[UN’ANNOTAZIONE LIRICA SUL SENSO DELLA VITA]
da L’Italia sepolta sotto la neve (1984)
Inverni alle spalle, ma quante estati aspettano ancora?
Riserva ogni speranza a domani,
giuoca sul concreto,
butta la lattina vuota. Non sentite il tuono?
L’estate comincia a declinare, ma
non si affanna, riceve suoni e impara.
C’è un uomo che scrive, ma la paura della vita, la
paura della morte, la paura della notte – le
lunghe insonnie le trascorre gridando contro la luce
[che non arriva.
Il sonno intanto trascina lontano il suo carro.
Oh Bologna,
calda di torri diroccate o di ombra di torri,
ha il pianto delle cicale sgozzate conficcate in gola ai maceri
[della pianura,
città sorella alla brace, alla pioggia, alla pietra,
cammina nel silenzio d’autunno,
mentre i nobili nel casino di caccia sparano parole.
Vivrà mille anni ancora aspettando il passato.