{"id":10136,"date":"2022-12-08T10:07:38","date_gmt":"2022-12-08T09:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136"},"modified":"2022-12-08T10:07:39","modified_gmt":"2022-12-08T09:07:39","slug":"un-esicasta-della-fine-guido-morselli-e-le-cronache-del-dopo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136","title":{"rendered":"Un esicasta della Fine.  Guido Morselli e le cronache del dopo-mondo"},"content":{"rendered":"\n<br><span class=\"quote\">\n\nIl mar del m\u00f2rmoro m\u00e8rmera all\u2019orecchio della mente, roccia inesplorata [\u2026] <br>\n                                                                     da spazio a spazio, tempo dopo tempo in varie fasi di scrittura come in varie <br>\n                                                                     pose di sepoltura\u2026<br>\n                                                                                                                                                     (J. Joyce, <em>Finnegans Wake<\/em>)<\/span>\t\t\t\t<br><br>\t\t\t\t\t\t\t\n\n<b>1. Apocalisse apofatica<\/b><br>\n\nDesolata e inospitale, come un pianeta sconosciuto anteriore alla comparsa delle prime forme di vita, si presenta la Terra ove un giorno si risveglia il protagonista di <em>Dissipatio H. G. <\/em>dopo aver covato torbidi progetti di suicidio. Ma, stranamente, al mattino \u00e8 il genere umano ad essere scomparso, in ottemperanza forse ad una beffarda logica inversa per cui ad essersi suicidati in blocco \u2013 in maniera paradossalmente involontaria \u2013 sono stati tutti gli altri abitanti della Terra, che dei piani dell\u2019uomo non sapevano nulla. Da qui l\u2019idea di erigere per loro un monumento funebre composto di rovine tecno-industriali in perfetto stato di conservazione ed ancora blandamente funzionanti:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\n\u00abho deciso di innalzare alla memoria, in piazza del Mercato (Widmad), un cenotafio. Mi pare che si dica cos\u00ec. Ci ho lavorato un paio di giorni: un furgoncino commerciale e una Mercedes coup\u00e9, formano la base del monumento, una ventina di televisori, tolti dal Grande Emporio. Il corpo. Sulle TV qualche apparecchio fotografico e di cinepresa, ceste di bottiglie di cocacola. In cima, all\u2019altezza di tre metri circa da terra, un cartellone enorme, che riempiva una vetrina dell\u2019Agenzia di Viaggi, Un Kodachrome di metri 3&#215;2, intimante una spiaggia, con la famosa arena bianca, delle Bahamas, e l\u2019invito \u201cVoliamo laggi\u00f9 \u2013 dove la vita \u00e8 migliore.\u201d Un po\u2019 sull\u2019aria della canzone tahitiana: <em>Native Gods are calling, To them we belong<\/em>.<span id='easy-footnote-1-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-1-10136' title='G. Morselli, &lt;em&gt;Dissipatio H. G.&lt;\/em&gt;, Adelphi, Milano, 1977, pp. 67-68. da ora sempre abbreviato in nota con DHG, seguito dal numero di pagina.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n\n<\/span><br><br>\n\n\nInizia cos\u00ec il romanzo di Guido Morselli, apparso nel 1977 presso Adelphi, che dette una notevole fama<span id='easy-footnote-2-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-2-10136' title='Cfr. G. Manganelli, &lt;em&gt;Altre concupiscenze&lt;\/em&gt;, Adelphi, Milano, 2022, pp. 121-127.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span> all\u2019autore suicidatosi quattro anni prima. L\u2019opera si caratterizza per una tale originalit\u00e0 di temi che difficilmente riesce a trovare una collocazione precisa all&#8217;interno del vasto campionario di moduli afferenti alla fantascienza<span id='easy-footnote-3-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-3-10136' title='A, Giuliani, &lt;em&gt;Le droghe di Marsiglia&lt;\/em&gt;, Adelphi, Milano, 1977, p. 309-316. Giuliani ad un certo punto richiama il celebre romanzo &lt;em&gt;The Purple Clouds&lt;\/em&gt; di Matthew Phipps Shiel apparso nel 1901. Naturalmente lo stesso Giuliani osserva che non ci sono elementi effettivi per dimostrare che Morselli conoscesse questo testo.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nSe, per esempio, proviamo ad utilizzare il bel testo di Giovannoli <em>La scienza della fantascienza<\/em> per inquadrare <em>Dissipatio H. G.<\/em> vedremo che sorgerebbero numerosi problemi riguardanti il principio di categorizzazione da mettere in campo per classificare l\u2019opera in questione<span id='easy-footnote-4-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-4-10136' title='R. Giovannoli, &lt;em&gt;La scienza della fantascienza&lt;\/em&gt;, Bompiani, Milano, 1991, pp. 315-328.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>. Pi\u00f9 che un romanzo di fantascienza, Morselli sembra esser riuscito a scrivere una sorta di possente dramma astrattamente metafisico<span id='easy-footnote-5-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-5-10136' title='A. Giuliani,&lt;em&gt; Le  droghe di Marsiglia, cit.&lt;\/em&gt;, pp. 313-315.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>, il quale potrebbe affiancare senza problemi opere come <em>L\u2019invenzione di Morel<\/em> di Bioy Casares, <em>Nova Express<\/em> di William Burroughs, <em>L\u2019immortale<\/em> di Jorge Luis Borges, <em>Il Dottor Faustroll<\/em> di Alfred Jarry, nonch\u00e9 alcuni testi di Giorgio Manganelli tratti da <em>Centuria<\/em>, apparso non a caso qualche anno prima di <em>Dissipatio H. G.<\/em><br>\nSi tratta in molti di questi casi di <em>mondi estremi<\/em>, per usare una nozione messa a punto da Jean-Clet Martin<span id='easy-footnote-6-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-6-10136' title='J-C Martin, &lt;em&gt;Logique de la science-fiction. &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;De Hegel \u00e0 Philip K. Dick&lt;\/em&gt;, Les Impressions Nouvelles, Paris, 2017, pp. 74-111. Con l\u2019espressione &lt;em&gt;mondi estremi&lt;\/em&gt; Martin designa quegli universi finzionali in cui di fatto la vita umana si trova esposta a condizioni di possibilit\u00e0 che tendono a negarne in maniera puntuale l\u2019esistenza effettiva. I &lt;em&gt;mondi estremi&lt;\/em&gt; rappresentano quindi una sorta di stadio ultimativo della vita, in cui questa si trova dinanzi ad un bivio: o estinguersi definitivamente o protrarsi sviluppandosi in forme inedite e spesso pressoch\u00e9 mostruose.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>, ove le condizioni di vita dei personaggi sono tali per cui essi finiscono per accedere ad una dimensione postuma del tempo che li costringe ad una maniacale riflessione, in cui il loro pensiero si agita brancolando nel trascendentale <em>Supervacuum<\/em> a cui sembra averli condannati per sempre l\u2019impenetrabile deliberazione di un Dio demente e sinistro<span id='easy-footnote-7-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-7-10136' title='Su questo cfr. soprattutto G. Manganelli, &lt;em&gt;Altre concupiscenze, cit.&lt;\/em&gt;, p. 126: \u00abin che modo ha potuto, l\u2019intera umanit\u00e0, dissiparsi corporalmente, istantaneamente? L\u2019evento non \u00e8 naturale, n\u00e9 scientifico: n\u00e9 malattia, n\u00e9 guerra, n\u00e9 catastrofe possono compiere questo annichilimento dell\u2019essere umano. Questa scomparsa \u00e8, non v\u2019\u00e8 dubbio, di competenza della teologia\u00bb. Rimandiamo anche alle posizioni di Morselli in merito alla postulazione di una Teodicea dell\u2019assurdo,  G. Morselli, &lt;em&gt;Realismo e Fantasia. Dialoghi&lt;\/em&gt;, NEM, Varese, 2009, pp. 415-416.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nQuest\u2019ultimo, nel caso di Morselli, ha tramutato il protagonista del romanzo in un monologante superstite chiamato a sperimentare il paradosso di una fine-del-mondo che ha avuto luogo senza alcun effetto, trascorsa nella bianca inapparenza d&#8217;un <em>Evento<\/em> \u2013 come lo chiama il personaggio di Morselli per tutto il libro \u2013 il quale, a parte la scomparsa degli uomini, non lascia alcuna traccia, la cui immane eccezionalit\u00e0 cio\u00e8 risiede nel fatto d&#8217;essersi venuta a produrre nel punto esatto della propria trasparente cancellazione.<br>\nNulla pertanto inquieta e disturba pi\u00f9 di una fine-del-mondo che si attua lasciando tutto come era prima di essa, sconvolgente e traumatica proprio perch\u00e9 ci\u00f2 che avrebbe dovuto mettere fine a questo tempo di indefettibile documentabilit\u00e0 e tracciabilit\u00e0 si \u00e8 presentato con i caratteri dell&#8217;inavvertito e dell&#8217;irreperibile.<br>\nIl momento della fine non si iscrive pi\u00f9 nell&#8217;ambito del tempo umano col segno apocalittico di una cessazione definitiva che arriva a colpire indiscriminatamente tutte le cose, ma piuttosto s&#8217;insinua nella stanca polvere dei giorni, carica della tragica comicit\u00e0 di un evento la cui straordinaria unicit\u00e0 consiste nel fatto d&#8217;essersi verificato quale frangente epocale per la storia degli uomini senza che alcuno di essi abbia effettivamente avuto la possibilit\u00e0 di rendersene conto. Alfredo Giuliani ha inquadrato questo stato di cose in un celebre saggio, ora contenuto nella raccolta intitolata <em>Le droghe di Marsiglia<\/em>. Scrive acutamente il critico italiano:\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\n\u00abvinto [&#8230;] dalla ribellione del suo corpo, il protagonista torna indietro, risbuca dal cunicolo, scende a valle e <em>ritrova il mondo interamente ripulito di esseri umani<\/em>. La scomparsa degli uomini non \u00e8 la Fine del Mondo, anzi. Presto ogni angolo ricomincer\u00e0 a verdeggiare. A Crisopoli i corvi posano sul frontone del teatro, i gatti popolano le gradinate dei templi finanziari, vagolano cani senza pi\u00f9 padroni; in campagna vacche e capre brucano. Non \u00e8 accaduto nulla di visibile: semplicemente i corpi umani sono stati tolti, sottratti agli affari, svaniti. Sono loro, tutti gli altri, che se ne sono andati senza lasciare traccia. E insieme con loro sono finalmente svaniti l&#8217;Imbruttimento, l&#8217;Inquinamento, l&#8217;Inferocimento e la \u201cpeste monetaria\u201d.<span id='easy-footnote-8-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-8-10136' title='A. Giuliani, &lt;em&gt;Le droghe di Marsiglia&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; cit.&lt;\/em&gt;, p. 313. Corsivi nostri. Cfr. DHG, p. 63.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n\n<\/span><br><br>\n\nGiuliani ribalta immediatamente la chiave interpretativa che apparentemente sembra imporsi a una prima lettura: qui non si tratta pi\u00f9 della fine del mondo. Si tratta piuttosto di una nuova Genesi, forse di una <em>palingenesi<\/em> in cui quei tre attori nefasti evocati alla fine dell\u2019estratto appena riportato sono stati definitivamente espunti di concerto con l\u2019obliterazione capillare di ogni essere umano, tranne naturalmente il suicida monologante, il quale si trova cos\u00ec costretto a dover sopravvivere non solo al proprio mancato decesso, ma anche a quello di tutti i suoi simili, risucchiati senza resto in quell\u2019ipotetico Nulla che egli cerca strenuamente e vanamente di mettere a fuoco.<br>\nAvviluppato in un onnipervasivo crampo di entropia, il mondo perpetua la propria esistenza in una sorta di diffuso stato catatonico. Da ci\u00f2 deriva la necessit\u00e0 di mettere a fuoco la prima connotazione inquietante che si impone a noi: a questo cataclisma \u00e8 sopravvissuto solo ci\u00f2 che non ha coscienza di s\u00e9, solo ci\u00f2 che \u00e8 del tutto privo di una forma superiore o abbastanza evoluta di autocoscienza<span id='easy-footnote-9-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-9-10136' title='Ivi, p. 93: \u00abla notte del 2 giugno ha fatto cessare la vita pensante, e dunque la Storia\u00bb. Su questo cfr.  G. Morselli, &lt;em&gt;Realismo e Fantasia, cit.&lt;\/em&gt;, p. 40 e pp. 82-84.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>. A questo parametro non sembra far eccezione neppure l\u2019unico superstite dal momento che, come racconta egli stesso, nel frangente esatto in cui si \u00e8 consumato l\u2019Inspiegabile<span id='easy-footnote-10-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-10-10136' title='Ivi, p. 18.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span> egli era completamente privo di sensi, svenuto a causa di un violento trauma cranico occorsogli durante il goffo tentativo di suicidio.<br>\nA questo punto una fauna guardinga si fa avanti sulla piazza di Crisopoli, nei luoghi a maggiore impatto antropico della citt\u00e0 stranamente deserta, abbandonata ad uno sfacelo ove gatti, corvi, pipistrelli e cani iniziano a dilagare, ad avventurarsi probabilmente alla ricerca di cibo, ma anche incuriositi dall\u2019assenza inspiegabile degli uomini, svaniti improvvisamente in un altrove dello spazio-tempo da cui non \u00e8 previsto ritorno e che, in preda ad una gelida <em>fantasia apocalittica<\/em><span id='easy-footnote-11-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-11-10136' title='Ivi, p. 88.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, il narratore prospetta in questi termini:\n\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abadesso, direttori, editori, scrittori, colleghi, ex-colleghi e pseudo-amici stanno tutti \u201cdi l\u00e0\u201d. Calcano i glabri pendii del monte Armageddon. In attesa della estrema sentenza, scavano occhiuti con le unghie la cenere a coprire le telex e le macchine da scrivere a cui sono, giustamente, incatenati. Angeli vigilano dall\u2019alto del monte onde non fuggano. Tre angeli neri, gli stessi a cui, in vita, si prosternavano idolatri, e ognuno dei tre porta uno scudo e su uno degli scudi si legge Sociologismo, sull\u2019altro Storicismo, sul terzo Psicologismo. A pi\u00e8 del monte due serpi loricate strisciano sibilando e buttando fuoco. E ognuna sulle scaglie ha una scritta, e su una si legge: Advertising, e sull\u2019altra Marketing.<span id='easy-footnote-12-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-12-10136' title='Ivi, pp. 87-88.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span><br><br>\n\n\nL\u2019umanit\u00e0 \u00e8 stata quindi comicamente respinta in una latitudine di insignificanza: i due termini che scintillano vacui e pressoch\u00e9 incomprensibili nella nuova dimensione in cui stagnano gli ex abitanti del mondo suonano come delle parole arcane e minacciose, latrici di una punizione sovrannaturale, a cui appare del tutto impossibile assegnare una definizione esaustiva. \u201cDi l\u00e0\u201d, in questo buffonesco inferno posticcio allestito con gli scenari di cartapesta tipici di una scadente <em>sit-com<\/em> televisiva, dominano dei termini il cui significato ormai sembra essersi decomposto.<br>\nNel loro istantaneo <em>Armageddon<\/em> gli uomini si sono portati dietro scorie amorfe di un linguaggio che non riesce pi\u00f9 ad esprimere nulla, lacerti di un interminabile discorso che ora appare sotto le fattezze di un rumore di fondo, il quale fodera in maniera prosastica perfino l\u2019inferno con grandi scritte pubblicitarie o microscopici simboli di celebri marche che hanno preso l\u2019aspetto di ironiche e icastiche iscrizioni funerarie.<br>\n\u201cDi qua\u201d invece, all\u2019indomani di questa criptica catastrofe, il mondo conosce la propria convulsa <em>apocatastasis<\/em>, viene cio\u00e8 ricondotto ad una condizione di imperfetta \u2013 o corrotta \u2013 verginit\u00e0: le tracce del passaggio umano permangono come sparuti relitti di una storia che presto sar\u00e0 dimenticata, rimossa per sempre da una realt\u00e0 atemporale come quella anteriore alla comparsa del primo uomo: \u00abtutto a posto e in ordine ma immobile e fuori dal tempo, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019uomo che fa il tempo delle cose\u00bb<span id='easy-footnote-13-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-13-10136' title='Ivi, p. 35.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>, osserva ad un certo punto il sopravvissuto.<br>\nMorselli quindi fin dalle prime pagine ci proietta nei meandri di uno Spopolamento<span id='easy-footnote-14-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-14-10136' title='Ivi, p. 40, ove il superstite si diverte a fantasticare immaginando che l\u2019estinzione sia stata provocata da una improbabile \u00abBomba S (Spopolamento, repentino e radicale), bomba R (Rarefazione)\u00bb.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span> ove i segni e i sintomi della dimensione propriamente antropomorfa sono contemporaneamente espunti dalla situazione effettiva, ma resi assolutamente necessari al fine di decifrare quell\u2019anomalo stato di cose. Non a caso, dopo aver evocato la posizione di Montaigne in merito all\u2019ipotesi di una possibile fine del mondo<span id='easy-footnote-15-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-15-10136' title='Ivi, p. 54.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>, Morselli derubrica quanto si presenta ai suoi occhi parlando a chiare lettere di un <em>paradosso farsesco<\/em><span id='easy-footnote-16-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-16-10136' title='Ivi, p. 55.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span> nelle cui spire annega ogni forma di razionalit\u00e0 ed ogni sforzo di razionalizzazione messi in campo per comprendere \u2013 o tentare di spiegare \u2013 l\u2019Evento.<br>\nBasti dire, ad esempio, che la prima reazione del narratore all\u2019indomani della scomparsa consiste addirittura nel cercare assurdamente di mimetizzarsi con l\u2019estinzione totale da cui non sa come (e perch\u00e9) sia riuscito a salvarsi:\n\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abil secondo giorno [\u2026] me ne sono stato seduto alla macchina un pomeriggio, senza toccarla. Il ticchettio dei tasti mi avrebbe sconvolto. O era come superstizioso dovere, non rompere il silenzio. In cucina, per riscaldarmi, il caff\u00e8 in punta di piedi. Fuori sul selciato, la pioggia batteva sonoramente, ma io non dovevo fare rumore. <em>Dovevo, come gli altri, essere morto<\/em>.<span id='easy-footnote-17-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-17-10136' title='Ivi, p. 18.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n\n\nIl superstite appare da subito determinato a voler rigettare la propria immotivata condizione di sopravvissuto. Egli stesso avverte la sua presenza come incongrua ed inammissibile rispetto a ci\u00f2 che si \u00e8 prodotto nelle fibre pi\u00f9 profonde della realt\u00e0. Sagomandosi sul silenzio e sull\u2019immobilit\u00e0 del mondo esterno, sull\u2019attonito girare a vuoto del tempo in cui il mondo sembra essere caduto, il narratore cerca di pervenire ad una sorta di grado-zero dell\u2019autocoscienza e soprattutto della nebulosa consapevolezza di quanto accaduto.<br>\nSe l\u2019inferno ove ora potrebbero essere relegati gli uomini era roboante e sovraccarico di tristi emblemi mondani, Crisopoli ed il resto della Terra sono spettralmente taciturni, simili in ci\u00f2 ad una sconfinata necropoli<span id='easy-footnote-18-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-18-10136' title='Ivi, p. 63 e p. 103.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span> che il narratore in un primo momento esplora alla ricerca di qualche altro sopravvissuto.<br>\n\u00c8 un mondo ove ancora funziona l\u2019elettricit\u00e0, dove ancora gli schermi televisivi proiettano immagini e figure, in cui le radio ancora emettono un flebile ronzio meccanico, dove gli apparecchi telefonici ancora squillano mettendo il superstite in contatto con un non-luogo da cui una voce metallica non smette di ripetere in maniera ossessiva sempre il medesimo messaggio preregistrato. Sono tutti suoni di contorno che accerchiano la <em>persona loquens<\/em>, ad essa si approssimano, arrivando a lambirla mentre essa cerca di tramutarsi in una lacuna, in un\u2019assenza, capace di percorrere la superficie terrestre senza alterarne la funebre quiete seguita all\u2019Evento.<br>\nIl cenotafio evocato <em>en passant<\/em> nell\u2019estratto riportato in apertura molto probabilmente non \u00e8 pensato tanto per l\u2019umanit\u00e0 estinta, ma segnala piuttosto la presenza di un morto che non occupa il suo posto effettivo in questo sterminato sepolcro tecno-industriale. In quel cenotafio il narratore sogna di tumulare se stesso nel momento in cui la <em>detraenza definitiva<\/em><span id='easy-footnote-19-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-19-10136' title='A. Giuliani, &lt;em&gt;Le droghe di Marsiglia, cit.&lt;\/em&gt;, p. 314.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span> in forza di un inesplicabile contraccolpo torner\u00e0 per un attimo indietro per riprendere l\u2019ultimo uomo rimasto in vita.<br><br>\n\n<b>2. Apoteosi o interludio? <\/b><br>\n\nSi produce a questo punto un ulteriore ribaltamento della situazione: l\u00e0 dove la Terra appare come morta, in realt\u00e0 essa \u00e8 pi\u00f9 viva che mai<span id='easy-footnote-20-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-20-10136' title='DHG, p. 54.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019unico superstite che sembra conservare in s\u00e9 tracce di vita, a tutti gli effetti proviene da una morte appena sfiorata, cercata ma comicamente mancata, rimasto suo prigioniero senza tuttavia esser riuscito a identificarsi in pieno con essa. Immediatamente dopo il passo appena riportato, la <em>persona loquens<\/em> prosegue infatti affermando:\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00able mie funzioni, normali: mangiavo con fame, persino voracemente, <em>mentre l\u2019orrore non s\u2019interrompeva, perch\u00e9 non c\u2019erano intervalli e io rabbrividivo mangiando, al ritmo della mia masticazione<\/em>. Dormivo e, curioso a dirsi, senza sogni. Fumavo qualche pipa, bevevo cognac nella solita misura. Urinavo pi\u00f9 del solito; la paura, \u00e8 noto, mette a prova l\u2019emuntorio. Anche quando la paura diventa necessit\u00e0 e si connatura con l\u2019individuo, come stava capitando a me. Sono stati, prima della crisi risolutiva, due giorni, non di pi\u00f9 e non completi. In quanto a esperienza, <em>un saggio di eternit\u00e0<\/em>.<span id='easy-footnote-21-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-21-10136' title='Ivi, p. 18. Corsivi nostri.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span><br><br>\n\n\nAvvertendosi sotto le sembianze di un\u2019ingiustificabile escrescenza, dolorosamente eccedente rispetto a tutto il resto dell\u2019esistente per l\u2019irriducibile coefficiente di autocoscienza che egli reca con s\u00e9, il superstite per i due giorni successivi all\u2019Evento persegue senza risultati apprezzabili una sorta di deliberata e paralizzante devitalizzazione del s\u00e9. Ma, pur ridotto alle mere funzioni organiche, l\u2019unico sopravvissuto viene come respinto ogni volta da capo verso una dimensione minima di propriocettivit\u00e0<span id='easy-footnote-22-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-22-10136' title='Su questo aspetto assolutamente centrale, cfr. G. Morselli, &lt;em&gt;Realismo e Fantasia, cit.&lt;\/em&gt;, pp. 133-136: \u00abanche la localizzazione della sensazione in una determinata zona o in un punto del sensorio esterno \u00e8 dovuta non direttamente al soggetto, ma all\u2019autocoscienza che in lui assume il sensile. La sensazione nella sua attualit\u00e0 presuppone, come ti dicevo, il sussistere di un rapporto tra il sensile gi\u00e0 entrato a far parte del senziente, e l\u2019oggetto: una sorta di flusso continuo dal secondo verso il primo, onde noi ci sentiamo &lt;em&gt;in presenza&lt;\/em&gt; dell\u2019oggetto e ci rendiamo conto di percepirlo, non di pensarlo soltanto\u00bb. Poco pi\u00f9 avanti Morselli, per spiegare in maniera ancor pi\u00f9 chiara questo assunto, propone l\u2019esempio della percezione \u2013 vaga ma irrefutabile \u2013 che si risveglia in noi allorch\u00e9 una mosca si posa su una zona specifica della nostra epidermide, rendendola cos\u00ec irresistibilmente &lt;em&gt;presente&lt;\/em&gt;. Andrebbero anche tenuti presenti gli assunti sul &lt;em&gt;cogito&lt;\/em&gt; che Morselli espone poco pi\u00f9 avanti, Ivi, pp. 222-227. '><sup>22<\/sup><\/a><\/span> da cui egli non riesce mai a riscattarsi<span id='easy-footnote-23-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-23-10136' title='Gi\u00e0 nel settimo dialogo di &lt;em&gt;Realismo e Fantasia&lt;\/em&gt; Morselli scriveva: \u00abse ci precludiamo ogni contatto con il mondo che ci circonda, il senso fondamentale del nostro essere assume una fissit\u00e0 inerte\u00bb, Ivi, p. 307. Il superstite di fatto annega in questa &lt;em&gt;fissit\u00e0 inerte&lt;\/em&gt; senza riuscire ad obliarsi; anzi egli rimane invischiato in essa, trovandosi costretto a dover registrare in ogni istante della propria giornata la scomodit\u00e0 di tale situazione.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nSospeso a met\u00e0 tra l\u2019organico e l\u2019inorganico, il narratore non smette di auscultarsi, quasi origliando attraverso l\u2019opaca parete del suo corpo le vibrazioni minime e impercettibili di un mondo che, divenuto mostruosamente inesplicabile, ora appare in preda ad una degenerazione irreversibile, ora sembra prossimo a risorgere dalle sue ceneri dopo essersi liberato dell\u2019unico parassita capace di mettere a repentaglio la sua stessa esistenza. In quel sonno senza sogni c\u2019\u00e8 la rivelazione lampante di questa vita che tende a pietrificarsi senza per\u00f2 riuscirvi. I sogni non visitano pi\u00f9 la <em>persona loquens<\/em> dal momento che la sua stessa vita risulta caratterizzata da una sorta di sorda impregnazione onirica<span id='easy-footnote-24-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-24-10136' title='Si tratta di una questione che Morselli aveva sentito l&amp;#8217;esigenza di affrontare gi\u00e0 in un passo piuttosto denso del sesto dialogo di &lt;em&gt;Realismo e Fantasia&lt;\/em&gt;, cfr. Ivi, pp. 233-234: \u00abil problema [\u2026] \u00e8 di stabilire come si diano rappresentazioni aberranti o anomale, e in che precisamente consista tale loro anomalia. &lt;em&gt;Ma questo problema non si pone solo per il sogno&lt;\/em&gt;\u00bb. Corsivi nostri. Il superstite del romanzo si trova quasi costretto a postulare una sorta di oniromanzia ad occhi aperti.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>, la quale invischia il superstite in ogni istante della sua vita diurna.<br>\nIn merito a quanto detto finora, ci pare quindi di poter evocare alcune analisi di Gianni Celati. Nel saggio d\u2019apertura della sua silloge di interventi sulla narrativa del Novecento, egli nota infatti che questo tipo di opere<span id='easy-footnote-25-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-25-10136' title='Come spiega lo stesso autore, i testi letterari che egli prende in esame sono accomunati da un diffuso stato di crisi del soggetto narrante. La scrittura arriva cos\u00ec a parodizzare a e a dissolvere la &lt;em&gt;persona loquens&lt;\/em&gt;, tramutandola di fatto in un prodotto derivato \u2013 e pressoch\u00e9 degradato \u2013 delle funzioni stesse del linguaggio messo in gioco. \u00c8 emblematico in tal senso il caso del &lt;em&gt;Molloy&lt;\/em&gt; di Beckett, a cui Celati dedica uno dei saggi pi\u00f9 incisivi e originali, cfr. G. Celati, &lt;em&gt;Finzioni occidentali. Fabulazione, comicit\u00e0 e scrittura&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1975, pp. 103-110 e soprattutto pp. 155-184. '><sup>25<\/sup><\/a><\/span> \u00abdeve evacuare il soggetto empirico, ridurlo a mito negativo dell\u2019esteriorit\u00e0 mondana, introdurre un nuovo e pi\u00f9 radicale sistema di esclusione che lo rigetta al di l\u00e0 delle soglie del sapere\u00bb<span id='easy-footnote-26-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-26-10136' title='Ivi, p. 82.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nTale lavoro di riduzione ed abolizione del soggetto empirico \u00e8 per\u00f2 tutt\u2019altro che semplice. Il protagonista di <em>Dissipatio H. G.<\/em> infatti deve accettare il fallimento costante dei suoi tentativi di auto-obliterazione, concludendo che perfino la sola attivit\u00e0 di minzione risveglia nelle sue membra \u2013 stanche e prostrate dall\u2019esercizio indefesso dell\u2019indagine inerente all\u2019accaduto \u2013 un vasto riverbero di risonanze psichiche<span id='easy-footnote-27-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-27-10136' title='G. Morselli,&lt;em&gt; Realismo e fantasia, cit.,&lt;\/em&gt; p. 285.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>, le quali non possono in alcun modo essere messe in quiescenza<span id='easy-footnote-28-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-28-10136' title='In merito a ci\u00f2 cfr. il commento alla pagina di diario di Morselli in D. Mezzina, &lt;em&gt;Le ragioni del fobantropo. Studio sull\u2019opera di Guido Morselli&lt;\/em&gt;, Stilo, Bari, 2011, p. 227.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span> e che tramano senza sosta avviluppanti ragnatele di filosofemi che si richiudono ogni volta sulla sopravvivenza del narratore, quasi a intrappolarlo nelle spire di una spastica filogenesi degenerativa:\n\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abvedo una piramide. Se la considero bene, \u00e8 una piramide, temporale, capovolta. Anzi, sono due piramidi. L\u2019una, ritta, dal primo uomo o ominide capostipite si allarga, negli eoni, sino ai formicolanti miliardi di esseri della stessa specie che avevamo la notte del due giugno. <em>Appesa a quella, la piramide capovolta (e, questa, senza estensione temporale ma solo ideale), che dai formicolanti miliardi si restringe d\u2019improvviso in un individuo solo: questo vertice terminale sono io<\/em>.<span id='easy-footnote-29-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-29-10136' title='DHG, p. 82. Corsivi nostri.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n\n\nL\u2019eternit\u00e0 che egli sperimenta \u00e8 quindi solo di natura ideale o, meglio, quasi spettrale; potremmo quasi arrivare ad affermare che essa ha un\u2019origine maniaco-depressiva. E, proprio per questa ragione, egli appare in mezzo agli sparsi ruderi tecno-industriali della Civilt\u00e0 appena estinta, come una fosforescenza inquieta, come una superfetazione parassitaria, condannato ad abitare questo incredibile suicidio cosmico con le movenze larvali di una creatura pertinacemente infestante.<br>\nIn quei due giorni di agonizzante confusione e viscerale smarrimento, di ostinate incertezze e inevase domande metafisiche, il sopravvissuto compie una specie di dolente apprendistato, tramite il quale egli capisce di poter partecipare all\u2019Evento solo prendendone le distanze, cessando di cercarne in maniera spasmodica e accanita una spiegazione pi\u00f9 o meno logica, ed iniziando a raccoglierne le cifre sparse al fine di stilarne una sorta di dettagliata cronaca quotidiana perfettamente inconcludente, dal momento che rimane del tutto irreperibile la causa ultima di ci\u00f2 che ha scatenato quella situazione totalmente assurda.<br>\nInoltre, l\u2019ossessione sepolcrale di cui \u00e8 preda il sopravvissuto spinge quest\u2019ultimo a vedere e a concepire la Terra sotto le fattezze di un esangue <em>bazar archeologico<\/em><span id='easy-footnote-30-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-30-10136' title='Ci permettiamo di riprendere questa formula da G. Celati, &lt;em&gt;Finzioni occidentali, cit&lt;\/em&gt;., pp. 187-212. Va detto che Celati non nomina mai Morselli in questo scritto.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span> in cui gli oggetti si distaccano poco a poco da quegli stessi nomi con cui per decenni gli uomini li avevano inchiodati a delle anguste matrici di <em>ustensilit\u00e9<\/em> che all\u2019indomani della <em>dissipatio<\/em> non hanno pi\u00f9 alcuna ragion d\u2019essere. Il sopravvissuto si rende conto di tutto ci\u00f2 passando dinanzi alla facciata di un edificio che gli si para di fronte avvolto da una fredda aura di inesplicabilit\u00e0: \u00able tre finestre sotto il portico <em>hanno perso il loro significato<\/em> macabramente commemorativo, <em>ora ne hanno un altro, sono vuote<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-31-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-31-10136' title='DHG, p. 100.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIn questo vuoto, in questo sguardo senza occhi che ogni singolo oggetto, che ogni singolo angolo della citt\u00e0 rivolge all\u2019ingombrante presenza residuale del superstite, quest\u2019ultimo in effetti rivede e riconosce il proprio sguardo attonito, puntato su di una realt\u00e0 ormai a lui aliena e remota, la quale lo ha espulso per ben due volte dalla propria rarefatta e frammentaria cornice ontologica: la prima, allorch\u00e9 l\u2019Evento lo ha eccettuato, dimenticando di coinvolgerlo nel <em>miracolo orrendo<\/em><span id='easy-footnote-32-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-32-10136' title='Ivi, p. 99.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span> con cui \u00e8 stata evacuata la razza umana, facendone cos\u00ec al tempo stesso un prescelto e un reietto<span id='easy-footnote-33-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-33-10136' title='Ivi, p. 113.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>; la seconda volta quando egli si \u00e8 reso conto che la sua sopravvivenza coatta non pu\u00f2 trovare in alcun modo una collocazione coerente con questo inedito stato di cose: \u00absul trauma paralizzante si leva e vaneggia la paura. Che \u00e8 fatalmente un male della ragione discorsiva, estraneo agli angeli e alle bestie\u00bb<span id='easy-footnote-34-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-34-10136' title='Ivi, p. 104.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDa tutto ci\u00f2 deriva una conseguenza su cui forse la critica non ha riflettuto abbastanza: in questo universo post-storico e felicemente disumano, perde immediatamente di significato una delle attivit\u00e0 cognitive pi\u00f9 importanti e vitali per gli uomini, ovvero l\u2019operazione del classificare<span id='easy-footnote-35-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-35-10136' title='Ci pare che qui l\u2019oggetto morselliano riveli una marcata affinit\u00e0 con l\u2019oggetto surrealista, cos\u00ec come esso \u00e8 stato delineato da Gabellone, cfr. L. Gabellone, &lt;em&gt;L\u2019oggetto surrealista. Il testo, la citt\u00e0, l\u2019oggetto in Breton&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1977, p. 124. Gabellone mostra esattamente come presso certi autori tale categorizzazione vada miseramente in frantumi lasciando l\u2019oggetto fluttuare tra soglie di significati difformi e inconciliabili.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>. Grazie a quello che ci dice il protagonista sappiamo infatti che sotto il profilo economico-finanziario Crisopoli si presenta come un centro piuttosto ricco ed iperproduttivo. A fronte di ci\u00f2 i suoi abitanti, solerti e precisi, avevano messo a punto repertori e cataloghi, registi ed archivi ove ordinare e categorizzare con inflessibile premura sistematica tutto l\u2019esistente<span id='easy-footnote-36-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-36-10136' title='Ivi, p. 121.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span>. All\u2019indomani del <em>cataclisma planetario<\/em><span id='easy-footnote-37-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-37-10136' title='DHG, p. 41.'><sup>37<\/sup><\/a><\/span> di questa operazione non rimane pi\u00f9 nulla, gli schedari sono degradati ad ossari. In uno stupendo scritto della fine degli anni Ottanta Franco Rella, da altre angolature ha affrontato questo tema, proponendo una serie di considerazioni che ci sembrano decisamente pertinenti in relazione a quanto esaminato finora. Scrive il pensatore di Rovereto:\n\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00able cose si distendono indifferenziate e indifferenti. Troppo forti perch\u00e9 esse siano annientate nel nulla, ma impercorribili, impraticabili, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 dicibile la loro diversit\u00e0, la differenza che le unisce in una tensione. Il sentimento di questo essere in una \u201csorta di eternit\u00e0 senza consistenza\u201d, in questo grigio, \u00e8 il sentimento della noia [&#8230;]. Noia e b\u00eatise sembrano ormai dominare, come ci\u00f2 che non ha figura, tutto l\u2019orizzonte umano. Le cose, nel momento in cui vengono semplicemente trascritte e collezionate, senza alcun senso e senza alcuno scopo [\u2026] precipitano in un vortice, in una sorta di congelata vertigine.<span id='easy-footnote-38-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-38-10136' title='F. Rella, &lt;em&gt;Limina. Il pensiero e le cose&lt;\/em&gt;, Feltrinelli, Milano, 1986, pp. 102-103.'><sup>38<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n\n\nRella blocca l\u2019istante febbrile in cui le cose si ritraggono in una plaga obliqua di muta indifferenza e di sibillina lontananza. La stessa ovvia dicibilit\u00e0 dell\u2019oggetto si contrae in una spaesante regione di silenzi, ove la parola \u00e8 oggetto di un\u2019inarginabile obsolescenza. L\u2019oggetto ora recalcitra molesto, soggetto a un processo di defunzionalizzazione<span id='easy-footnote-39-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-39-10136' title='F. Orlando, &lt;em&gt;Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Rovine, reliquie, rarit\u00e0, robaccia, luoghi inabitati e tesori nascosti&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1993, p. 26.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span> in forza del quale perfino i prodotti industriali pi\u00f9 semplici si profilano sotto le crude sembianze di anti-merci<span id='easy-footnote-40-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-40-10136' title='Ivi, 20.'><sup>40<\/sup><\/a><\/span>, quasi a lasciar intendere che l\u2019incontrollata stratificazione <em>kitsch<\/em> di Crisopoli possa essere riscattata, e quasi redenta, solo rivelando la smisurata <em>facies hippocratica<\/em> che essa cova e cela sotto la propria la maschera di marcescente plutocrazia, di cui in fin dei conti non restano che <em>reliquie necromantiche<\/em><span id='easy-footnote-41-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-41-10136' title='Ivi, p. 12.'><sup>41<\/sup><\/a><\/span>: \n\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abentravo in una grande citt\u00e0: ma non era tanto l\u2019entit\u00e0 fisica dell\u2019agglomerato a rassicurarmi. Con i suoi quattrocentomila mercanti, Crisopoli \u00e8 positiva come la positivit\u00e0 stessa. Disponibile a ogni cosa, tranne i miracoli. Zavorrata d\u2019oro monetato nelle sagristie delle sue sessanta banche, non pu\u00f2 lievitare nel meraviglioso, o anche solo nell\u2019imprevisto. La pi\u00f9 alta concentrazione di ricchezza che si conosca; e una sostanza cos\u00ec concreta non si sprofonda per maleficio del diavolo, non si vanifica per grazia o castigo celeste. Le sue radici attingono l\u2019<em>aeternum<\/em> del capitale, quintessenza della realt\u00e0 [\u2026]. <em>La citt\u00e0 intatta, appena abbandonata, \u00e8 gi\u00e0 archeologia<\/em>.<span id='easy-footnote-42-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-42-10136' title='DHG, pp. 34-35.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span><br><br>\n\n\nSeguendo inoltre la formidabile disamina che Francesco Orlando consegna nel suo poderoso volume del 1993, <em>Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura<\/em>, possiamo osservare che, se fino all\u2019Evento i soggetti riuscivano ad antropomorfizzare l\u2019inanimato, \u00e8 ora proprio l\u2019inanimato a prendere il largo, tramutando in inerte cosalit\u00e0 tutto ci\u00f2 che prima del due giugno rientrava in uno spazio semantico e pragmatico prettamente umano<span id='easy-footnote-43-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-43-10136' title='Ivi, p. 29: \u00aba parte l\u2019aggressione dei problemi irrisolti, c\u2019\u00e8 l\u2019assedio delle piccole cose \u201ccare\u201d. Piccole case familiari e vischiose, gli oggetti che ti agguantano, e ognuno ha il suo modesto fascino prensile, tenace, \u00e8 la foto fatta da te, incorniciata da te, della neve d\u2019aprile sul selciato, il tappetino finto-buchara che ti sei regalato per Natale, la macchina da scrivere col foglio infilato sul rullo, il fanale da caccia a carburo che non ti serve ma sta cos\u00ec a posto in anticamera col suo rosso vivo, il long-playing con la sonata per piano di Albinoni. E ognuno col suo struggente appello, con la sua insidia\u00bb.'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>. Lasciamo a tal proposito ancora una volta la parola a Morselli stesso che osserva con divertita amarezza: \u00abche cosa facevano \u201cloro\u201d in sostanza [&#8230;]? Beh, \u00e8 abbastanza semplice: agivano in vista di utilit\u00e0. Inoltre ragionavano sulle cose che si vedevano intono, o che credevano di vedersi dentro. Poi, le rappresentavano, parole, segni, suoni\u00bb<span id='easy-footnote-44-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-44-10136' title='Ivi, p. 82.'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nPrima di aggredire la consistenza materiale degli innumerevoli utensili prodotti dall\u2019uomo, questo serico disfacimento senza nome e senza causa caria sotterraneamente la spessa falda di incrostazioni simboliche che gli abitanti di Crisopoli avevano secreto su ogni cosa. Ora essi si aprono ad una pluralit\u00e0 caotica di usi che non possono pi\u00f9 essere riassorbiti in una sfera di interesse direttamente riferibile ad una dimensione pi\u00f9 o meno umana<span id='easy-footnote-45-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-45-10136' title='Cfr. ancora L. Gabellone, &lt;em&gt;L\u2019oggetto surrealista. Il testo, la citt\u00e0, l\u2019oggetto in Breton&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;cit&lt;\/em&gt;, pp.  111-112.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n<b>3. <em>D\u2019une narration \u00e9pilogale<\/em><\/b><br>\n\nNumerose sono state negli anni le ipotesi relative alle filiazioni e alle ascendenze pi\u00f9 o meno dirette di un romanzo come <em>Dissipatio H. G.<\/em><span id='easy-footnote-46-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-46-10136' title='Su questo cfr. P. Villani, &lt;em&gt;Il caso Morselli. Il registro letterario-filosofico&lt;\/em&gt;, ESI, Napoli, 1998, pp. 75-116.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>. Certo, va detto che non \u00e8 facile ricostruire quali siano stati i modelli che hanno ispirato Morselli nell\u2019elaborazione della storia. Ma ci\u00f2 che colpisce in quest\u2019operazione sulla ricostruzione degli antecedenti dello scrittore bolognese \u00e8 senza dubbio la grande eterogeneit\u00e0 dei riferimenti che vengono chiamati in causa o proposti di volta in volta: Giuliani, ad esempio, si richiama al filone della fantascienza post-apocalittica evocando Shiel e suggerendo, senza esplicitarlo, Fred Hoyle. Manganelli invece muta completamente registro e indica come capostipite del romanzo \u00abil dialoghetto leopardiano tra Ercole e Atlante\u00bb<span id='easy-footnote-47-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-47-10136' title='G. Manganelli,&lt;em&gt; Altre concupiscenze, cit.&lt;\/em&gt;, p. 126.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIn effetti bisognerebbe innanzitutto ricordare che lo stesso Morselli, attraverso la voce del suo personaggio, ci istruisce in merito all\u2019origine della nozione e del processo della <em>dissipatio<\/em> per la quale siamo rinviati prima a Giamblico<span id='easy-footnote-48-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-48-10136' title='DHG, p. 77.'><sup>48<\/sup><\/a><\/span> e poi all\u2019epistola <em>De Fine Temporum<\/em> dell\u2019agiografo e apologeta Salviano da Treviri<span id='easy-footnote-49-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-49-10136' title='Ivi, p. 78. Cfr. anche P. Villani, &lt;em&gt;Il caso Morselli&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;cit&lt;\/em&gt;., p. 104.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span>.<br>\n\u00c8 alquanto difficile stabilire se il <em>mondo estremo<\/em> tratteggiato in questo romanzo morselliano sia un luogo ostile o possa essere concepito nuovamente come un grembo accogliente per eventuali forme di vita superiori. Certo, Giuliani giustamente nota che, se in Shiel c\u2019\u00e8 alla fine della vicenda il tentativo di ricomporre una coppia edenica per ripopolare il pianeta, qui la coppia ha una flebile coloritura <em>misterica<\/em><span id='easy-footnote-50-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-50-10136' title='A. Giuliani, &lt;em&gt;Le droghe di Marsiglia, cit&lt;\/em&gt;., p. 315.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span>, dal momento che Karpinsky funge da acheronteo psicopompo atteso, probabilmente senza alcuna speranza effettiva, al solo scopo di accompagnare il narratore nelle  anfrattuosit\u00e0 del Nulla ove si \u00e8 rintanato il resto dell\u2019umanit\u00e0.<br>\nQuesti riferimenti dottissimi vengono utilizzati dall\u2019autore per produrre una serie di raffinate e capziose variazioni proprio sul tema della dissipazione. Ecco che allora gli uomini e le donne, con tutti i loro corpi completi di abiti, di scarpe, di portafogli, sono stati presumibilmente nebulizzati, sono evaporati, si sono volatilizzati. Scrive Morselli: \u00abun mondo tutto corpo, credente solo nella tangibilit\u00e0, viene scorporato. <em>Contraria per contraria expiantur<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-51-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-51-10136' title='DHG, p. 58. Corsivi nostri.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span>. Addirittura il celebre schema triadico dello stesso Hegel<span id='easy-footnote-52-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-52-10136' title='G. Morselli, &lt;em&gt;Realismo e Fantasia, cit.&lt;\/em&gt;, p. 21.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span> viene esplicitamente chiamato in causa per rendere conto di questo immaterialismo ontologico<span id='easy-footnote-53-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-53-10136' title='DHG.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span> che trova nella volatilizzazione generalizzata il momento culminante della propria manifestazione compiuta:\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abscomparsa di Giovanni e consorte, dal loro letto. Ecco, l\u2019immagine di un\u2019umanit\u00e0 resa volatile e che si sia diffusa, disciolta, nell\u2019atmosfera, mi si \u00e8 gi\u00e0 affacciata e l\u2019ho respinta. Invece, concorda coi fatti. \u00c8 favolosa, ma non \u00e8 favoloso tutto? I vecchi paradigmi collaudati non servono pi\u00f9, ci vuole altro. <em>Volatilizzazione, perch\u00e9? Vediamo: potrebbe essere un reagire della Natura, o di un\u2019extranatura, alla materialit\u00e0 in cui \u201cloro\u201d vivevano<\/em>.<span id='easy-footnote-54-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-54-10136' title='Ibidem. Corsivi nostri.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span><br><br>\n\nQuesto estratto \u00e8 particolarmente interessante per la menzione di quell\u2019<em>extranatura<\/em> che per un attimo lampeggia nella mente del sopravvissuto, lasciando intendere che l\u2019ipotesi fantascientifica afferente ai moduli specifici dell\u2019<em>esobiologia<\/em> inizia a profilarsi con una notevole pregnanza esplicativa.<br>\nIl problema \u00e8 che a quell\u2019<em>extranatura<\/em> sembra appartenere proprio il narratore, il quale di fatto gi\u00e0 prima del prodursi dell\u2019Evento afferiva ad una <em>forma di vita<\/em> \u2013 qui in accezione prettamente wittgensteiniana<span id='easy-footnote-55-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-55-10136' title='\u00abIl romanzo di Morselli si presenta come una riflessione totalizzante su ci\u00f2 che Wittgenstein chiamava la nostra &lt;em&gt;forma di vita&lt;\/em&gt;: l\u2019insieme dei giochi linguistici che definiscono la nostra identit\u00e0 e il nostro rapporto con la realt\u00e0 oggettiva. Il discroso apocalittico non riguarda la fine del mondo fisico, bens\u00ec il passaggio da un ordine interpretativo ad un altro radicalmente diverso\u00bb, cfr. F. Mussgnug, &lt;em&gt;Finire il mondo. Per un\u2019analisi del romanzo apocalittico italiano degli anni Sessanta&lt;\/em&gt;, in Contemporanea, n. 1, 2003, p. 32.'><sup>55<\/sup><\/a><\/span> \u2013 in fin dei conti del tutto incompatibile con il resto dell\u2019umanit\u00e0<span id='easy-footnote-56-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-56-10136' title='Aspetto questo ben sottolineato da Segre nel suo scritto &lt;em&gt;Guido Morselli e i mondi alternativi&lt;\/em&gt;, ora in C. Segre, &lt;em&gt;Fuori del mondo&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1990, pp. 85-86.'><sup>56<\/sup><\/a><\/span>, a tal punto che alla <em>persona loquens<\/em> del romanzo sembrano attagliarsi esattamente le parole con cui Manganelli presenta Morselli stesso, ovvero come \u00abun signore [\u2026] delicato, sommesso, discreto, sempre pronto alla sconfitta [\u2026], un perfetto disadattato\u00bb<span id='easy-footnote-57-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-57-10136' title='G. Manganelli,&lt;em&gt; Altre concupiscenze, cit.&lt;\/em&gt;, p. 122.'><sup>57<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nPoco pi\u00f9 avanti, la <em>dissipatio<\/em>, la volatilizzazione, viene concepita in un\u2019accezione ancora diversa, ancor pi\u00f9 calata in un\u2019improbabile dimensione teologale<span id='easy-footnote-58-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-58-10136' title='A. Giuliani, &lt;em&gt;Le droghe di Marsiglia, cit.&lt;\/em&gt;, p. 313.'><sup>58<\/sup><\/a><\/span> che spinge il sopravvissuto a parlare <em>expressis verbis<\/em> di <em>angelicazione della Specie<\/em><span id='easy-footnote-59-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-59-10136' title='DHG, p. 83.'><sup>59<\/sup><\/a><\/span>. Uno dei grandi motivi di fascino del romanzo infatti \u00e8 proprio questa oscillazione perpetua tra l\u2019idea che la <em>dissipatio<\/em> si sia venuta a produrre secondo i termini di un castigo divino esercitato contro la radicata pravit\u00e0 umana e il sospetto \u2013 alquanto vacuo e immotivato \u2013 che essa sia una sorta di mistero glorioso<span id='easy-footnote-60-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-60-10136' title='Ibidem.'><sup>60<\/sup><\/a><\/span> grazie al quale l\u2019Uomo \u00e8 riuscito a ottenere un\u2019imperscrutabile forma di salvazione.<br>\nDivenuto in tal senso un apolide<span id='easy-footnote-61-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-61-10136' title='G. Manganelli,&lt;em&gt; Altre concupiscenze, cit.&lt;\/em&gt;, p. 124.'><sup>61<\/sup><\/a><\/span> metafisico, il narratore transita senza sosta da una congettura all\u2019altra, snocciolando per tutto il giorno un rosario di teoremi del tutto inconcludenti. Nel ferreo e insondabile sistema di calcolatissime anomalie che innervano tortuosamente l\u2019inesausto gioco lugubre di <em>Dissipatio H. G.<\/em> tutto appare contraddistinto dai toni di quel labirintico furore raziocinante<span id='easy-footnote-62-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-62-10136' title='Ivi, p. 123.'><sup>62<\/sup><\/a><\/span> che gi\u00e0 Manganelli riconosceva come uno dei tratti dominanti della scrittura morselliana:\n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abse l\u2019universo degli altri suoi libri era in qualche modo storto, contorto, sghembo, questo \u00e8 rovesciato, pulitamente, totalmente: il suo modello mentale \u00e8 un grafico, come quello che il sopravvissuto disegna a riassunto della storia umana. Ma c\u2019\u00e8 da aggiungere che questa immagine capovolta rovescia un universo che \u00e8 a sua volta rovesciato. Dunque, dal gioco esce una figura che ha senso.<span id='easy-footnote-63-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-63-10136' title='Ivi, p. 127.'><sup>63<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n\n\nAlla luce di ci\u00f2 quindi la vicenda narrata nel testo concresce geometricamente su se stessa come una lenta ma inesorabile spirale, la quale poco a poco assorbe nel proprio inarrestabile moto dettato da una logica perversa ogni aspetto del reale: oggetti, animali, paesaggi, macchine e perfino i minimi stati psichici del superstite sono aspirati dentro questa sorta di macroscopica bolla transtemporale in cui i vari accadimenti riferiti \u2013 ed in parte ricostruiti \u2013 dalla <em>persona loquens<\/em>, nonostante la loro irriducibile irrazionalit\u00e0, si concatenano gli uni agli altri in maniera sottilmente e inspiegabilmente consequenziale, a tal punto che, come ha notato magistralmente Manganelli, la sconvolgente paradossalit\u00e0 dell\u2019Evento non pu\u00f2 e non deve mai essere ritrascritta secondo dei canoni stilistici che prevedano qualcosa di marcatamente allucinatorio<span id='easy-footnote-64-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-64-10136' title='Su questo Manganelli \u00e8 stranamente ambivalente: nel saggio del 1975, intitolato &lt;em&gt;Raccont\u00f2 il possibile inesistente&lt;\/em&gt; e dedicato alla pubblicazione di &lt;em&gt;Roma senza Papa&lt;\/em&gt;, lo scrittore milanese esclude senza mezzi termini che il ricorso all\u2019allucinazione possa apportare qualcosa di pregnante alla narrazione di Morselli. Egli per\u00f2 cambia in parte idea gi\u00e0 nell\u2019articolo del 1976 \u2013 avente per oggetto &lt;em&gt;Il comunista&lt;\/em&gt; \u2013 ove scrive che il romanzo si connota per una \u00abpervasiva allucinazione di decenza [che] copre scheletri di angosce, di ironici errori temporali, di impossibili\u00bb, Ibidem, p. 124.'><sup>64<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIl narratore appare sempre sospeso fra le compassate gestualit\u00e0 di un vago spiritismo <em>fin de si\u00e8cle<\/em> e la dura disciplina culminante in una fatiscente ascesi mistica<span id='easy-footnote-65-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-65-10136' title='DHG, p. 140, ove vengono esplicitamente chiamati in causa gli &lt;em&gt;esercizi spirituali&lt;\/em&gt;.'><sup>65<\/sup><\/a><\/span>, che ignora ormai la postulazione finale di qualsiasi <em>Deus absconditus<\/em>, per concentrarsi sulle flebili tracce di quello che potrebbe al massimo essere la legnosa pantomima di un dio rudimentale.<br>\nDa ci\u00f2 deriva il ricorso insistito e quasi snervante a quella prosa duramente protocollare, asciutta e spigolosa da nudo referto nosografico, che ci accompagna dall\u2019inizio alla fine del testo<span id='easy-footnote-66-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-66-10136' title='Rimandiamo qui anche alle analisi sulle peculiarit\u00e0 del &lt;em&gt;discours fantastique&lt;\/em&gt; sviluppate in T. Todorov, &lt;em&gt;Introduction \u00e0 la litt\u00e9rature fantastique, cit&lt;\/em&gt;, pp. 87-96.'><sup>66<\/sup><\/a><\/span>, intervallato da qualche squarcio di trattenuta visionariet\u00e0, come quello riportato poco sopra relativo al patinatissimo inferno ove si troverebbero ora tutti gli uomini. Lavorando secondo questa linea di ricerca formale Morselli riesce pertanto a candidarsi a <em>notaio dell\u2019impossibile<\/em><span id='easy-footnote-67-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-67-10136' title='DHG, p. 122.'><sup>67<\/sup><\/a><\/span>. Relativamente a ci\u00f2 nota ancora l\u2019autore di <em>Nuovo commento<\/em>: \n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abquesto \u00e8 il fascino bizzarro e discretissimo di Guido Morselli: la precisione maniacale, la minuzia notarile, la tranquillit\u00e0 catastale con cui tocca, e ironizza, e racconta ci\u00f2 che non \u00e8 accaduto, che non accadr\u00e0, che non pu\u00f2 pi\u00f9 accadere; ancora con le parole di Morselli, \u00abuna contro-realt\u00e0\u00bb descritta \u00abnei termini del realismo\u00bb. In conclusione, quella prosa strumento tipico di narrazione del reale dimostra che la consistenza intrinseca di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e di ci\u00f2 che non \u00e8 accaduto \u00e8 assolutamente la medesima.<span id='easy-footnote-68-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-68-10136' title='Ibidem.'><sup>68<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n\nCon grande precisione Manganelli riesce a cogliere ci\u00f2 che di perturbante Morselli dissemina nel corso della sua narrazione cristallina e ipnotica: la coesistenza capillarmente conflittuale di istanze reciprocamente refrattarie, le quali tuttavia si richiamano a vicenda al solo scopo di respingersi sempre da capo e di escludersi senza tregua.<br>\n<em>Dissipatio H. G.<\/em> \u00e8 la vitrea messa in scena di un\u2019astratta tragedia avente come protagonista un soggetto divenuto ormai preda di un <em>pathos<\/em> raziocinativo che conduce il pensiero al proprio collasso. Smembrato in una congerie di supposizioni senza costrutto, di ipotesi inverificabili, di interpretazioni antinomiche germinanti le une dalla confutazione delle altre, il pensiero finisce con lo slogarsi in un delirio gelidamente algebrico di iperboliche aporie che il narratore porta a reagire e ad interagire tra di loro, con l\u2019intento sinistramente parodico di inscenare un mimodramma del <em>sacrificium intellectus<\/em>.<br>\nEgli \u00e8 quindi posseduto dalla cognizione melanconica di trovarsi esposto alle profondit\u00e0 insondabili di una realt\u00e0 composta dai frammenti impazziti di una putrefatta metafisica<span id='easy-footnote-69-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-69-10136' title='Ivi, p. 125, dove il narratore, dopo aver esplicitamente evocato il dubbio sistematico di Cartesio, scrive di s\u00e9 \u00abmi potrei definire: un pensiero mortuario che sfiora sgomento la morte consumata, mentre vagheggia la Morte-ipostasi\u00bb.'><sup>69<\/sup><\/a><\/span>. Ogni cosa qui obbedisce a quella regola dell\u2019inversione, dello sdoppiamento, della biforcazione, della divergenza tra prospettive esegetiche confliggenti ma interconnesse, in un circuito di interferenze e di congruenze incrociate ove la momentanea espunzione di una tesi porta alla paralisi improvvisa dell\u2019intero ragionamento dilemmatico<span id='easy-footnote-70-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-70-10136' title='G. Manganelli, &lt;em&gt;Altre concupiscenze&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;cit&lt;\/em&gt;., p. 127: \u00abil sopravvissuto si diverte a fantasticare una generale assunzione in cielo della razza umana: il Cielo come un aspiratore silenzioso e istantaneo. Ma egli sa cosa significa quella dissoluzione: \u201cun mondo tutto corpo [&amp;#8230;] viene scorporato. Un mondo tutto corpo \u00e8 identificabile con la morte; \u00e8 la morte. Dunque il mondo si \u00e8 metamorfosizzato in morte. Il sopravvissuto si \u00e8 salvato perch\u00e9, innamorato della morte, ha trovato al suo posto la vita\u00bb.'><sup>70<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIn tale \u00abneo-mondo del paradosso\u00bb<span id='easy-footnote-71-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-71-10136' title='DHG, p. 119.'><sup>71<\/sup><\/a><\/span> ogni cosa, ogni concetto, ogni idea si salda malignamente al suo contrario, alla sua puntuale negazione, cos\u00ec che a dominare \u00e8 un anchilosante ed onnipervasivo principio di contaminazione intestina tra due o pi\u00f9 nozioni diverse e spesso contrapposte: l\u2019improvvisa fine dell\u2019umanit\u00e0 va in realt\u00e0 concepita e riletta come la premessa ontologica per un nuovo inizio epocale; la vita del narratore \u00e8 la controfigura mostruosamente ironica di un interminabile decesso destinato a trascinarsi <em>sine die<\/em>; l\u2019ultimo giorno dell\u2019umanit\u00e0 (sabato 1 giugno)<span id='easy-footnote-72-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-72-10136' title='Ivi, pp. 22-24.'><sup>72<\/sup><\/a><\/span> si protrae stancamente, dilatandosi in un\u2019insopportabile eternit\u00e0 senza approdi, la quale non ammette e non tollera pi\u00f9 alcuna ipostasi di trascendenza. <br>\nSi inaugura cos\u00ec il proliferare selvaggio di un reticolo sempre pi\u00f9 ampio di disgiunzioni chiamate a correlare in maniera aberrante coppie di termini, in cui ciascuno di essi \u00e8 sempre ritrascritto come il doppio deforme dell\u2019altro. Tutto ci\u00f2 sfocia in una convulsa schematicit\u00e0 diallelica capace di tramutare la ragione del protagonista in una forma elettiva di asfittico anancasmo: \u00ablei \u00e8 un temperamento ripetitivo, mi diceva Karpinsky. La ripetitivit\u00e0, nel senso che ad essa danno gli psicologi, \u00e8 una caratteristica che potrebbe aver favorito il mio adattamento\u00bb<span id='easy-footnote-73-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-73-10136' title='Ivi, p. 93.'><sup>73<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nAlla luce di quanto appena enucleato, pare quindi possibile suggerire una certa prossimit\u00e0 tematica tra il romanzo in questione e le medesime atmosfere di sospensione reperibili nei testi narrativi di un autore piuttosto lontano e difforme rispetto a Morselli, il quale per\u00f2 in testi come <em>Le ressassement \u00e9ternel<\/em>, <em>Celui qui ne m\u2019accompagnait pas<\/em>, <em>Le Tr\u00e8s-Haut<\/em> o <em>L\u2019instant de ma mort<\/em> lavora la dimensione temporale in modo tale da mandarla in scacco, raggelandola in un\u2019immobilit\u00e0 assoluta che non ammette deroghe o eccezioni. Si tratta naturalmente di Maurice Blanchot, per il quale Jonathan Degen\u00e8ve in un celebre saggio apparso sul numero monografico di <em>Europe<\/em> consacrato all\u2019autore de <em>L\u2019espace litt\u00e9raire<\/em> ha coniato una formula che potrebbe adeguarsi al caso in questione<span id='easy-footnote-74-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-74-10136' title='Cfr. J. Degen\u00e8ve, &lt;em&gt;Ce qui vient apr\u00e8s la fin. Les reprises dans les \u00e9pilogues du premier Blanchot&lt;\/em&gt;, in Europe. Revue litt\u00e9raire mensuelle, Maurice Blanchot, n. 940-941, Septembre 2007, pp. 114-126.'><sup>74<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDegen\u00e8ve infatti, dopo aver osservato che spesso presso i primi <em>r\u00e9ctis<\/em> blanchotiani l\u2019impianto diegetico tende sempre ad approssimarsi astintoticamente al punto-zero del proprio sviluppo endogeno, avanza l\u2019ipotesi secondo la quale si potrebbe parlare in casi come questi di <em>narration \u00e9pilogale<\/em><span id='easy-footnote-75-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-75-10136' title='Ivi, p. 122.'><sup>75<\/sup><\/a><\/span>, lasciando intendere con questa espressione che i romanzi blanchotiani sarebbero il prodotto di una <em>persona loquens<\/em> che si ostina a protrarre la propria cadaverica esistenza in un controverso spazio di discorso \u2013 che egli denomina <em>post-fin<\/em><span id='easy-footnote-76-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-76-10136' title='Ivi, p. 119.'><sup>76<\/sup><\/a><\/span> \u2013 generato dal fatto che viene ad intercalarvisi un dirompente ma pressoch\u00e9 inavvertibile \u00abd\u00e9calage entre la fin de l\u2019histoire et la fin de la narration\u00bb<span id='easy-footnote-77-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-77-10136' title='Ibidem.'><sup>77<\/sup><\/a><\/span>. Lasciamo la parola a Degen\u00e8ve: \n<br><br><span class=\"quote\">\n\n\u00abdire en outre\u00bb, en effet, du grec <em>epilegein<\/em>, suppose qu\u2019une fin a d\u00e9j\u00e0 au lieu et que, apr\u00e8s cette fin, <em>dans une post\u00e9rit\u00e9 et dans une cons\u00e9cutivit\u00e9 curieuse, on passe \u00e0 un \u00abajout qui constituera ce qu\u2019il faut bien appeler une seconde fin<\/em>. Entre ces deux fins, la diff\u00e9rence n\u2019est pas de degr\u00e9s mais bien de nature. Et ce dans la mesure m\u00eame o\u00f9 ce surplus n\u2019est pas \u00e0 niveau avec le reste.<span id='easy-footnote-78-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-78-10136' title='Ivi, p. 116.'><sup>78<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span><br><br>\n\nNel corso del suo stupendo saggio Degen\u00e8ve propone delle letture molto attente relative all\u2019impiego, sempre variato e sempre innovativo, che Blanchot fa dell\u2019<em>epilegein<\/em>. Naturalmente qui non possiamo soffermarci su tutti gli aspetti su cui si focalizza il critico, ma ci preme isolarne solo tre perch\u00e9 possono di fatto risultare molto utili in sede di conclusioni:<br>\n\nI. In questa apocalittica anticamera dell\u2019eternit\u00e0 su tutto ci\u00f2 che \u00e8 sopravvissuto e perdura inconsapevole aleggia quel  sentimento di <em>inesistere<\/em><span id='easy-footnote-79-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-79-10136' title='Ivi, p. 107.'><sup>79<\/sup><\/a><\/span> in cui la Natura \u00e8 precipitata, trascinando con s\u00e9 tutti gli oggetti quotidiani che ora appaiono pertanto vicini e irraggiungibili, noti ed irriconoscibili. \u00c8 vero, ad un certo punto il narratore nota che gli altri uomini non hanno lasciato tracce<span id='easy-footnote-80-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-80-10136' title='DHG, p. 64.'><sup>80<\/sup><\/a><\/span>, dal momento che egli, oltre a non aver ritrovato i corpi, non ha trovato neppure gli abiti che essi indossavano nell\u2019istante della scomparsa. Ma \u00e8 altrettanto vero che a sopravvivere sono rimaste unicamente le cose di uso ordinario, le quali ora si stagliano come segni di un mondo decrepito e aurorale.<br>\n\nII. Una volta scivolati in questa palude di acronia, gli oggetti non sono pi\u00f9 interrogabili o interpretabili. Questa tabe celeste, scesa con micidiale levit\u00e0 sull\u2019Uomo, ha fatto s\u00ec che la Natura si tramutasse in un immarcescibile obitorio di forme trapassate. Da qui la delicata dannazione in cui vive e si agita il narratore: non appena la sua attenzione si posa sugli oggetti, questi iniziano a sfocarsi, a sfumare mollemente in un\u2019opacit\u00e0 fossile che in ultimo li porta ad arretrare in un tempo divenuto inaccessibile per il superstite.<br>\n\nIII. Agli occhi del sopravvissuto \u2013 visto come una sorta di trascurabile <em>lapsus <\/em>in seno alla ferocia sterminatrice che ha cancellato l\u2019umanit\u00e0 \u2013 l\u2019Evento si disegna con le sembianze di un\u2019immensa macchia di Rorschach, infinitamente cangiante se considerata a partire dal grumo di concause deputate a scatenarlo ed altamente mutevole nei suoi imponderabili risvolti. Il modello mentale di Morselli non \u00e8 pertanto Pietro Ispano con le sue assiomatiche <em>Summulae Logicales<\/em>, ma piuttosto Fredegiso di Tours, autore di quella <em>Epistola de nihilo et tenebris<\/em> di cui <em>Dissipatio H. G.<\/em> potrebbe a buon diritto esserne l\u2019apocrifa postillatura<span id='easy-footnote-81-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-81-10136' title='L\u2019idea che la trattatistica medievale possa benissimo rientrare nel novero del romanzesco \u00e8 un grande cavallo di battaglia di Morselli. Nel celebre &lt;em&gt;Intermezzo critico&lt;\/em&gt; collocato nel cuore di &lt;em&gt;Contro-passato prossimo&lt;\/em&gt; l\u2019autore scrive: \u00aboggi il romanzo non \u00e8 nella letteratura, \u00e8 &lt;em&gt;la&lt;\/em&gt; letteratura. Da esso non si esce. Aggiungerei che il romanzo \u00e8 persino transletterario, per i nostri gusti d\u2019oggi. Include, per esempio, o pu\u00f2 includere la teologia. Non la fanta-teologia, per carit\u00e0: la teologia. Di recente, un competente della materia ha notato che il trattato di Origene&lt;em&gt; Contra Celsum&lt;\/em&gt; si legge bene anche in chiave di romanzo\u00bb, cfr. G. Morselli, &lt;em&gt;Contro-passato prossimo&lt;\/em&gt;, Adelphi, Milano, 1975, p. 117. Su questo cfr. anche P. Villani, &lt;em&gt;Un mistico ribelle. A-teologia e scrittura in Guido Morselli&lt;\/em&gt;, Graus, Roma, 2012, pp. 75-99.'><sup>81<\/sup><\/a><\/span>.<br>\n\nI suoi <em>trascendentalia<\/em> non sono altro che schiume di memorie impersonali arenatesi in un ottuso divenire che procede senza mai trascorrere: in tal senso le immagini del presente che gli si assiepano dinanzi sfolgorano come le affilate e geroglifiche macerie delle tremanti immagini provenienti da un passato oramai del tutto inappropriabile.\nLa delirata logica interna di questa <em>finis temporum<\/em>, procrastinata in un frastagliarsi indistinto di diacronie alla deriva, retrocede all\u2019improvviso fino al balbettante inizio della Storia, costringendolo ad ammutolire. Il silenzio sempre in agguato dietro lo struggente monologo dell\u2019ultimo uomo non \u00e8 altro che quello insondabile ed immane delle Origini, il quale echeggia labilissimo solo nell\u2019insignificabile<span id='easy-footnote-82-10136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=10136#easy-footnote-bottom-82-10136' title='G. Guglielmi, &lt;em&gt;La prosa italiana del Novecento. Umorismo, metafisica, grottesco&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1986, p. 161.'><sup>82<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n\n<b>BIBLIOGRAFIA<\/b><br>\nG. Morselli, <em>Contro-passato prossimo<\/em>, Adelphi, Milano, 1975.<br>\nG. Morselli, <em>Dissipatio H. G.<\/em>, Adelphi, Milano, 1977.<br>\nG. Morselli, <em>Realismo e fantasia. Dialoghi<\/em>, NEM, Varese, 2009.<br>\n\nG. Celati, <em>Finzioni occidentali. Fabulazione, comicit\u00e0 e scrittura<\/em>, Einaudi, Torino, 1975.<br>\nJ. Degen\u00e8ve, <em>Ce qui vient apr\u00e8s la fin. Les reprises dans les \u00e9pilogues du premier Blanchot<\/em>, in Europe. Revue litt\u00e9raire mensuelle, <em>Maurice Blanchot<\/em>, n. 940-941, Septembre 2007, pp. 114-126.<br>\nL. Gabellone,<em> L\u2019oggetto surrealista. Il testo, la citt\u00e0, l\u2019oggetto in Breton<\/em>, Einaudi, Torino, 1977.<br>\nR. Giovannoli, <em>La scienza della fantascienza<\/em>, Bompiani, Milano, 1991.<br>\nA. Giuliani, <em>Le droghe di Marsiglia<\/em>, Adelphi, Milano, 1977.<br>\nG. Guglielmi, <em>La prosa italiana del Novecento. Umorismo, metafisica, grottesco<\/em>, Einaudi, Torino, 1986.<br>\nG. Manganelli, <em>Altre concupiscenze<\/em>, Adelphi, Milano, 2022.<br>\nJ-C Martin, <em>Logique de la science-fiction. <\/em><em>De Hegel \u00e0 Philip K. Dick<\/em>, Les Impressions Nouvelles. Paris, 2017.<br>\nD. Mezzina, <em>Le ragioni del fobantropo. Studio sull\u2019opera di Guido Morselli<\/em>, Stilo, Bari, 2011.<br>\nF. Mussgnug, <em>Finire il mondo. Per un\u2019analisi del romanzo apocalittico italiano degli anni Sessanta<\/em>, in Contemporanea, n. 1, 2003.<br>\nF. Orlando, <em>Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Rovine, reliquie, rarit\u00e0, robaccia, luoghi inabitati e tesori nascosti<\/em>, Einaudi, Torino, 1993.<br>\nF. Rella, <em>Limina. Il pensiero e le cose<\/em>, Feltrinelli, Milano, 1986.<br>\nC. Segre, <em>Fuori del mondo<\/em>, Einaudi, Torino, 1990.<br>\nT. Todorov, <em>Introduction \u00e0 la litt\u00e9rature fantastique<\/em>, Seuil, Paris, 1970.<br>\nP. Villani, <em>Il caso Morselli. Il registro letterario-filosofico<\/em>, ESI, Napoli, 1998.<br>\nP. Villani, <em>Un mistico ribelle. A-teologia e scrittura in Guido Morselli<\/em>, Graus, Roma, 2012.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il testo cerca di sviluppare una serie di interpretazioni sul romanzo postumo di Guido Morselli intitolato Dissipatio H. G. 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