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François de La Rochefoucauld

 

Da Riflessioni o Sentenze e Massime morali (1665)

 

(a cura di Davide Monda)

 

 

 

Le nostre virtù, il più delle volte,

sono solo vizi camuffati.

 

 

1

Quanto scambiamo per virtù spesso altro non è che un insieme di azioni e di interessi diversi che la fortuna o la nostra abilità sanno combinare: non sempre è per valore e per castità che gli uomini sono valorosi e le donne caste.

 

2

L’amor proprio è il più grande di tutti gli adulatori.

 

3

Per quante scoperte siano state fatte nelle regioni dell’amor proprio, ancor vi restano molte terre sconosciute.

 

4

L’amor proprio è il più abile del più abile degli uomini.

 

5

La durata delle nostre passioni, così come la durata della nostra vita, non dipende da noi.

 

6

La passione fa sovente un pazzo dell’uomo più abile, e spesso rende abili i più sciocchi.

 

8

Le passioni sono gli unici oratori che persuadano sempre. Son come un’arte della natura le cui regole sono infallibili; il più semplice degli uomini che nutra una passione è più convincente del più eloquente che ne sia privo.

 

9

Le passioni hanno in sé un’ingiustizia e un interesse i quali fanno sì che sia pericoloso assecondarle, e che se ne debba diffidare anche quando paiono le più ragionevoli.

 

10

Nel cuore umano c’è una produzione perpetua di passioni, sicché la rovina dell’una quasi sempre coincide con l’insediarsi di un’altra.

 

11

Le passioni ne generano spesso altre opposte. L’avarizia talora produce la prodigalità; spesso si è determinati per debolezza, e audaci per timidezza.

 

12

Per quanta attenzione si ponga nel celare le proprie passioni dietro apparenze di pietà e d’onore, esse traspaiono sempre attraverso questi veli.

 

13

Il nostro amor proprio soffre con maggior impazienza la condanna dei nostri gusti che non quella delle nostre opinioni.

 

15

La clemenza dei sovrani sovente non è altro che una politica per conquistare l’affetto dei popoli.

 

19

Tutti abbiamo forza sufficiente per sopportare i mali altrui.

 

20

La forza d’animo dei saggi non è altro che l’arte di tener la propria agitazione prigioniera nel cuore.

 

22

La filosofia agevolmente trionfa sui mali passati e su quelli a venire. Ma i mali presenti trionfano su di essa.

 

26

Né il sole Né la morte si possono guardare fissi.

 

 

29

Il male che compiamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto le nostre buone qualità.

 

31

Se non avessimo difetti, non proveremmo tanto piacere a notare quelli degli altri.

 

33

L’orgoglio si gratifica sempre, e non perde nulla persino quando rinuncia alla vanità.

 

35

L’orgoglio è uguale in tutti gli uomini; la differenza risiede soltanto nei mezzi e nella maniera di mostrarlo.

 

39

L’interesse parla ogni genere di lingua, e recita ogni genere di personaggio, ivi compreso quello del disinteressato.

 

41

Coloro che si applicano troppo alle piccole cose, di solito diventano incapaci delle grandi.

 

44

La forza e la debolezza d’animo hanno nomi sbagliati: in realtà, altro non sono se non la buona o la cattiva disposizione degli organi del corpo.

 

48

La felicità sta nel gusto e non nelle cose; si è felici perché si ha quel che ci piace, e non perché si ha quel che gli altri trovano piacevole.

 

49

Non si è mai tanto felici o tanto infelici quanto si crede.

 

52

Per quanto i destini possano apparire diversi, c’è tuttavia una certa compensazione di beni e di mali che li rende uguali.

 

56

Per affermarsi in società, si fa di tutto pur di farsi credere già affermati.

 

57

Per quanto gli uomini traggano vanto dalle loro grandi azioni, queste spesso non son tanto il frutto di un grande progetto quanto l’effetto del caso.

 

61

La felicità e l’infelicità degli uomini dipendono tanto dalla loro buona sorte quanto dal loro umore.

 

62

La sincerità è apertura di cuore. La si trova in pochissime persone, e quella che si vede di solito è soltanto una sottile dissimulazione per attrarre la fiducia degli altri.

 

63

L’avversione per la menzogna è spesso un’impercettibile ambizione di rendere le nostre testimonianze degne di considerazione, e di attirare un religioso rispetto sulle nostre parole.

 

64

Il bene che la verità produce nel mondo non eguaglia il male che vi arrecano le sue apparenze.

 

68

È difficile definire l’amore. Tutto quel che se ne può dire è che nell’anima è passione di dominare, nella mente è simpatia e nel corpo è solamente un desiderio nascosto e delicato di possedere, dopo tanti misteri, ciò che si ama.

 

70

Non c’è travestimento che possa celare a lungo l’amore dov’è, né fingerlo dove non è.

 

72

Se si giudica l’amore dalla maggior parte dei suoi effetti, somiglia più all’odio che all’amicizia.

 

 

73

È possibile trovare donne che non hanno mai avuto avventure galanti, ma è raro trovarne che ne abbiano avuta una sola.

 

75

L’amore, come il fuoco, non può sopravvivere senza un moto continuo; cessa di vivere non appena cessa di sperare o di temere.

 

76

Per il vero amore accade come per l’apparizione dei fantasmi: tutti ne parlano, ma pochi li hanno visti.

 

78

L’amore per la giustizia è, per la maggior parte degli uomini, paura di sopportare l’ingiustizia.

 

82

La riconciliazione con i nostri nemici è soltanto desiderio di migliorare la nostra condizione, stanchezza per la guerra e timore di qualche evento negativo.

 

83

Quella che gli uomini hanno chiamato amicizia è soltanto un’alleanza, un reciproco rapporto d’interessi, uno scambio di favori, insomma un legame ove l’amor proprio si ripropone sempre di trarre qualche profitto.

 

84

È più vergognoso diffidare dei propri amici che esserne ingannati.

 

86

La nostra diffidenza giustifica l’inganno altrui.

 

88

L’amor proprio accresce o riduce ai nostri occhi le qualità dei nostri amici proporzionalmente alla soddisfazione che da essi riceviamo; giudichiamo i loro meriti dal loro comportamento nei nostri confronti.

 

90

Nelle nostre relazioni sociali, piacciamo più per i nostri difetti che per le nostre qualità.

 

93

I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi.

 

96

Talora l’ingrato è meno colpevole della propria ingratitudine che non il suo benefattore.

 

102

La mente è sempre vittima del cuore.

 

106

Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i particolari; ma, dato che questi sono pressoché infiniti, le nostre conoscenze sono sempre superficiali ed imperfette.

 

110

Nulla si dona con tanta prodigalità quanto i propri consigli.

 

112

I difetti della mente, invecchiando, si aggravano come quelli del volto.

 

113

Ci sono matrimoni buoni, ma non deliziosi.

 

118

Il proposito di non ingannare mai ci espone ad essere ingannati spesso.

 

119

Siamo talmente abituati a mascherarci dinanzi agli altri che finiamo col mascherarci dinanzi a noi stessi.

 

 

121

Spesso si fa del bene per poter fare impunemente del male.

 

122

Se resistiamo alle nostre passioni, è più per la loro debolezza che per la nostra forza.

 

124

I più abili fingono per tutta la vita di biasimare le astuzie per servirsene in qualche grande occasione e per qualche grande interesse.

 

127

Il vero mezzo per essere ingannati è credersi più furbi degli altri.

 

129

Talora basta essere rozzo per non essere ingannato da un uomo astuto.

 

135

Talvolta si è tanto diversi da se stessi quanto dagli altri.

 

136

Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero mai sentito parlare dell’amore.

 

137

Si parla poco quando la vanità non fa parlare.

 

138

Si preferisce parlar male di se stessi piuttosto che non parlarne.

 

143

Se esageriamo le buone qualità degli altri, è piuttosto per la stima delle nostre opinioni che non per la stima dei loro meriti; vogliamo attiraci degli elogi, quando in apparenza siamo noi a tributarli.

 

 

146

Di solito si loda soltanto per essere lodati.

 

149

Rifiutare un elogio è come desiderare di essere elogiato due volte.

 

155

Ci sono persone meritevoli ma antipatiche, altre che piacciono malgrado i loro difetti.

 

157

La gloria dei grandi uomini va sempre rapportata ai mezzi di cui si sono serviti per conquistarla.

 

159

Non basta avere grandi qualità; occorre anche saperle amministrare.

 

162

L’arte di saper mettere a frutto qualità mediocri strappa la stima, e spesso dà una reputazione maggiore del merito autentico.

 

166

La società ricompensa più spesso i meriti apparenti che non quelli reali.

 

168

La speranza, per quanto illusoria sia, serve almeno a condurci alla fine della vita per una strada piacevole.

 

170

È difficile giudicare se un comportamento chiaro, sincero ed onesto sia un effetto di probità o d’astuzia.

 

173

Ci sono diversi tipi di curiosità: una d’interesse, che ci fa desiderare di apprendere ciò che può esserci utile; l’altra d’orgoglio, che scaturisce dal desiderio di sapere ciò che gli altri ignorano.

 

174

È meglio impiegare la nostra mente a sopportare le sventure che ci capitano piuttosto che a prevedere quelle che ci possono capitare.

 

180

Il nostro pentimento non è tanto un rimorso per il male che abbiamo fatto, quanto un timore per quello che ce ne può venire.

 

182

I vizi entrano nella composizione delle virtù come i veleni entrano nella composizione dei farmaci. La prudenza li riunisce e li tempera, e se ne serve utilmente contro i mali della vita.

 

188

La salute dell’anima non è più al sicuro di quella del corpo: per quanto ci si mostri scevri dalle passioni, il rischio di lasciarvisi trascinare non è inferiore a quello di ammalarsi quando si sta bene.

 

190

Avere grandi difetti è prerogativa esclusiva dei grandi uomini.

 

191

Si può dire che i vizi ci attendano nel corso della vita come ospiti presso cui bisogna successivamente alloggiare; dubito che l’esperienza ce li farebbe evitare se ci fosse consentito di far due volte lo stesso cammino.

 

192

Quando i vizi ci abbandonano, ci lusinghiamo all’idea che siamo noi ad averli abbandonati.

 

194

I difetti dell’anima sono come le ferite del corpo: per quanto ci si preoccupi di guarirle, la cicatrice rimane, e c’è sempre il rischio che si riaprano.

 

195

Quel che spesso ci impedisce di abbandonarci a un vizio solo è che ne abbiamo parecchi.

 

196

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.

 

197

Ci sono persone che riteniamo incapaci del male finché non lo vediamo, ma non ce n’è nessuna in cui deve sorprenderci vederlo.

 

199

Il desiderio di apparire abile spesso impedisce di diventarlo.

 

207

La follia ci accompagna in tutte le fasi della vita. Se qualcuno sembra saggio, è soltanto perché le sue follie sono proporzionate alla sua età ed alla sua posizione.

 

216

Il perfetto valore consiste nel far senza testimoni ciò che si sarebbe capaci di fare dinanzi a tutti.

 

218

L’ipocrisia è un omaggio che il vizio  rende alla virtù.

 

223

La riconoscenza è come la buona fede dei mercanti: mantiene in vita le relazioni umane; e noi paghiamo non già perché sia giusto sdebitarci, ma per trovare più facilmente persone che ci facciano credito.

 

226

L’eccessiva premura di sdebitarsi di un obbligo è una forma di ingratitudine.

 

229

Il bene che abbiamo ricevuto da qualcuno ci costringe a rispettare il male che questi ci fa.

 

235

Ci consoliamo facilmente delle disgrazie dei nostri amici quando servono a far mostra della nostra sensibilità nei loro confronti.

 

238

Far del male alla maggior parte degli uomini non è così pericoloso come far loro troppo bene.

 

245

È una grande abilità saper nascondere la propria abilità.

 

246

Ciò che appare generosità è spesso solo ambizione travestita che disprezza i piccoli interessi per mirare a quelli più grandi.

 

247

La fedeltà che si manifesta nella maggior parte degli uomini è soltanto un’invenzione dell’amor proprio per attirarsi la fiducia. È un mezzo per elevarci al di sopra degli altri e renderci depositari delle cose più importanti.

 

248

La magnanimità disprezza tutto per aver tutto.

 

256

In tutte le condizioni, ciascuno simula un contegno per apparire come vuol che lo si creda. Sicché si può dire che il mondo è composto soltanto da maschere.

 

263

Ciò che si definisce liberalità il più delle volte è soltanto vanità di donare, che preferiamo a quel che doniamo.

 

264

Spesso la pietà è un sentimento dei nostri mali nei mali altrui. È un’abile preveggenza delle disgrazie che possono capitarci; diamo aiuto agli altri per impegnarli a restituircelo in circostanze analoghe; e questi servigi che rendiamo sono, francamente, benefici che rendiamo in anticipo a noi stessi.

 

 

266

Si sbaglia quando si crede che solo le passioni violente, quali l’ambizione e l’amore, possano trionfare sulle altre. La pigrizia, pur languida com’è, non di rado le domina, usurpa tutti i progetti e tutte le azioni della vita; vi distrugge e vi consuma insensibilmente passioni e virtù.

 

269

Non c’è uomo tanto capace da rendersi conto di tutto il male che fa.

 

271

La giovinezza è un’ebbrezza continua: è la febbre della ragione.

 

276

L’assenza affievolisce le passioni mediocri e accresce le grandi, come il vento spegne le candele e ravviva il fuoco.

 

279

Quando esageriamo l’affetto che i nostri amici nutrono per noi, spesso non è tanto per riconoscenza quanto per il desiderio di mettere in luce il nostro merito.

 

286

Non è possibile amare una seconda volta ciò che si è davvero cessato di amare.

 

292

Si può dire che il carattere degli uomini, come la maggior parte degli edifici, ha varie facciate, alcune gradevoli, altre sgradevoli.

 

294

Amiamo sempre coloro che ci ammirano; non sempre amiamo quelli che ammiriamo.

 

296

È difficile amare chi non stimiamo affatto; ma non lo è meno amare chi stimiamo molto più di noi.

 

303

Per quanto bene dicano di noi, non ci insegnano nulla di nuovo.

 

306

Si trovano ben pochi ingrati finché non ci capita di far del bene.

 

310

Talora, nella vita, capitano infortuni in cui occorre avere un briciolo di follia per cavarsela.

 

311

Se esistono uomini che non si sono mai coperti di ridicolo è perché non lo si è cercato bene.

 

312

Fra amanti non ci si annoia mai a stare insieme perché si parla sempre di se stessi.

 

313

Come mai abbiamo sufficiente memoria per rammentare nei minimi particolari quel che ci è capitato, ma non ne abbiamo abbastanza per ricordare quante volte l’abbiamo raccontato alla stessa persona?

 

316

Le persone deboli non possono essere sincere.

 

324

Nella gelosia c’è più amor proprio che amore.

 

330

Si perdona finché si ama.

 

347

Reputiamo persone di buon senso soltanto quelle che la pensano come noi.

 

351

Si fa molta fatica a lasciarsi, quando non si ama più.

 

 

354

Certi difetti, messi bene a frutto, brillano più della virtù stessa.

 

358

L’umiltà è la vera prova delle virtù cristiane: in sua assenza conserviamo tutti i nostri difetti, camuffati soltanto dall’orgoglio che li nasconde agli altri, e spesso anche a noi stessi.

 

366

Per quanto possiamo diffidare della sincerità di chi ci parla, crediamo sempre che dicano il vero più con noi che con gli altri.

 

367

Ben poche sono le donne oneste che non siano stanche di questo ruolo.

 

372

I giovani, per la maggior parte, credono di essere naturali, mentre sono maleducati e rozzi.

 

375

Gli spiriti mediocri, di solito, condannano tutto ciò che non è alla loro portata.

 

377

Il maggior difetto della perspicacia non è quello di andare sino in fondo, ma di oltrepassarlo.

 

378

Si danno consigli, ma non s’ispirano condotte.

 

384

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi ancora stupire.

 

386

Pochissime persone hanno torto più spesso di chi non può sopportare di averlo.

 

389

Quel che ci rende insopportabile la vanità degli altri è che essa ferisce la nostra.

 

394

Si può essere più furbi di un altro, ma non di tutti gli altri.

 

397

In generale, non abbiamo il coraggio di dire che noi non abbiamo difetti e che i nostri nemici non hanno buone qualità; ma, nei casi particolari, non siamo troppo lontani dal crederlo.

 

402

La cosa più difficile da trovare, nelle avventure galanti, è l’amore.

 

405

Approdiamo sprovveduti alle diverse età della vita, e spesso vi manchiamo d’esperienza, nonostante gli anni trascorsi.

 

409

Spesso ci vergogneremmo delle nostre imprese più belle se la gente vedesse tutti i motivi che le producono.

 

410

Il massimo sforzo dell’amicizia non è quello di mostrare i nostri difetti a un amico, ma di fargli vedere i suoi.

 

411

Non esistono difetti che non siano più perdonabili dei mezzi di cui ci si serve per nasconderli.

 

423

Pochi sanno essere vecchi.

 

427

La maggior parte degli amici ci procura la nausea per l’amicizia, e la maggior parte dei devoti ci procura la nausea per la devozione.

 

 

428

Perdoniamo facilmente ai nostri amici i difetti che non ci riguardano.

 

432

Lodare di cuore le belle azioni è, in un certo senso, come parteciparvi.

 

436

È più facile conoscere l’uomo in generale che conoscere un uomo in particolare.

 

439

Non desidereremmo molte cose con tanto ardore, se conoscessimo perfettamente quello che desideriamo.

 

441

In amicizia come in amore, sovente si è più felici per ciò che si ignora che per ciò che si sa.

 

442

Tentiamo di vantarci di quei difetti che non vogliamo correggere.

 

443

Le passioni più violente, talvolta, ci danno una tregua, ma la vanità ci agita perennemente.

 

448

Una mente retta fatica meno a sottomettersi alle menti contorte che non a dirigerle.

 

451

Non ci sono sciocchi più importuni di quelli che hanno dello spirito.

 

457

Ci guadagneremmo di più a mostrarci come siamo che a tentar d’apparire quel che non siamo.

 

463

Spesso c’è più orgoglio che bontà nel compiangere le disgrazie dei nostri nemici; se dimostriamo compassione nei loro confronti, è solo per far pesare che siamo superiori.

 

465

L’innocenza è ben lontana dal trovare tanta protezione quanta ne trova il crimine.

 

468

Ci sono cattive qualità che generano grandi talenti.

 

470

Tutte le nostre qualità sono incerte e dubbie nel bene come nel male, e sono quasi tutte alla mercé delle circostanze.

 

473

Per quanto raro sia il vero amore, lo è meno della vera amicizia.

 

476

La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di quelli che invidiamo.

 

481

Niente è più raro della vera bontà: anche quelli che ritengono d’averne, di solito non hanno che compiacenza o debolezza.

 

487

Siamo più pigri nella mente che nel corpo.

 

496

Le liti non durerebbero tanto a lungo se il torto fosse da una sola parte. 

 

 

 

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