{"id":10221,"date":"2022-12-09T08:25:25","date_gmt":"2022-12-09T07:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10221"},"modified":"2022-12-19T18:47:07","modified_gmt":"2022-12-19T17:47:07","slug":"editoriale-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10221","title":{"rendered":"Editoriale"},"content":{"rendered":"\nIn quella che \u00e8 stata per anni un\u2019opera seminale e irrinunciabile negli studi di fantascienza, <em>Metamorphoses of Science-Fiction: On the Poetics and History of a Literary Genre<\/em> (1979), il critico letterario Darko Suvin definisce questo genere \u2013 in modo tanto basilare quanto suggestivo \u2013 come \u00abla letteratura dello straniamento cognitivo.\u00bb Quasi trent\u2019anni pi\u00f9 tardi, Fredric Jameson raccoglie l\u2019intuizione di Suvin nel suo <em>Archeologies of the Future<\/em> (2005), e individua nella fantascienza una funzione \u00abessenzialmente epistemologica\u00bb, scrivendo come questo genere sia \u00abspecificamente dedicato a immaginare forme sociali ed economiche alternative.\u00bb L\u2019approccio storico-materialista di Jameson inquadra la <em>Speculative Fiction<\/em> all\u2019interno dei rapporti produttivi del tardo capitalismo, e, fedele alla sua visione della forma letteraria \u2013 gi\u00e0 espressa con dovizia d\u2019analisi nel fondamentale <em>The Political Unconscious<\/em> (1981) \u2013 ne dimostra il ruolo intrinseco di atto ideologico indissolubilmente legato alla realt\u00e0 socio-politica nel quale viene ad avverarsi. <br>\nPertanto, il genere fantascientifico diventa un potente mezzo di critica culturale grazie, soprattutto, alla sua capacit\u00e0 di farci abitare temporaneamente \u201cmodi altri,\u201d fatti \u2013 per dirla con Larry McCaffery (1990) \u2013 di \u00abdistorsioni cognitive e figurazioni poetiche delle nostre relazioni sociali,\u00bb nel preciso momento in cui queste sono costruite e alterate da nuove tecnologie. Questo straniamento \u00e8 spesso raggiunto attraverso l\u2019invenzione linguistica, il ricorso all\u2019utopia e\/o distopia, \u2018divergenze\u2019 temporali (tra cui l\u2019ucronia), dislocazioni o viaggi spaziali e mutamenti tecnologici, capaci di perturbare il lettore che percepisce una dissonanza tra il mondo fittizio della narrazione in cui \u00e8 immerso e quello in cui si trova quotidianamente a vivere. Tuttavia, citando Gwyneth A. Jones (1999), la fantascienza non necessita tanto di una sospensione dell\u2019incredulit\u00e0, quanto di un continuo atto interpretativo. La fantascienza \u00e8 infatti un mezzo esplorativo dell\u2019alterit\u00e0 di cui il lettore \u00e8 invitato a esplorare i contorni. L\u2019autore invita consapevolmente il lettore a riflettere sulla lingua e su come significati e significanti non siano indissolubilmente legati, ma soggetti a continui mutamenti, visibili nel glossario che l\u2019autore fornisce progressivamente al lettore al fine di permettergli di entrare nel proprio mondo narrativo. Questo processo di costruzione e decostruzione linguistica ha spesso lo scopo di rendere il lettore consapevole del fatto che la realt\u00e0 in cui abita \u00e8 soggetta a simili regole di costruzione di significato.<br>\nIn un\u2019epoca in cui le metanarrazioni del progresso hanno decretato la fine della storia, indicando nelle democrazie liberali e nella guida economico-tecnologica offerta dal capitalismo la vetta teleologica dell\u2019evoluzione umana (e quindi negando di fatto la possibilit\u00e0 di un futuro), l\u2019ostinazione con la quale la fantascienza continua a immaginare mondi alternativi non fa che rafforzare la tesi di Jameson. In spregio ai proclami trionfalistici con i quali l\u2019egemonia culturale dell\u2019Occidente continua a sostenere il proprio dominio, la fantascienza e la speculazione dimostrano come l\u2019immaginario occidentale sia pi\u00f9 che mai concentrato in un processo \u00abgenerativo\u00bb (cos\u00ec lo definisce Jameson) che, investendo il presente, \u00e8 capace non solo di proiettare la societ\u00e0 al di fuori dei percorsi precostituiti, ma di re-immaginare la storia alla ricerca di narrazioni fondanti spesso schiacciate dall\u2019imposizione del mito del progresso.<br>\nNon sorprende, quindi, l\u2019appropriazione di questo genere da parte di gruppi marginali e subalterni, che utilizzano la fantascienza, non solo per denunciare storie di violenza (tra cui esperienze coloniali) appartenenti a un passato recente, e connesso al presente tramite forme di trasmissione intergenerazionale del trauma, ma soprattutto per immaginare nuovi scenari trasformativi ed \u201cempowering\u201d per la comunit\u00e0. Immaginare il futuro implica molto spesso ripensare i destini di una comunit\u00e0, uscendo da narrazioni apocalittiche e\/o vittimarie per recuperare spazi, ruoli (di <em>leadership<\/em>) fino a quel momento preclusi. L\u2019afro-futurismo e il futurismo indigeno sono chiari esempi di questo processo. Infatti, come discusso dal critico culturale Mark Dery (1993) \u00abL\u2019afrofuturismo \u00e8 l&#8217;appropriazione della tecnologia e dell&#8217;immaginario della science-fiction da parte degli afroamericani [\u2026 che] equivale a fare uso di strumenti informatici freddi e ostili per trasformarli in armi utili alla resistenza di massa.\u00bb Una poetica simile si riscontra anche nelle scritture transmediali e multimediali prodotte dalle popolazioni native del Nord America, dove l\u2019idea di testo viene estesa oltre i confini del letterario e letterato. Come evidenziato da Grace Dillon (2012), in <em>Walking the Clouds: An Anthology of Indigenous Science<\/em> <em>Fiction<\/em>, il futurismo indigeno esplora il lascito del colonialismo sull\u2019individuo e le comunit\u00e0 soggiogate al fine di eliminare il suo impatto emotivo e psicologico, e poter cos\u00ec recuperare conoscenze e tradizioni ataviche capaci di fornire a queste popolazioni strumenti di sopravvivenza al mondo post-apocalittico in cui vivono. <br>\nInfine, \u00e8 interessante notare come la fantascienza sia non solo uno strumento di <em>empowerment<\/em>, ma anche il riflesso di dibattiti (e paure) legati a particolari situazioni geopolitiche.  Difatti, la fantascienza presenta spesso un\u2019incontro-scontro con l\u2019alterit\u00e0. Ne sono un esempio i vari scenari coloniali ambientati nello spazio o il tecno-orientalismo, ovvero un approccio esotico all\u2019alterit\u00e0 che legge l\u2019innovazione tecnologica dei paesi dell\u2019Estremo Oriente come causa di processi di sub-umanizzazione dell\u2019individuo.<br>\nPartendo da queste premesse teoriche, il numero 54 di <em>Bibliomanie \u2013 Fantascienza, fantastoria<\/em> \u2013 raccoglie una serie di interventi che, nel dedicarsi alle forme della <em>sci-fi<\/em>, intervengono nel dibattito storico, politico e letterario per analizzare il modo in cui questo genere funziona e ha funzionato come paradigma ermeneutico e, soprattutto, come discorso epistemologico capace di produrre significati ragionando sul presente, rileggendo la storia, e immaginando il futuro.<br>\nIl <a href=\"?p=10116\" title=\"Coin-operated doors and pirated toasts: reflections on capitalism from Philip K. Dick\u2019s Ubik to Cory Doctorow\u2019s Unauthorized Bread\">saggio di Valentina Romanzi<\/a> esplora come <em>Unauthorized Bread<\/em> di Cory Doctorow e <em>Ubik<\/em> di Philip K. Dick   utilizzino gli strumenti dell\u2019ironia e della satira per evidenziare le derive autoritarie e alienanti del capitalismo. Tramite il confronto di queste due opere, Romanzi mette in luce l\u2019evoluzione dei modi di produzione e consumo tra Ventesimo e Ventunesimo secolo, mostrando come queste modifiche strutturali influiscano non solo sull\u2019immaginario popolare e letterario, ma sulla vita quotidiana degli individui.<br>\n<a href=\"#\" title=\"\">Cristophe Duret<\/a> utilizza il romanzo <em>Toxoplasma<\/em> di Sabrina Calvo per mostrare come il <em>Cyberpunk<\/em>, a seguito della grande popolarit\u00e0 vissuta negli anni Ottanta del Novecento e del successivo declino individuato da critici come Arthur e Marilouise Kroker, non sia oggi da intendersi tanto come un genere inerentemente nostalgico, quanto come un meta-discorso che, attraverso un\u2019estetica retro-futurista, continua a riflettere sui rapporti, spesso distopici e sempre problematici, tra esseri umani e tecnologie in continua evoluzione.<br>\n<a href=\"?p=10079\" title=\"Fantastoria nel fumetto italiano: Martin Myst\u00e8re e la reinvenzione del mito di Atlantide\">Domenico Elia analizza come il fumetto di Alfredo Castelli <em>Martin Myst\u00e8re<\/em><\/a> utilizzi i codici dell\u2019ucronia nella creazione di un\u2019allegoria della Guerra fredda, coeva alla pubblicazione degli albi presi in considerazione. In particolare, Elia mostra come i miti della citt\u00e0 perduta di Atlantide e del continente di Mu, presentati da Castelli come potenze in conflitto, vengano rielaborati in una fantastoria nella quale \u00e8 possibile leggere un commento sulle complesse relazioni politiche tra Stati Uniti e Russia dagli anni Ottanta del novecento a oggi.<br>\nIl <a href=\"#\" title=\"\">saggio di Pierre-Antonie Marti<\/a> discute come i testi narrativi che usano il riferimento al mito per parlare di scienza finiscono per costruire un mito della scienza stessa. Analizzando i modi in cui la fantascienza \u00e8 stata utilizzata pi\u00f9 o meno coscientemente come veicolo di una mitopoiesi della scienza, Marti utilizza il genere come un prisma attraverso il quale leggere e interpretare i legami tra mito e scienza, tecnologia e finzione letteraria, nell\u2019articolazione dell\u2019idea stessa di futuro.<br>\n<a href=\"#\" title=\"\">Sheyla Moroni volge l\u2019attenzione ai fruttuosi legami tra utopia, distopia e visione politica<\/a> analizzando il ruolo avuto dalle opere degli scrittori Ignatius Donnelly ed Edward Bellamy nell\u2019ispirazione dell\u2019ideologia del <em>People\u2019s Party<\/em> statunitense. Il saggio di Moroni mette a confronto <em>Looking Backward<\/em> di Bellamy e <em>Ceasar\u2019s Column: A Story of the Twentieth Century<\/em> di Donnelly (colti nel proprio contesto storico-politico) per mostrare come le speculazioni della fantascienza siano in rapporto potenzialmente trasformativo con il reale; potenzialit\u00e0 in questo caso (parzialmente) concretizzatesi nei programmi del \u201cterzo partito\u201d americano alla fine del Diciannovesimo secolo.<br>\n<a href=\"?p=10101\" title=\"Science fiction television, storia di una rivoluzione del piccolo schermo\">Giorgia Bosco affronta il ruolo avuto da alcune serie TV contemporanee nell\u2019evoluzione e nell\u2019ibridazione della fantascienza<\/a>. Occupandosi nello specifico delle relazioni tra <em>horror<\/em> e <em>sci-fi<\/em>, Bosco si focalizza su <em>True Blood<\/em>, <em>The Walking Dead<\/em> e <em>American Horror Story<\/em> per dimostrare come la serialit\u00e0 televisiva sia a oggi uno dei luoghi di maggior fermento e sperimentazione per il genere. Il saggio illustra come le serie in questione rinnovino e amplino le possibilit\u00e0 della fantascienza contemporanea nell\u2019equilibrio tra imperativi commerciali e innovazione formale, e attraverso una sapiente commistione di <em>speculative fiction<\/em> e canoni della narrativa del terrore.<br>\nIl <a href=\"?p=10136\" title=\"Un esicasta della Fine. Guido Morselli e le cronache del dopo-mondo\">saggio di Giuseppe Crivella<\/a> si addentra nei territori del post-apocalittico attraverso l\u2019opera crepuscolare di Guido Morselli, <em>Dissipatio H.G.<\/em> L\u2019oggetto del romanzo \u2013 l\u2019inspiegabile, improvvisa e inquietante scomparsa del genere umano \u2013 viene inquadrato da Crivella come un dramma metafisico totalizzante che, attraverso il <em>medium<\/em> della fantascienza, crea un \u201cmondo estremo\u201d nel quale il pessimismo radicale di Morselli si esprime in tutta la sua forza, ma non senza una certa cupa ironia. <br>\nLa sezione tematica di questo numero si conclude con l\u2019<a href=\"?p=10183\" title=\"T for Togliatti. What if?, ucronia e fantastoria in un racconto illustrato\">opera di Marco Moschetti, un esercizio di scrittura creativa (ma solidamente ancorato nella ricerca storica)<\/a> in cui si immagina cosa sarebbe successo se il PCI di Togliatti avesse vinto le elezioni del 1948. L\u2019ucronia immaginata da Moschetti, e accompagnata dalle illustrazioni di Andrea Gualandri, \u00e8 un esperimento di <em>historiographic metafiction<\/em> caratterizzato da una comicit\u00e0 irriverente e da un\u2019accurata ricostruzione storica.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In quella che \u00e8 stata per anni un\u2019opera seminale e irrinunciabile negli studi di fantascienza, Metamorphoses of Science-Fiction: On the Poetics and History of a Literary Genre (1979), il critico letterario Darko Suvin definisce questo genere \u2013 in modo tanto basilare quanto suggestivo \u2013 come \u00abla letteratura dello straniamento cognitivo.\u00bb Quasi trent\u2019anni pi\u00f9 tardi, Fredric [&hellip;]","protected":false},"author":370,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[169],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10221"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/370"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10221"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10221\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10380,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10221\/revisions\/10380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}