Bibliomanie

Il privato è pubblico – Graphic novel e impegno civile: gli iconotesti femminili della migrazione
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il privato è pubblico</em> – Graphic novel e impegno civile: gli iconotesti femminili della migrazione

Negli ultimi decenni, il graphic novel si è affermato come forma narrativa di rilievo, capace di coniugare parola e immagine in un linguaggio ibrido che si presta a una molteplicità di letture e interpretazioni. In particolare, nell’ambito della letteratura della migrazione, questo medium ha assunto una funzione cruciale nel dare visibilità a soggettività altrimenti marginalizzate, soprattutto quelle femminili. Il presente saggio intende allora indagare come i graphic novel femminili della migrazione costituiscano non solo una forma di rappresentazione, ma anche uno strumento di impegno civile, poiché mettono in scena rapporti di potere, identità multiple e pratiche di resistenza quotidiana. Tuttavia, prima di procedere con un quadro teorico sul rapporto tra letteratura disegnata e impegno civile e analizzare alcuni iconotesti in questa prospettiva, è necessaria una precisazione epistemologica nell’ambito delle scritture femminili della migrazione. Nel contesto delle dinamiche globali contemporanee, le... continua a leggere

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Il corpo dell’autore e il corpo del mondo – Temi e forme “del vuoto”. Il paradosso dell’impegno in Antonella Anedda
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il corpo dell’autore e il corpo del mondo</em> – Temi e forme “del vuoto”. Il paradosso dell’impegno in Antonella Anedda

Introduzione L’articolo si fonda su un paradosso : una forma di impegno che non passa per la presenza di un io poetico forte e centrato, ma attraverso la sua sottrazione. Se si pensa ad una delle raccolte storicamente più «impegnate» tra l’esaurirsi della Neoavanguardia e l’esordio della poetessa trattata, ovvero Trasumanar e organizzar di Pier Paolo Pasolini, il posizionamento della figura che dice «io» all’interno – e fuori – dal testo è presente, ben identificabile e centrata, seppur in costante tensione con la realtà esterna, in una «perfetta coincidenza fra vita e poesia». Non è questo il caso della poesia aneddiana. Infatti, se pur presenti sono i riferimenti autobiografici o il pronome di prima persona singolare, l’io aneddiano non si pone mai, nella poesia, come una figura centrale, dalla quale il discorso poetico “origina”: la poesia non indaga la figura autoriale, ma piuttosto ciò che la circonda, o, eventualmente, le sue relazioni con il fuori-di-sé. In questo il paradosso della poesia di Anedda: nell’essere, talvolta anche spiccatam... continua a leggere

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