Abbiamo vinto i Mondiali di calcio!
Abbiamo vinto!!! E non è stato il grido di un goal a segnare la vittoria dell’Italia sulla Francia, quel grido con cui su Italia-Germania era scesa l’inappellabile fine, il goal di Grosso più veloce di un sogno prima che il tempo finisse, per farci arrivare ad un grido liberatorio e catartico…
Abbiamo vinto e quel grido lo abbiamo dovuto ripetere sette volte prima che la partita fosse chiusa e la vittoria in pugno. Abbiamo vinto domenica 9 luglio: è una vittoria che vale doppio, una vittoria che ha il sapore della rivincita, anzi il gusto di un/una finale che aspettavamo da tempo, una vittoria che sigilla la nostra storia con una coppa, anzi con la coppa per eccellenza, quella di Campioni del Mondo!
Abbiamo vinto e non è stato un gioco, abbiamo lottato, abbiamo sperato contro tutto e contro tutti, contro i campioni francesi e quello Zidane che, dopo averci stregato ed incantato come una sorta di giocoliere con legata la palla ai suoi piedi, ha poi cambiato la faccia della sua medaglia profonda, non risparmiandoci quella metà oscura ed inquietante che volentieri avremmo fatto a meno di conoscere o ricordare.
Abbiamo vinto anche contro quella paura dei rigori che, in altre occasioni, era stata fatale… “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore - diceva anni fa De Andrè - non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’entusiasmo, dalla fantasia”!
I nostri quel coraggio l’hanno dimostrato pure ai rigori: quella grinta, quella sete di vittoria, negli occhi la determinazione e la fermezza di cuore nel piede, la mèta già realtà in uno sguardo che immagina il futuro ed è stato goal cinque volte, un numero che ha fatto la differenza, il miraggio che è diventato realtà.
Abbiamo vinto ai rigori, quando la beffa del destino… o dell’arbitro ha voluto che il secondo goal fosse in fuori gioco e ci è stato annullato: all’euforia è seguita sùbito la delusione ed un nodo in gola che non si è sciolto fino a che Grosso non ha segnato la rete che ci ha consacrato Campioni del Mondo, in questo 2006 che sarà (specie per questo?) un anno memorabile!
Abbiamo vinto, e abbiamo vinto tutti insieme contro un’opinione pubblica (non solo europea!) che ci voleva perdenti, che ci ha messo alla berlina e che ci ha deriso quasi nel modo in cui un bullo qualunque, prepotente e un po’ sadico, prende di mira la sua vittima potenziale, che in quella congiuntura è inevitabilmente di gran lunga più debole…
Abbiamo vinto contro tutto, contro quella paradossale negazione dello sport che è stato lo scandalo “Calciopoli” che, com’è risaputo, ha coinvolto le grandi squadre storiche dell’Italia, le quali hanno fatto puntualmente nascere e consacrare campioni; lo scandalo che ha azzerato negli imbrogli dei manager le capacità dei singoli, la stoffa dei calciatori, il loro sudore ed il loro lavoro, che è fatica ma anche business: quel dannato business che, alle volte, fa pensare che non sia il calcio quello che ci ha abituato a giri di milioni di euro, ad affari da mille e una notte, a partite truccate per avere sempre di più, nella logica perversa di quella “sete dell’oro” la cui maledizione non finisce ancora di colpire!
Abbiamo vinto ed ha vinto l’Italia tutta, assieme a Buffon, a Materazzi, a Grosso, assieme a Gattuso e a Cannavaro, assieme a tutta la squadra che, sul campo, non si è risparmiata; ha vinto l’Italia, un’Italia silenziosa ed onesta che dallo sport vuole soltanto sogni e non il loro più immediato rovescio…
Italia due volte: la nazionale e la nazione, i giocatori e il popolo!
Abbiamo vinto tutti insieme risollevandoci dalle nostre ceneri; non abbiamo voluto pensare ai cattivi della favola, bensì stringerci intorno ai nostri - non già ai migliori o ai peggiori, ma semplicemente ai nostri italiani - ed abbiamo riscoperto così il desiderio, la bellezza, la commozione d’essere italiani, la determinazione ed il coraggio di credere in quello che dovrebbe essere la cosa più pulita e semplice del mondo, lo sport!