POESIE
COM’è IL TEMPO…
Un telefono dal bianco odore sta in ascolto
di tocchi ciechi e balzi che fa il tono.
Se veniamo a natale
portiamo un tempo buono
ma il tempo è un osso,
si lecca nel bisogno.
Il caldo di cucina
richiama un viso di
marmo.
Bologna ottobre 2004
PENSANDO A RABONI
mia solo in due strisce d’anni a Milano.
Ma i denti tutti in fila
del bolognese non è che non sono
altrettanti spilli che strillando impalano
farfalle.
E poi anche qui c’è nebbia e cucina
di terra.
Bologna, ottobre 2004
potenti quell’ostrica
molle.
Battere i
piedi non vale
a volte, quando
sanguigne volte d’ordini
murano prospettive di
grazia.
Graziosa signora
di bionde
brezze,
mi punge
l’unghia d’imperativi
discreti che
in levare
portavi.
Parlavi come
donne
di zoccoli in
legno ai metrò;
ma con voce
appena più
molle
d’una verità ovvia.
Bologna, giugno 2005
PORTO DI MARE
bolle nel
luglio di
polvere e sole in
strada mi
imbottiglia il
cuore.
In un tubo di bianco
malsano imbottigliata
leggo:
strada di
grazia
l’inferno”.
Milano, luglio 2003