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Poesie

 

 

 

Emanuela Biotti

 

 

 

 

Calura

 

Tutto luminosissimo: la campagna, il cielo e la strada.

Le case al di qua e al di là della carreggiata

hanno l’aria assetata, le cascine nei campi

sembrano fortezze. Le piante sono alte

più di un metro, ogni radice è affissa così

tenacemente alla terra bianca che non immagino

né seme né frutto, soltanto questa ostica verzura

dura a cavarla, e spinosa. Ti guardo

nel giardino, intenta a togliere e tagliare:

graffiata braccia e gambe, il viso chino,

lavori il tuo elemento nativo con misteriosa foga.

Mi lascio andare a sogni di calura pomeridiana

privi d’amore e desiderio, come una bambina

o una vecchia poi ritorno nel grande letto nuziale

alto, per me sola : vorrei che tu fossi meno selvatica.

 

                                     

Cocomera

 

Colpa della cocomera bastarda!

come un serpente piomba dalla liana

è scivolato repentinamente

inghiottito nel buio del profondo :

era il mazzo di chiavi della Gianna.

 

Sette sporte di spesa ho riportato,

sette sporte di plastica gialle ripiene

di delizie del creato. A lungo ho ricercato

la maniera di ripescare il mazzo

sprofondato ed alla fine ti ho telefonato

 

(Tu dormi alle mie grida disperate, il gallo canta

e non ti vuoi svegliare…) Ingombrante fetta

appiccicosa che lorda il frigorifero d’argento,

almeno ti trovassi io gustosa e non patissi più

questo tormento della mia macchinetta come rosa

 

appassita nel cortile di cemento senza benzina

senza chiave aprica che il tappo dissigilli e mi

confermi libera cittadina … Dovrei trovare un filo

e calamita , oppure scassinare l’apertura

Se almeno rispondessi con premura! Dove

 

sei, fratello disgraziato ? Sono stanca della tua

segreteria. Chiamar gli ascensoristi, non lo nego,

sarebbe un gran rimedio, ma non posso; che tedio

sopportare la grancassa dei vicini curiosi e che

vergogna: m’è cascata la chiave in ascensore.

 

A voi non è successo, cari miei ? Della perdita

tattile, del formichio alla mani del dolore di braccia

della spesa pesante mai avuto prova? Accidenti,

piuttosto mi comprerei un’auto nuova! Piccola Gianna

non ti corrucciare, vedrai lo troveremo un chiavistello

 

e un portachiavi anche, assai più bello,

insieme nuovamente peregrine per centri commerciali,

per palestre e piscine andremo come nuove

nelle ore in cui picchia meno il sole (sette volte oggi ti ho

chiamato, squilla e risquilla non mi vuoi salvare…).

 

 

Notturno

 

Remota una corsa sulla rotonda, una frenata

ondeggia l’alito del supermercato a sbuffi nel giardino.

I nostri respiri, la goccia del rubinetto di cucina, le righe d’ombra

nel buio, forse un pianto di neonato (ma piano, ovattato).

E’ così la notte cittadina, con i sogni della gente suddivisa

fra pareti sottili, piano su piano, e il solito fischio

che chiama il cane dal pelo rosso, le parole a bassa voce

delle terrazze, l’autobus luminoso al capolinea, un bacio

dato in macchina, sapore nuovo, respiro mozzato. Notte

amica, illuminata dai lampioni, delimitata dai caseggiati,

protetta dalle finestre sulla strada, abitata… Notte della città

che piano mi culla e mi accompagna, madre dei sogni.

 

 

Pioppeto

 

Ogni pioppo scandisce l’ombra e la divide

in verde, popolo oscuro in mezzo al granoturco,

isola fronzuta al limine di strade e contrabbandi.

Dimmi cosa è successo e quando – se lo ricordi –

perché io sono straniera, non capisco le rane e le campane.

Mi piacciono qui le girandole d’acqua prismatiche

e i girasoli, affastellati d’oro e bruciati come ornati:

riconosco allora i miei antenati pittori.

 

 

Sfera

 

Invece lei sdraiata sul divano,

immobile, perfettamente tonda,

non apre bocca: così calma e bionda

sembriamo tre e siam quattro (cinque anime

col gatto). Qui stiamo ed aspettiamo.

Una volta ho sognato due bambini gemelli:

facevano la ruota, biondi anche loro,

angeli ginnasti avevano otto anni Apollo

e Diana. Come celesti sfere si ruotavano,

gioiosamente dileguavano il tempo dell’attesa

esattamente contato, insieme erano perfetti       

ed io ancora una e due ad un tempo.

 

 

 

 

 

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