{"id":10733,"date":"2023-05-31T11:32:39","date_gmt":"2023-05-31T09:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733"},"modified":"2023-06-01T10:30:31","modified_gmt":"2023-06-01T08:30:31","slug":"il-cuore-alluvionato-delluomo-la-felicita-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733","title":{"rendered":"Il cuore \u2018alluvionato\u2019 dell\u2019uomo: la felicit\u00e0 adesso"},"content":{"rendered":"\n<span class=\"quote\"><br>\nTornato da Roma, da un pezzo. A Roma, apoteosi. E con questo? (Cesare Pavese)<br><br>\nNon muoio neanche se mi ammazzano (Giovannino Guareschi)\n<\/span><br><br>\n<b>Conversazioni<\/b><br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abS\u00ec come dice lo Filosofo nel principio della Prima Filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere.\u00bb<span id='easy-footnote-1-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-1-10733' title='Dante, &lt;em&gt;Cv&lt;\/em&gt; I I 1. I passi del &lt;em&gt;Convivio &lt;\/em&gt;(Cv) sono tratti dall\u2019ed. Fioravanti, 2019. \u03a0\u1f71\u03bd\u03c4\u03b5\u03c2 \u1f04\u03bd\u03b8\u03c1\u03bf\u03c0\u03bf\u03b9 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03b5\u1f30\u03b4\u1f73\u03bd\u03b1\u03b9 \u1f40\u03c1\u1f73\u03b3\u03bf\u03bd\u03c4\u03b1\u03b9 \u03c6\u03c5\u03c3\u03b5\u03b9. (Aristotele, &lt;em&gt;Metaph&lt;\/em&gt;. I I1, 980a 20).'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>\n<br><br>\n\u00abLa ragione di che puote essere [ed] \u00e8 che ciascuna cosa, da previdenza di prima natura impinta, \u00e8 inclinabile alla sua propria perfezione; onde, acci\u00f2 che la scienza \u00e8 ultima perfezione della nostra anima, nella quale sta la nostra ultima felicitade, tutti naturalmente al suo desiderio semo subietti\u00bb<span id='easy-footnote-2-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-2-10733' title='&lt;em&gt;Cv&lt;\/em&gt; I I 1. Se si esamina il passo dell\u2019opera di Tommaso &lt;em&gt;Summa Theologiae&lt;\/em&gt; I-II, q. 3 a. 6 arg. 2 con la concordanza &lt;em&gt;Omnes homines natura scire desiderant &lt;\/em&gt;, colpisce la frase conclusiva: \u00abErgo in consideratione scientiarum speculativarum consistit beatitudo\u00bb. Il termine &lt;em&gt;beatitudo &lt;\/em&gt;ha come principale traduzione in italiano felicit\u00e0, la &lt;em&gt;felicitade&lt;\/em&gt; del &lt;em&gt;Convivio.&lt;\/em&gt;'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>\n<\/span><br><br>\nAffrontare un tema pressoch\u00e9 impossibile come la felicit\u00e0 pu\u00f2 parere uno sforzo titanico. E lo \u00e8. Mi \u00e8 sembrato pi\u00f9 lieve dialogare con autori tra passato e presente. Il punto di partenza \u00e8 l\u2019<em>incipit<\/em> del <em>Convivio<\/em> di Dante, che si propone uno scopo prettamente didascalico e divulgativo, perch\u00e9 \u00e8 scritto per tutti, anche per quelli che non conoscono il latino. Il poeta fiorentino si rif\u00e0 ad Aristotele (lo Filosofo) con quella frase ad effetto che divenne il vessillo dei maestri di filosofia parigini di met\u00e0 del XII secolo: <em>tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere.<\/em> Poi ci spiega il perch\u00e9 in modo sintetico ed efficace: ogni realt\u00e0, improntata dalla Provvidenza, desidera ardentemente la piena realizzazione di s\u00e9 e tutti noi siamo soggetti a questa brama di felicit\u00e0. Dunque, attraverso la conoscenza, si giunge, almeno nel <em>Convivio<\/em>, a una soddisfazione, che \u00e8 consapevolezza di s\u00e9, possibilit\u00e0 di capire la realt\u00e0 e di scoprirne il senso o almeno svelarne il bagliore. La <em>scienza <\/em>diviene conoscenza acquisita a cui concorrono le diverse facolt\u00e0 umane, prima tra tutte la memoria, come ci ricordano i versi del <em>Paradiso<\/em>:<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abnon fa scienza,\/ sanza lo ritenere, avere inteso\u00bb<span id='easy-footnote-3-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-3-10733' title='Dante, &lt;em&gt;Pd&lt;\/em&gt; IV 41.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nQuesti versi si possono accostare alla definizione del sapere di Uguccione da Pisa, una sicura fonte dantesca:<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab [\u2026] cio\u00e8 sapere, avere scienza o conoscere \u00e8 propriamente rendere ragione di ci\u00f2 che conosci, conoscere, spiegare in profondit\u00e0 ci\u00f2 che hai sentito dire. Da questo verbo deriva il nome <em>scienza<\/em>, e la <em>scienza<\/em> sussiste solo nel bene, mentre di esperienza si pu\u00f2 parlare anche nel male, e questa \u00e8 la sua definizione: <em>scienza <\/em>\u00e8 un virtuoso possesso dell\u2019animo che si accresce quando si condivide, e disdegnando un possessore avaro, svanisce presto se non \u00e8 distribuita [\u2026]\u00bb.<span id='easy-footnote-4-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-4-10733' title='Uguccione da Pisa,  &lt;em&gt;Derivationes&lt;\/em&gt;, s.v. &lt;a href=&quot;https:\/\/dama.dantenetwork.it\/index.php?id=25&amp;amp;L=0&amp;amp;workSign=Uguccione_Derivationes&amp;amp;word=scientiam&amp;amp;start=1&quot; title=&quot;Scio&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Scio&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;. [1] SCIO -is -ivi scitum, idest sapere,&amp;nbsp;scientiam&amp;nbsp;habere vel cognoscere, et est proprie scire reddere rationem quam noveris, nosse vero tantum que audieris; unde hec scientia, et est scientia tantum in bono, experientia etiam in malo dici potest; et diff\u00ecnitur sic: scientia est nobilis possessio animi que distributa suscipit incrementum, et avarum dedignata possessorem nisi publicetur cito elabitur; [\u2026]'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>\n<\/span>\n<br><br>\nDunque saper rendere ragione, comprendere quello che si sente dire (importanza dell\u2019ascolto), ma soprattutto condividere e distribuire, perch\u00e9, se si \u00e8 avari, la <em>scienza <\/em>svanisce. Per Dante tutte le <em>scienze<\/em> partecipano della Filosofia-Sapienza. Chi abbraccia la Filosofia per utilit\u00e0 o diletto e non per amore, ricorda Dante, non \u00e8 vero Filosofo. Nel <em>Convivio <\/em>Dante condivide l\u2019idea di una beatitudine partecipata sulla terra, e quindi in qualche modo oggettivamente imperfetta. Se l\u2019uomo desiderasse conoscere in questa vita l\u2019essenza divina, cadrebbe in un \u201cerrore\u201d in senso etimologico, cio\u00e8 si allontanerebbe dalla retta via della natura coltivando un desiderio irrazionale. Dante esprime la questione in modo sintetico ma efficace nei versi:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abState contenti, umana gente, al <em>quia<\/em>;\nch\u00e9 se potuto aveste veder tutto,\nmestier non era parturir Maria\u00bb<span id='easy-footnote-5-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-5-10733' title='Dante, &lt;em&gt;Pg.&lt;\/em&gt; III 37-39.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>\n\n<\/span><br><br>\nIl desiderio del sapere non \u00e8 uno, ma \u00e8 costituito da una successione di molti desideri, appagato uno dei quali, se ne presenta un altro (finito l\u2019uno, viene l\u2019altro). Dunque il suo aumentare (dilatare) in senso stretto (propriamente parlando) non \u00e8 un crescere, ma un passaggio discontinuo (successione) dal piccolo al grande (di piccola cosa in grande cosa).\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abAlla questione rispondendo, dico che propriamente crescere lo desiderio della scienza dire non si pu\u00f2, avvenga che come detto \u00e8, per alcun modo si dilati. Ch\u00e9 quello che propriamente cresce, sempre \u00e8 uno: lo desiderio della scienza non \u00e8 sempre uno ma \u00e8 molti, e finito l\u2019uno viene l\u2019altro; s\u00ec che, propriamente parlando non crescere lo suo dilatare, ma successione di picciola in grande cosa\u00bb<span id='easy-footnote-6-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-6-10733' title='Dante, &lt;em&gt;Cv&lt;\/em&gt; IV XII 1.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>. \n<\/span>\n<br><br>\nLa trasformazione poetica di un simile concetto \u00e8 visibile nei versi:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNasce per quello, a guisa di rampollo,&nbsp;\na pi\u00e8 del vero il dubbio; ed \u00e8 natura&nbsp;\nch\u2019al sommo pinge noi di collo in collo\u00bb<span id='easy-footnote-7-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-7-10733' title='Dante,  &lt;em&gt;Pd&lt;\/em&gt;. IV 129-132.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n<\/span>\n<br><br>\nSe non si raggiunge la conoscenza e dunque la <em>scienza<\/em>, non si ottiene la felicit\u00e0: le cause possono essere molteplici e trascendono le possibilit\u00e0 e le volont\u00e0 individuali. Leopardi dialoga con lui in tanti passaggi dello <em>Zibaldone<\/em> e qui mi limiter\u00f2 solo a citarne uno: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abFelicit\u00e0 non \u00e8 altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il pi\u00f9 spregevole. Ora da questa sola definizione si pu\u00f2 comprendere che la felicit\u00e0 \u00e8 di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d&#8217;altronde di felicit\u00e0. Un amor di se stesso che non pu\u00f2 cessare e che non ha limiti, \u00e8 incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desiderer\u00e0 sempre un ben maggiore, perch\u00e9 il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesser\u00e0, e perch\u00e9 quel bene, per grande che sia, sar\u00e0 sempre limitato, e il suo amor proprio non pu\u00f2 aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stessi pi\u00f9 che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contenti, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felici, n\u00e9 in questo mondo, n\u00e9 in un altro\u00bb<span id='easy-footnote-8-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-8-10733' title='Leopardi 2022, p. 122.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nQuindi, Dante carissimo, non \u00e8 cos\u00ec: la scienza non appaga, perch\u00e9 l\u2019uomo ha un cuore che ama senza limiti e ottiene solo cose finite e, qualunque sia il nostro stato, proprio per amore di noi stessi, desideriamo qualcosa di pi\u00f9: <em>la felicit\u00e0 \u00e8 contentezza del proprio modo di essere, amore perfetto del proprio stato<\/em>, che non basta mai <em>n\u00e9 in questo mondo n\u00e9 in un altro. <\/em>Ecco che si fa strada la voce di Maria Zambrano<span id='easy-footnote-9-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-9-10733' title='Maria Zambrano (1904-1991) \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi intellettuali del XX secolo. Allieva del filosofo Ortega y Gasset, visse in esilio in Italia per essersi opposta a Francisco Franco. Ritorn\u00f2 in Spagna nel 1984. Alcune delle sue opere tradotte in italiano sono: &lt;em&gt;I sogni e il tempo (De Luca, Roma 1960), I beati (Feltrinelli, Milano 1992), La tomba di Antigone (La Tartaruga, Milano 1995), La confessione come genere letterario &lt;\/em&gt;(Mondadori, Milano 1995) &lt;em&gt;Verso un sapere dell\u2019anima&lt;\/em&gt; (Cortina, Milano 1996).'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPer la vita, conoscere \u00e8 sempre ricordare e l\u2019ignoranza appare interamente sotto forma di oblio. Forse perch\u00e9 la memoria \u00e8 il modo di conoscenza pi\u00f9 prossimo alla vita, dispensatrice di una verit\u00e0 in una forma che essa possa consumare come appropriazione temporale [\u2026] La realt\u00e0 infatti ci circonda, eppure bisogna cercarla, non \u00e8 sufficiente che ci sia: forse non c\u2019\u00e8 finch\u00e9 non ci siamo predisposti a riceverla\u00bb<span id='easy-footnote-10-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-10-10733' title='Zambrano 1995, p. 53.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>. \n<\/span>\n<br><br>\nRitorna la parola conoscenza, il <em>fil rouge<\/em> dantesco, la <em>scienza, <\/em>affiancata dalla memoria, necessaria per affondare le mani nella realt\u00e0 (\u00abnon fa scienza\/sanza lo ritener aver inteso\u00bb). Il punto di ri-partenza per la Zambrano sono <em>Le Confessioni<\/em> di Sant\u2019Agostino, non solo valido e innovativo genere letterario, ma vero e proprio metodo pedagogico per recuperare la verit\u00e0 di s\u00e9 e del mondo. \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNell\u2019incubo dell\u2019esistenza ci sentiamo isolati, senza possibilit\u00e0 di comunicazione: come negli incubi, gridiamo e nessuno ci sente. Da qui a sentirci perseguitati ci passa poco. E nel fondo dell\u2019animo europeo degli ultimi tempi giace la mania persecutoria, mania persecutoria originata pi\u00f9 che da qualche shock fisico o psichico, dalla tremenda situazione di isolamento dall\u2019impenetrabilit\u00e0 che si era impadronita della nostra vita\u00bb<span id='easy-footnote-11-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-11-10733' title='Zambrano 1995, p. 61.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>. \n\n<\/span><br><br>\nCome non sentire in queste parole il riverbero della situazione pandemica che ha aperto violentemente il 2020? Soli, isolati, sperduti dentro riquadri minuscoli da cui uscivano volti deformati e voci metalliche.\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNon si pu\u00f2 in alcun modo custodire la verit\u00e0 per uno solo, perch\u00e9 quando la si trova, la si trova gi\u00e0 condivisa\u00bb<span id='easy-footnote-12-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-12-10733' title='Zambrano 1995, p. 63.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span><br><br>\nNecessit\u00e0 di condividere la conoscenza, come ci raccontavano Dante e Uguccione, urgenza di tramandare il vero delle cose, quasi come se fosse un\u2019esigenza originale del cuore dell\u2019uomo. E ancora:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abLa vita smette di essere incubo quando si \u00e8 ristabilito il vincolo filiale, quando abbiamo ritrovato il Padre e anche i fratelli; quando siamo in grado di rispondere alla tremenda domanda \u201c Che ne \u00e8 stato di tuo fratello?\u201d\u00bb<span id='easy-footnote-13-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-13-10733' title='Zambrano 1995, p. 65.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nQuesta riflessione potente della Zambrano presenta infinite connessioni nella memoria collettiva e individuale. A me viene in mente la \u201cCitt\u00e0 democratica\u201d di <em>Diario clandestino<\/em> di Giovannino Guareschi: l\u20198 settembre 1943, lo scrittore, allora tenente di artiglieria, non presta giuramento di fedelt\u00e0 alla RSI e viene deportato nei campi di concentramento nazisti. Nei due anni di prigionia che seguiranno annoter\u00e0 la vita nei lager, le vicende degli altri prigionieri e le sue osservazioni<span id='easy-footnote-14-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-14-10733' title='&lt;em&gt;Il grande diario&lt;\/em&gt;, uscito sessant\u2019anni dopo e frutto di un attento lavoro di ricostruzione da parte dei figli, raccoglie queste testimonianze che ormai sono storia. Una storia che per\u00f2 non \u00e8 mai quella ufficiale, \u201cinterpretata a seconda del regime politico dominante\u201d, ma \u00e8 quella di un uomo che non si \u00e8 mai piegato al potere e che ha trovato nella scrittura la forza per affrontare e superare anche i momenti pi\u00f9 oscuri.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>. Egli si propose di divenire la memoria collettiva degli IMI, dei reduci, dimenticati e abbandonati a se stessi. In quell\u2019inferno del lager impar\u00f2 a condividere, a guardare i fratelli, a commemorare i morti, leggendo Dante, il viaggio di Ulisse, scambiandosi le vite.\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNon abbiamo vissuto come i bruti. Non ci siamo rinchiusi nel nostro egoismo. La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie, la disperata nostalgia delle nostre mamme e dei nostri figli, il cupo dolore per l&#8217;infelicit\u00e0 della nostra terra non ci hanno sconfitti. Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, uomini con un passato e un avvenire\u00bb<span id='easy-footnote-15-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-15-10733' title='Guareschi 1996, p. XII.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span><br><br>\n\nIl lager diventa, in un rovesciamento a dir poco paradossale, la possibilit\u00e0 di rapporto, di legame, di memoria, di umanit\u00e0.\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abSi tratta quindi di trovare il punto di contatto tra la vita e la verit\u00e0\u00bb<span id='easy-footnote-16-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-16-10733' title='Zambrano 1995, p. 45.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\n\n<b>Adesso<\/b><br>\n\nLa Zambrano definisce l\u2019uomo moderno, un tempo fiducioso per le scoperte scientifiche, confuso e abbandonato: un individuo che annaspa in mezzo alle molteplici definizioni della societ\u00e0 contemporanea e non si sente pi\u00f9 vocato, chiamato per qualcosa o qualcuno.\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abLa spaventosa faccia dell\u2019attualit\u00e0, non ci presenta forse questa immagine di mondo senza soggetto, in cui il soggetto \u00e8 sparito, in cui l\u2019io vaga errante come un re senza sudditi n\u00e9 regno, in cui non esiste da nessuna parte quel qualcuno responsabile, quel qualcuno in possesso di identit\u00e0 e di figura propria?\u00bb<span id='easy-footnote-17-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-17-10733' title='Zambrano 1995, p. 108.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>\n<\/span>\n<br><br>\nSe penso alla realt\u00e0 di adesso, ai fiumi che con veemenza hanno invaso le strade, le case, le fabbriche, la vita della mia Romagna, questa domanda della Zambrano \u00e8 come un tarlo che rode. Conversando anche io con lei, le risponderei di petto: no, non \u00e8 cos\u00ec. Ho visto ragazzi pieni di fango, desiderosi di esserci e dare una mano, scrostare per ore pareti, pulire bulloni, tirare fuori secchiate d\u2019acqua. Di fronte al bisogno li senti fratelli, alcuni cantano, altri lavorano in silenzio. Non tutti reagiscono in questo modo, c\u2019\u00e8 chi si muove sdegnoso, indignato, arrabbiato (come dargli torto). Ho visto paesi dove i parroci riprendono ad essere Don Camillo, burberi, ma accoglienti e lavorano gomito a gomito con il sindaco, novello Peppone. E paesi con ancora l\u2019acqua stagnante, che non consente di attivare la corrente elettrica ed \u00e8 la causa di un inevitabile pericolo sanitario, ma non \u00e8 entrata in chiesa. L\u00ec dentro il parroco ha attivato un gruppo elettrogeno che ricarica tutto il paese. Una luce dentro al buio e al fango, uno squarcio di speranza. Ci sono ragazzi che aiutano gli sfollati e la Croce Rossa \u00e8 cos\u00ec colpita che chiede loro una mano. La realt\u00e0 chiama, urla, ma \u00e8 al cuore \u2018alluvionato\u2019 dell\u2019uomo che spetta di rispondere, cio\u00e8 di essere responsabile di s\u00e9 e di ci\u00f2 che accade. Un popolo ferito \u00e8 sceso nel fango per aiutare un amico, un fratello, ma anche degli sconosciuti. La Zambrano dice di Sant\u2019Agostino:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNon volle riavere il proprio cuore, bens\u00ec renderlo totalmente schiavo, talmente desiderava riconsegnarlo al legittimo padrone. Ci\u00f2 che voleva non era il cuore fattosi specchio per riflettere il mondo, ma il cuore trasparente; il cuore attraversato dalla luce, che vive nella luce\u00bb<span id='easy-footnote-18-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-18-10733' title='Zambrano 1995, p. 60.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>\n<\/span>\n<br><br>\nChe si scopre nel fango? Difficile poterlo dire, la risposta \u00e8 dentro ai nostri cuori \u2018alluvionati\u2019. Ma mi piace cantare con Ernia<span id='easy-footnote-19-10733' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10733#easy-footnote-bottom-19-10733' title='Rapper italiano il cui vero nome \u00e8 Matteo Professione. Una delle sue canzoni pi\u00f9 famose \u00e8 &lt;em&gt;Qualcosa che manca&lt;\/em&gt;.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>: \u00abCerco qualcosa di grande, che resti\u00bb.\n\n<br><br><b>Bibliografia<\/b><br>\nDante 2019 = Dante, <em>Convivio<\/em> a cura di Gianfranco Fioravanti; <em>Canzoni <\/em>a cura di Claudio Giunta, Milano, Mondadori.<br>\nGuareschi 1996 = Giovannino Guareschi, <em>Diario clandestino,<\/em> Milano,Rizzoli.<br>\nLeopardi 2022= Giacomo Leopardi, <em>Zibaldone<\/em>, Milano, Mondadori.<br>\nZambrano 1995 = Maria Zambrano, <em>La confessione come genere letterario<\/em>, Milano, Mondadori.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Affrontare un tema pressoch\u00e9 impossibile come la felicit\u00e0 pu\u00f2 parere uno sforzo titanico. E lo \u00e8. Mi \u00e8 sembrato pi\u00f9 lieve dialogare con autori tra passato e presente. Il punto di partenza \u00e8 l\u2019<em>incipit<\/em> del <em>Convivio<\/em> di Dante, che si propone uno scopo prettamente didascalico e divulgativo, perch\u00e9 \u00e8 scritto per tutti, anche per quelli che non conoscono il latino. Il poeta fiorentino si rif\u00e0 ad Aristotele (lo Filosofo) con quella frase ad effetto che divenne il vessillo dei maestri di filosofia parigini di met\u00e0 del XII secolo: <em>tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere<\/em>.","protected":false},"author":38,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[844,96,842,843,845],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10733"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10733"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10733\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13385,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10733\/revisions\/13385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}