Francesco, «novello pazzo nel mondo»: patografia e psicopatologia dello spirito
Francesco amava definirsi «pazzo», “stultus propter Christus” (1). Oltre che dalle parole attribuite a Francesco «novellus pazzus in mundo» (2) tale asserto emerge altresì da diverse fonti francescane e non francescane: la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio (3), la principale fra le prime; la Lauda LXXXVII di Jacopone da Todi (4) fra le seconde. Nella Lauda il distico di apertura alle sette stanze, icastico quanto omnicomprensivo, pilastro logico ed enunciazione anticipatoria di ciò che seguirà, verrà riportato nella sua interezza come formula proemiale o “citazione in incipit”: «Senno mi par e cortisia/ empazzar per lo bel Messia». In senso cronologico, il doctor seraphicus per primo descrive e definisce Francesco come «pazzo» e «giullare», onde sottolineare la forma estrema e radicale di esistenza vissuta in summa paupertas mendicitatis (5) fra miseri, reietti e scarti sociali, quale itinerario ascetico verso Dio. Oltre a quelli di Jacopone da Todi, che meritano consider... continua a leggere
tag: Azione incondizionata, figure della follia, folle di Dio, follia lucida, Jacopone da Todi, mania platonica, morìa cristiana, patografia fenomenologica, protofenomenologia, Psicopatologia dello spirito
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