DANIEL CUNDARI
Ha lasciato il paese di punto in bianco:
c’è scritto su tutti i muri, nell’aceto,
nella troppa luna che sembra un’ostia,
nel pane, sulle piante, nel sorriso
solitario della madre.
Nessuno l’ha visto.
Nessuno l’ha voluto vedere.
Ha provato in tutti i modi a restare:
con lo spago, il lucchetto, la pinza,
con la molla, la spilla, la cerniera.
Ma si è aperta alla prima pioggia
la sua valigia di cartone
che non contiene niente,
se non le illusioni di un ragazzo vecchio
che ancora scrive i numeri delle donne
su una vecchia agendina telefonica
della banca popolare di Crotone.