Bibliomanie

Cristina Vignali

Cristina Vignali è professoressa ordinaria all’Università Savoie Mont Blanc. I suoi interessi di ricerca si concentrano sullo studio del testo letterario in traduzione, inteso come pratica critica, etica e storicamente situata. I suoi lavori esplorano il ruolo del traduttore come attore culturale e politico, le dinamiche di potere implicite nella circolazione dei testi, nonché le sfide contemporanee della traduzione di fronte alle trasformazioni tecnologiche e alle logiche di standardizzazione. Parallelamente, si occupa del testo letterario contemporaneo e ipercontemporaneo, analizzandone le tensioni interne e le riflessioni sulle sfide sociali e culturali del presente.

Risemantizzazioni e lingua del rap: Kery James tra morale francescana e periferia urbana
di , numero 61, giugno 2026, Saggi e Studi

Risemantizzazioni e lingua del rap: Kery James tra morale francescana e periferia urbana

Otto secoli dopo la sua morte (3-4 ottobre 1226), Francesco d’Assisi continua a essere una figura di straordinaria attualità non solo per la storia della Chiesa, ma anche per la cultura contemporanea, grazie alla sua capacità di trasmettere valori universali capaci di superare contesti religiosi e confessionali. La ricezione della sua esperienza di vita e delle sue parole – dalla Regola alla poesia spirituale, fino al celebre Cantico delle creature – non si esaurisce nella tradizione cristiana, ma si estende a campi culturali e artistici eterogenei, rendendo Francesco un nodo di connessione tra storia, mito e utopia. Il Cantico delle creature è probabilmente il testo più emblematico della spiritualità francescana: composto in un volgare umbro a... continua a leggere

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Per una letteratura di lotta
di , numero 60, dicembre 2025, Editoriale

Per una letteratura di lotta

Nel 2007 Antoine Compagnon si domandava provocatoriamente A cosa serve la letteratura?. Nell’ormai celebre lezione inaugurale al Collège de France, lo studioso analizzava le trasformazioni profonde che, nell’età contemporanea, investono il rapporto tra letteratura e società: dalla progressiva riduzione dello spazio pubblico destinato ai saperi umanistici alle nuove sfide imposte dal mondo digitale, dove altre forme di narrazione e consumo culturale sembrano imporsi con maggiore forza. Compagnon non è certo il solo a interrogarsi su questi mutamenti. Come osserva Emanuele Zinato «alla fine del Novecento e nei due primi decenni del XXI secolo si è periodicamente discusso, nei convegni, sulle riviste accademiche e sui quotidiani, dello stato della letteratu... continua a leggere

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