NUOVE POESIE
Ilaria Besutti
E’ vento di tramontana
quello che soffia:
porta il freddo,
ma mi fa sentire che ho membra
e respiro che esce dal corpo.
La materia e l’aria:
due elementi nello spazio mosso.
Così mi accorgo di essere
una consistenza mista ai pensieri
nell’unione siderale
col vento.
II
Il cortile di casa
si riempiva di pioggia
che veloce scivolava nel prato.
Guardavo e sentivo
il fresco che porta l’acqua
che porta l’autunno.
Ascoltavo e ricordavo
rumori attutiti
dalla grondaia presso la finestra.
Fiori chini sotto l’acqua
in questo rumore di natura
che attraversa questo spazio di pomeriggio.
III
Il cielo si fa sempre più scuro,
si prepara alla pioggia.
Fra i tetti rossi il vento piano
ancora non muove
che poche foglie d’alberi.
E aspetto il fragore
che lento arriva
portando con sé la sua forza.
IV
Luce d’aurora boreale,
di neve
che illumina case e lenzuola.
Un caldo respiro
vicino
e un abbraccio di tempo infinito.
V
Quando andremo a camminare
sotto la pioggia?
Molto presto
questa notte ci abbraccerà nel freddo
della primavera.
E’ bella questa musica greca
che sento di lontano.
VI
Ho voglia di nuvole bianche
da guardare sdraiata su un prato.
Ho voglia di odor di primavera
che porta ricordi d’infanzia.
Ho voglia di spazi infiniti
che abbraccino il mio corpo azzurro.
VII
Le mie urla
silenziose
corrono in mezzo alle macchine tra loro impigliate,
e una voglia di profumi di fiori
mi invade
facendomi ricordare un abbraccio
lontano,
perduto,
nelle nuvole nascoste sui tetti delle case.
VIII
Tienimi forte:
i miei contorni si stanno disperdendo,
una figura senza confini
pianeta satellite della luna nascosta.
E’ sempre più scura questa notte di lapislazzuli
ove io mi spando in particelle di pulviscolo
respirata dal vento
ovunque.
IX
Marinai
Uomini attraversarono il mare,
mentre onde possenti
scuotevano i loro animi
con occhi fissi su lontani gabbiani,
re fosforescenti dal chiarore lunare.
Partenze senza ritorni,
senza abbracci:
solo vento sulla pelle
e sul cuore asciutto.
X
Un vento mi spinse nella paura
e tu mi afferrasti le mani.
Legata ai tuoi capelli,
mi salvasti dal sangue.
Un profumo di fiori in un bacio
penetrò in me.
XI
Estate
Ferma l’acqua
nel canale dalle erbose sponde.
Gracidare di rane tra fiori gialli.
Sole abbagliante
nell’immobile estate.
XII
Fili d’argento
tagliano i campi scuri di terra
nella foschia invernale.
Il mio sguardo come un treno corre
sull’immobile pianura,
sul silenzioso dolore.