Il dossier presenta Francesco d’Assisi come una figura plurale e dinamica, interpretata nel tempo tra storia, mito e utopia. Attraverso diversi media (testi, immagini, arti, pratiche), emerge che ogni trasmissione non conserva semplicemente il santo, ma lo trasforma. Non esiste un Francesco “originario”, bensì molteplici versioni mediate. Questa continua riattivazione rende la sua figura ancora attuale, capace di interrogare il presente su temi come povertà, fraternità e rapporto con il creato. continua a leggere
tag: corporeality, corporeità, cultural reception, ecologia, ecology, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, hystory, memoria, memory, mito, myth, ricezione culturale, storia, utopia
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Il contributo raccoglie le testimonianze manoscritte superstiti provenienti dalle fondazioni francescane di area bresciana delineandone la tipologia materiale e contenutistica.
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tag: Brescia, Franciscan manuscripts, manoscritti francescani
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Il saggio analizza la rappresentazione di san Francesco d’Assisi e, in misura più selettiva, di santa Chiara d’Assisi nella tradizione delle cronache dei papi e degli imperatori. L’articolo interpreta queste cronache non come semplici repertori di notizie, ma come strumenti formali di ordinamento storico, costruiti sulla successione parallela di papi e imperatori e capaci di inserire la memoria francescana in una cornice storica universalmente riconoscibile. Attraverso il confronto tra il nucleo martiniano, la rielaborazione minoritica dei Flores temporum, i testimoni tardo-medievali e le versioni a stampa, il saggio mostra come Francesco passi da dato istituzionale — fondatore dell’Ordine dei Minori, legato all’approvazione papale e alla canonizzazione — a figura santorale condensata, segnata da povertà, miracolo, stimmate e riconoscimento pontificio. La tradizione relativa a Chiara segue invece una traiettoria più discontinua: compare spesso in forma abbreviata, ma riceve spazio più ampio in testimoni tardi come il Liber chronicarum di Hartmann Schedel. Il confronto con Tommaso da Celano, san Bonaventura da Bagnoregio, Sal continua a leggere
tag: agiografia, canonization, canonizzazione, Chiara d’Assisi, chronicles of the popes and emperors, Clare of Assisi, cronache dei papi e degli imperatori, cronografia universale, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, Franciscan memory, hagiography, memoria francescana, stimmate, universal chronography
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Il contributo esamina la relazione tra il Vangelo e gli Scripta di Francesco. L’analisi intende mettere in luce come la scrittura sia stata recepita e mediata attraverso le fonti patristiche e liturgiche a disposizione del santo di Assisi, vale a dire il Breviario riformato di Innocenzo III. Le diverse tipologie testuali mostrano come la citazione evangelica sia sempre funzionale e aderente all’esperienza spirituale di Francesco. Lo studio della presenza biblica negli Scripta di Francesco e il contestuale utilizzo alle fonti biografiche hanno permesso agli studi più recenti di mettere in discussione l’immagine del santo illetterato. continua a leggere
tag: Francesco, Francis, Gospel, Scritti, Vangelo, writings
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Il presente articolo indaga la continuità tra la proposta ascetica di Pier Damiani e la spiritualità penitenziale di Francesco d’Assisi. Attraverso una lettura comparata delle fonti, il contributo isola una grammatica penitenziale condivisa, articolata su due pratiche: nuda disciplina (l’autoflagellazione) e piedi scalzi. Tali tratti sono interpretati come spia dell’influenza della proposta di riforma avellanita sulla costruzione agiografica del Poverello, e come segnali di un codice simbolico coerente, centrato sulla conformitas alla Passione e sulla funzione salvifica della sofferenza volontaria. continua a leggere
tag: Ascesi, Asceticism, disciplina, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, Peter Damian, Pier Damiani
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Il saggio propone di indagare le raffigurazioni di Francesco stigmatizzato lungo l’arte contemporanea, in dialogo euristico con il medioevo. La decodifica dei linguaggi usati nelle immagini si confronta anzitutto con le tavole agiografiche del XIII secolo, connesse con le coeve fonti scritte. Si considerano quindi alcuni snodi essenziali nell’arte tra XVI e XVIII secolo, per poi addentrarsi nell’orizzonte visuale tra fine Ottocento e inizio XXI secolo. Ci si concentra sull’impianto narrativo delle immagini, espressione di differenti comunità mnemoniche e visuali. continua a leggere
tag: arte contemporanea, contemporary art, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, narrative system, sistema narrativo, stigmatisation, stigmatizzazione
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Gli studi inerenti all’opera di Francesco d’Assisi poggiano su un fondamento comune: la sua portata innovativa. Nel tentativo di misurarla, si propone un’interazione cursoria con alcune tracce della tradizione del pensiero medievale (nelle sue declinazioni poetiche, teologiche e filosofiche) in relazione alla concezione della natura, in seguito a una riflessione preliminare sull’approccio del Santo allo scritto e alla scrittura. continua a leggere
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Il contributo analizza la riattivazione della figura di Francesco d’Assisi nel magistero ecologico di papa Francesco – la Laudato si’ (2015) e Fratelli tutti (2020) – attraverso la categoria storiografica originale di «tradizione reinvestita». Distinta dalla «tradizione inventata» di Eric Hobsbawm, dalla «memoria culturale» di Jan Assmann, dall’«uso pubblico della storia» di Jürgen Habermas e dall’«operazione storiografica» di Michel de Certeau, la «tradizione reinvestita» designa un processo di riattivazione selettiva di un corpus simbolico storicamente autentico in risposta a urgenze inedite. L’indagine si articola su tre livelli: filologico-storico (analisi delle fonti francescane originarie), storia della ricezione (metamorfosi interpretative dal XIII al XX secolo) e analisi del discorso (lettura foucaultiana e jaussiana delle encicliche). L’ecologia integrale bergogliana emerge come ibrido concettuale: cuore teologico medievale, impianto analitico contemporaneo. La sezione conclusiva propone il modello come strumento metodologico applicabile ad altri grandi processi di riattivazione nella storia intellettuale continua a leggere
tag: Anthropocene, Antropocene, ecologia integrale, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, history of reception, integral ecology, Laudato si’, papa Francesco, Pope Francis, reinvested tradition, storia della ricezione, tradizione reinvestita
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Il contributo analizza le metamorfosi della figura di Francesco d’Assisi nel cinema italiano del Novecento, intesa come «figura-specchio» delle tensioni religiose, politiche e identitarie della cultura italiana. Il percorso diacronico copre l’intero secolo, mettendo in relazione il santo con modelli coevi dell’immaginario cinematografico. Sul piano metodologico, il saggio si colloca tra la storia culturale, del cinema e della storiografia religiosa, considerando il film come fonte dell’immaginario collettivo. La tesi centrale è che Francesco non sia un oggetto stabile di rappresentazione, ma un dispositivo simbolico continuamente risemantizzato. Ne deriva non una storia del santo, ma delle forme attraverso cui l’Italia ha interrogato la propria identità nel Novecento. continua a leggere
tag: Catholic imaginary, cinema italiano, Francesco d'Assisi, Francis of Assisi, identità nazionale, immaginario cattolico, Italian cinema, national identity
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Il presente saggio vuole affrontare la figura di Francesco, nella sua duplice veste di personaggio storico e mito agiografico, ribelle e anticonformista, tessendo una rete concettuale, educativa e intertestuale al cui centro risiede il film S. Francesco e il lupo (Super 8, 1968-69) realizzato dal maestro Emilio Sidoti con la prima classe della scuola elementare di Albisola Superiore (Savona). Il film, consapevole dell’immaginario cinefilo a ridosso della contestazione e capace di sfuggire al controllo ecclesiastico grazie alla sua indole cineamatoriale, produce una “contro-favola” che affonda la sua ragion d’essere nella controinformazione, nella genuinità del messaggio francescano e nel capovolgimento di un canone educativo diffuso. continua a leggere
tag: 1968, amateur cinema, cinema amatoriale, lupo di Gubbio, media education, pedagogia dei media, wolf of Gubbio
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Il contributo esamina la rappresentazione di Francesco d'Assisi nelle arti performative e audiovisive del Novecento, con particolare attenzione ai processi di traduzione estetica della sua figura. In ambito musicale, dall'oratorio Saint François d'Assise di Charles Gounod (1891) alle Laudi di Hermann Suter (1924), fino all'opera di Olivier Messiaen (1983) e alla cantata Serafica Impressione di Stefano Cucci (2013), si analizzano le modalità con cui la mistica francescana è stata resa in forma sonora. Per il teatro, Le petit pauvre di Jacques Copeau (1946), la ripresa di Orazio Costa Giovangigli e la giullarata Lu santo jullare Françesco di Dario Fo (1999) evidenziano differenti strategie di mediazione tra agiografia e contemporaneità; in margine, si segnala come la figura francescana abbia informato anche la pratica del teatro povero di Jerzy Grotowski, dove Francesco non è personaggio da incarnare ma modello spirituale che agisce dall'interno del processo attoriale. Il nucleo centrale dello studio è dedicato alla cinematografia francescana, in particolare alla trilogia cinematografica di Liliana Cavani (1966, 1989, 2014), considerata continua a leggere
tag: cinema, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, humanity, Liliana Cavani, music, musica, teatro, theatre, umanità
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Questo contributo analizza la poetica di Kery James, voce centrale del rap francese contemporaneo, mettendo in luce come la sua produzione etica e lessicale trasformi la marginalità urbana in esperienza morale e comunitaria. Attraverso i suoi testi, il rapper costruisce una parola poetica orientata alla responsabilità collettiva, alla fraternità e alla solidarietà, rielaborando in chiave secolarizzata alcuni principi della spiritualità francescana. L’analisi mostra come il rap possa fungere da strumento di riflessione etica, preghiera laica e resistenza culturale, offrendo un ponte tra esperienza quotidiana e valori universali condivisi.
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tag: Franciscan spirituality, Fraternità e responsabilità, Fraternity and responsibility, Language of French rap, Lingua del rap francese, marginalità urbana, Spiritualità francescana, Urban marginality
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Il contributo mette in relazione la presenza francescana nelle Marche e le forme della sua valorizzazione culturale e turistica, evidenziando il legame tra passato e presente. Attraverso fonti, tradizioni agiografiche e testimonianze viene ricostruito il radicamento del francescanesimo nel territorio. Particolare attenzione è rivolta agli itinerari e ai cammini francescani contemporanei, nei quali storia, devozione e paesaggio si intrecciano, dando forma a un’esperienza unitaria. continua a leggere
tag: cammini francescani, Francescanesimo, Franciscan routes, Franciscanism, Marche, Marche region
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Il saggio analizza la campagna elettorale del Pci per le elezioni politiche del 1979 come snodo attraverso il quale comprendere le trasformazioni socio-politiche e comunicative dell'Italia repubblicana di fine anni Settanta. La crisi del compromesso storico e la sconfitta elettorale del Pci nel 1979 si collocano all'incrocio di due processi di trasformazione che questo saggio intende indagare congiuntamente: il progressivo sgretolamento della cultura politica dei partiti di massa e il consolidarsi di un nuovo paradigma della comunicazione elettorale, in cui la televisione ridefinisce i codici, i linguaggi e le aspettative del discorso pubblico. Attraverso fonti eterogenee (archivi televisivi Rai, stampa di partito, documenti interni del Pci) il lavoro ricostruisce il clima di sfiducia istituzionale, di disaffezione giovanile e di crescente astensionismo che caratterizzò quella stagione, interpretandolo come segnale di una frattura strutturale nel rapporto tra cittadini e rappresentanza politica. Centrale nell'analisi è il mutamento dei formati e dei linguaggi della propaganda: il Pci si configura come caso emblematico di studio in qualità continua a leggere
tag: 1979, Campagne elettoriali, Comunicazione politica, Pci, Storia dei media
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L’articolo si propone di indagare l’utilizzo e l’interpretazione della fruizione musicale e in particolare del rock all’interno degli ambienti della contestazione giovanile durante gli anni ’70. All’indomani del ’68 numerosi giovani vedono nella musica rock e nei raduni collettivi qualcosa di rivoluzionario e per cui lottare, dove si cerca di unificare aspetti culturali e politici. A partire da queste idee alcuni collettivi di giovani politicizzati ingaggiano una battaglia per la musica libera contestando e creando disordini in numerosi concerti. Allo stesso tempo altre realtà “controculturali” come la rivista “Re nudo” cercano di costituire un circuito di feste alternative, a cui anche le formazioni extraparlamentari collaborano. Un sogno che il festival del Parco Lambro 1976 conclude drammaticamente. Dallo sgretolamento del lungo movimento degli anni Settanta, alla fine del decennio, sarà il Partito comunista italiano a cercare di appropriarsi per scopi politici delle star internazionali e della fruizione del rock, al fine di recuperare il favore giovanile a seguito della dura contestazione subita dal movimento del continua a leggere
tag: “Re nudo”, 1968, Anni Settanta, Concert struggles, controcultura, Counterculture, Extra-parliamentary groups, Festival del Proletariato giovanile, Italian Communist Party (Pci), Lotte ai concerti, Movement, movimento del '68, Partito comunista italiano, popular music, rock, Seventies, Sinistra Extraparlamentare, stampa alternativa
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Francesco, il giullare di Dio, ci ha portato una domanda tremenda e meravigliosa al contempo: è possibile vivere lieti? Anche per Dante la sua presenza fu un pungolo costante, nel senso che avvertiva tutta l’eccezionalità di quel piccolo uomo inafferrabile. Ne fece un ritratto vivo e preciso, tuttavia gli aspetti francescani della Commedia non sono […] continua a leggere
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Nella primavera del 1901, nel 1903, poi nel 1907 e anche in anni successivi, prima dello scoppio della prima guerra mondiale, Hermann Hesse intraprese alcuni tour significativi in Italia. Nell’Italia del centro nord per precisione. Milano, Genova, Venezia, Pisa, Firenze e in Umbria, per approfondire le sue conoscenze artistiche e per immergersi nelle atmosfere rurali […] continua a leggere
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Francesco amava definirsi «pazzo», “stultus propter Christus” (1). Oltre che dalle parole attribuite a Francesco «novellus pazzus in mundo» (2) tale asserto emerge altresì da diverse fonti francescane e non francescane: la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio (3), la principale fra le prime; la Lauda LXXXVII di Jacopone da Todi (4) fra le seconde. […] continua a leggere
tag: Azione incondizionata, figure della follia, folle di Dio, follia lucida, Jacopone da Todi, mania platonica, morìa cristiana, patografia fenomenologica, protofenomenologia, Psicopatologia dello spirito
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PROLOGO. Una volta chiesi a Paolo Ruffilli quanto di poetico ci fosse nella sua narrativa e quanto di narrativo nella sua poesia. Mi rispose: «Trasferisco le tonalità della poesia nelle modalità della narrativa. Anche raccontando, nella misura breve o lunga, per me trainante è la musica. Mi lascio trascinare dal ritmo. La mia prosa è […] continua a leggere
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Introduzione Gesualdo Bufalino, nato a Comiso nel 1920 e scomparso nel 1996, si affermò nel panorama letterario italiano relativamente tardi, nel 1981, con il romanzo Diceria dell’untore, opera con cui vinse il Premio Campiello. Uomo schivo e riservato, docente e intellettuale di vasta erudizione, Bufalino si distinse per uno stile letterario raffinato e complesso, in […] continua a leggere
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«Why is life worth living? It’s a very good question. Um… Well, there are certain things I guess that make it worthwhile. Uh, like what? Okay… um… For me, uh, ooh, I would say what, Groucho Marx, to name one thing… and Willie Mays… and um, the second movement of the Jupiter Symphony… and Louis […] continua a leggere
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Il contributo mira a riconsiderare il secolare dibattito critico e ortoepico relativo all’accentazione del titolo del
capolavoro di Giovanni Boccaccio (Decameron). Attraverso il riesame delle norme grammaticali del latino medievale,
l'influsso irradiante della cultura galloromanza, mediata dall'ambiente angioino napoletano, e l’analisi del modello
macrotestuale dell’Hexameron ambrosiano, l’articolo dimostra l’originaria natura ossitona della pronuncia trecentesca
(Decameròn) secondo la volontà consapevole dell’autore. Tale ipotesi trova conferma nei dati del corpus dell’Opera del
Vocabolario Italiano (OVI) e nell'esame dell'autografo Hamilton 90, che rivelano come lo sviluppo macroscopico della
forma paragogica Decamerone risponda a leggi fonotattiche, applicabili esclusivamente a basi linguistiche tronche. continua a leggere
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Questo testo mira inizialmente a evidenziare gli stretti legami intercorrenti fra il Regno di Sardegna, la Francia e la Gran Bretagna, anche tramite l’associazione del 1800 più operativa in Europa, cioè la Massoneria: il ruolo affidato e svolto da alcuni suoi esponenti è indubbio, basta pensare a Costantino Nigra. Anche i legami massonici, diffusi e radicati anche fra molti altri personaggi italiani che avrebbero favorito e realizzato la unificazione dell’Italia, appaiono evidenti. Qui, in particolare, si ricorda: la lettera inviata dal siciliano R. Pilo a G. Garibaldi, la quale aveva contribuito a indurre il Nizzardo ad attivare la Spedizione dei Mille, nonché lo essenziale sostegno della Marina militare britannica a quella iniziativa; peraltro, favorita concretamente pure dalla insofferenza dei Siciliani verso il Re di Napoli.
Riguardo a condizioni culturali, sanitarie, economiche, sociali, infrastrutturali del Regno borbonico sì evidenzia la loro arretratezza complessiva; altresì, si nota l’alternanza - fra notabilato, garibaldini, esercito sabaudo, armata borbonica, bande di briganti e autorità amministrative - di collaboraz continua a leggere
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L’attuale esposizione Il Barocco. Il Gran teatro delle Idee al museo San Domenico di Forli invita a confrontare due opere dedicate a San Francesco. Nella sezione Le forme della devozione. Il culto e la pietà troviamo un San Francesco di Annibale Carracci. Su questo tema Annibale ha realizzato due versioni, una romana di Palazzo Corsini, […] continua a leggere
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L’attentato di Hamas del 7 ottobre 2023 è stato condannato quasi ovunque; la risposta devastatrice e omicida di Israele, invece, ha suscitato reazioni contrastate con distanziamenti generalmente comprensivi. Lo scopo del saggio di Enzo Traverso, intitolato Gaza davanti alla storia, è di scrutare in maniera critica il dibattito politico e intellettuale nato in seguito alla […] continua a leggere
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Cos’è la maternità in tempo di guerra?, si chiede Majd. «Non si tratta solo di tenere stretti i propri figli, ma di estendere quella protezione, quell’amore feroce, ad ogni piccola mano che il destino ha posto nella tua, anche se appartiene a un estraneo. Non vivevamo più in una città fatta di abitudini e di […] continua a leggere
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«Il Cuoco dello Zar è il suo primo romanzo storico», si legge sull’aletta del libro di Raffaele Riccio (Edizioni dell’Ippogrifo, 2025). Eppure, i suoi saggi precedenti, tra la storia e la tavola dei Borbone, la gastronomia del Cilento, l’interesse per le grandi guerre, seminavano già gli ingredienti di questa «biografia interiore» di Michele Rivelli, grande […] continua a leggere
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La figura e l’opera di Giovannino Guareschi sono state ormai ampiamente illuminate, sotto più aspetti, da un congruo numero di studi. Per limitarci alle biografie, la prima in ordine di apparizione fu quella di Beppe Gualazzini, cui seguirono quella di Gnocchi, il quale ebbe il merito di inserire saldamente Guareschi nella tradizione culturale cattolica, segnalando […] continua a leggere
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Loredana Guerrieri, Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà , prefazione di Valerio Renzi, Futura Editrice, Roma 2025 (pp. 292, € 17,50). Loredana Guerrieri è stata una pioniera degli studi scientifici sulla destra radicale italiana nella seconda metà del ‘900. Le sue ricerche sulla partecipazione dell’estrema destra giovanile alla protesta studentesca del 1968 e […] continua a leggere
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La tradizione artistica in casa Zambini L’arte reggiana, giunti oramai al terzo millennio, ha scritto di sé numerosissime ed ottime pagine di storia del settore. Tele e capi d’opera d’interesse per lo più collezionistico e di nicchia, ma anche, in taluni casi non poi così rari, dalla pregnanza storico-contingente di certo rilievo; specchio dell’anima di […] continua a leggere
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«Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature» «Amare, adorare, amare potentemente il mondo questo bisogna ora.» La prima cosa che colpisce in Francesco d’Assisi non è la povertà, né la rinuncia: è la gratitudine. Una gratitudine radicale, sorgiva, che non dipende dalla condizione esterna ma da una postura interiore. È ciò che rimane […] continua a leggere
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LEI. Costruzione e narrazione del femminile nell’opera lirica è uno spettacolo, pensato e proposto per la chiusura dell’edizione 2025 della Festa Internazionale della Storia, che nasce da un progetto basato sull’analisi delle figure femminili nell’opera lirica tra Ottocento e Novecento, quando il teatro non era più soltanto, o principalmente, uno svago per gli aristocratici ma […] continua a leggere
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Navigar tra le acque. Onde, rive e ruscelletti è un progetto costruito per il concerto inaugurale della Festa Internazionale della Storia, edizione 2026, eseguito a Bologna nella chiesa dei santi Gregorio e Siro l’11 aprile 2026. Lo spettacolo nasce dalla suggestione che la Storia, nel plasmare il mondo e i suoi abitanti, si muova come […] continua a leggere
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Nel deliberato eclissarsi dietro la fortuna di Verdi, nel prodigarsi per altri musicisti […], nel votarsi, dopo il primo incontro con lei nel 1884, a Eleonora Duse […], è uno degli aspetti più commoventi e mirabili di questo artista, obbediente a così disinteressata passione da farsi operoso non per sé, ma per l’arte, e quindi […] continua a leggere
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