al tramonto<\/em> <em>Frutteto circondato da cipressi<\/em>, <em>La vigna verde<\/em> (del 1888), uno dei <em>ritratti<\/em> pi\u00f9 famosi, quello di<em> Joseph-Michel Ginoux (1888), il proprietario del Caf<\/em><em>\u00e9 <\/em><em>de la Gare di Arles, <\/em>dipinti con un rinnovato approccio ai colori e alle forme. I colori intensi e le campiture solide, delineate da forti contorni neri, risentono dell\u2019 influenza  da stampe giapponesi dedicate ad attori del teatro kabuki, firmate da Utagawa Kunisada e Toyoharu Kunichika.\n<br>\nL\u2019influenza  orientale si riflette anche in  <em>Paesaggio con covoni e luna che sorge,<\/em> ispirato a la Luna Autunnale a Ishiyama di Hiroshige, in <em>Il burrone (Les Peyroulettes) <\/em>dove interiorizza il tema <em>Sull\u2019isola di Enoshima<\/em> dello stesso autore. \n<br>\nIl 23 ottobre del 1888 lo raggiunge ad Arles Paul Gauguin<em>, <\/em>ma  il 23 dicembre, quando, dopo una lite, Van Gogh si taglia un orecchio, il loro rapporto si interrompe. L\u20198 maggio \u201889  Van Gogh decide un ricovero volontario nell\u2019ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole, vicino Saint-R\u00e9my. \n<br>\nNell\u2019ospedale Van Gogh \u00e8 colpito da frequenti crisi allucinatorie, ma avendo a disposizione una stanza per lavorare, nei momenti di relativa tranquillit\u00e0 dipinge intensi scorci del giardino dell\u2019ospedale:  <em>Tronchi d\u2019albero con edera, Pini nel giardino dell\u2019ospedale, Tronchi d\u2019albero nel verde, Pini al tramonto<\/em>; <em>paesaggi di cipressi e uliveti, Uliveti con due raccoglitori di olive<\/em>; meravigliose <em>scene notturne<\/em>, insieme a <em>copie libere <\/em>di opere dei maestri, da sempre ammirati: Delacroix, Rembrandt e Millet.  Nelle letture torna a  <em>Tutto di Shakespeare <\/em>nell\u2019edizione J. Dicks da uno scellino, presentata in quest\u2019ultima sezione di mostra. \n<br>\nAll\u2019inizio del 1890 le sue opere vengono esposte al Salon Les XX di Bruxelles con un articolo molto positivo scritto dal critico Albert Aurier, nel maggio 1890 raggiunge a Parigi il fratello che ha avuto un figlio. La serenit\u00e0 sfuma  improvvisa quando si trasferisce a Auvers- sur-Oise, dove il 27 luglio si spara un colpo di pistola, ai piedi di un albero, e muore due giorni dopo. \n<br>\nIl percorso espositivo si sofferma poco sulla fine tragica, ci invita a ritornare alle sue passioni con l\u2019opera audiovisiva,  curata da Karmachina:  una sala per una visione immersiva, con composizioni di libri aperti, schizzi, illustrazioni e dipinti, citazioni tratte dalle sue lettere ,che consentono al visitatore di immergersi nelle suggestioni letterarie e artistiche di Van Gogh,  che scorrono secondo un procedere lento, simile allo sfogliare di pagine di un catalogo illustrato.\n<br>\nLa mostra  \u201cVincent van Gogh_pittore colto\u201d ci fa scoprire un artista con un gran desiderio di imparare, capire, trovare il modo di essere in servizio verso i deboli. Un cavaliere del socialismo utopistico che considerava il contadino un \u2018uomo spirituale\u2019 perch\u00e9 a contatto \u2013 pi\u00f9 di altri &#8211; con la natura e la terra. Sui volti anneriti dei minatori e nelle mani rovinate degli zappatori Van Gogh vedeva manifestarsi la presenza divina pi\u00f9 vera, quella che continuava a ricercare per e in s\u00e9. \n<br>\nIl catalogo <em>Vincent van Gogh<\/em>, edito da 24 ORE Cultura, con interventi di Francesco Poli, Mariella Guzzoni e Aurora Canepari, curatori  della mostra, \u00e8 un omaggio inedito al Vincent collezionista e archivista. \n<br>\nUna mostra da non perdere, che mentre ci commuove, ci aiuta a ridimensionare la nostra tendenza ad assecondare i pregiudizi su questo artista e su tanti altri autori, come su persone incontrate nel percorso della vita.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una mostra straordinaria che consente uno sguardo oltre i diversi stereotipi che hanno condizionato la narrazione della personalit\u00e0 di Vincent van Gogh (1853-1890). La sua grandezza creativa si scopre legata alla tragica dimensione esistenziale. Molti ricorderanno le trasmissioni del prof. 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