Manoscritti francescani a Brescia
Una considerazione preliminare riguarda il rapporto dell’Ordine francescano con i libri e con lo studio: secondo le prescrizioni di umiltà e di povertà previste dalla Regula bullata -, redatta con la collaborazione giuridica del cardinale Ugolino di Ostia, poi papa Gregorio IX (1227-1241) - che san Francesco aveva fatto approvare il 29 novembre 1223 da papa Onorio III (1216-1227), nell’ammissione dei frati erano preferibili i «nescientes litteras», più tutelati rispetto all’aspirazione alla vanagloria.Rispetto alla tendenza stereotipata e ideologica, che vorrebbe vedere come tipici francescani i codici di studio modesti, cartacei o realizzati con materiali di riuso, appare più realistico interpretare tali codici nel quadro delle esigenze di funzionalità, per cui, eventualmente, si può cogliere una predilezione per i formati ridotti e di facile trasportabilità e, in prevalenza, miscellanei per accorpare più testi utili per la predicazione o per la meditazione, con un’opzione prioritaria verso il volgare o i volgarizzamenti; manca tuttavia «…un modello dominante, quanto piuttosto esiste una costell... continua a leggere
tag: Brescia, Franciscan manuscripts, manoscritti francescani
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