indietro

 

Montesquieu, Saggio sulle cause che possono agire sugli  spiriti e sui caratteri, a cura di Domenico Felice, Pisa,  Edizioni ETS, 2004, 84 pp.

(Titolo originale: Essai sur les causes qui peuvent affecter les esprits et les caractères)

 

 

Tout est extrêmement lié.

Montesquieu, De l’Esprit des Lois, XIX, 15

 

Montesquieu è noto al grande pubblico per l’Esprit des Lois, l’opera fondamentale in cui egli espone la propria originalissima, geniale analisi della vita associata degli uomini. Alla base dei rapporti tra le persone vi sono - secondo il pensatore francese - vere e proprie leggi scientifiche, ossia rapporti costanti fra un determinato numero di fattori. Nell’infinita varietà delle leggi storicamente presenti su un territorio è possibile, quindi, individuare quelle costanti fondamentali che Montesquieu chiama “lo spirito delle leggi” e, attraverso la comprensione di tali tendenze universali, gli pare ipotizzabile un migliore funzionamento della macchina statale.

Il precedente Essai sur les causes qui peuvent affecter les esprits et les caractères rappresenta la prima formulazione della fondamentale categoria dello spirito generalecarattere di una nazione o di un popolo; la sua versione definitiva sarà poi inclusa nella terza parte dell’Esprit des Lois. In tale scritto, si analizzano gli elementi che, secondo il filosofo, contribuiscono a forgiare gli spiriti delle nazioni e degli individui: da quelli naturali, quali la temperatura atmosferica del territorio in cui si cresce, a quelli “interni”, quali le differenze sessuali e anatomiche, a quelli “morali”, come le leggi. Siffatti elementi influenzano e modificano gli aspetti fisici e morali degli individui in un preciso rapporto di correlazione, analogamente a quanto accade per i fili di una ragnatela:

“L'anima si trova, nel nostro corpo, come un ragno nella sua tela. Questi non può spostarsi senza smuovere qualcuno dei fili che si estendono fin lontano, e, parimenti, non si può spostare uno di questi fili senza che il ragno si muova. Né si può toccare un filo senza che questo non ne smuova qualcun altro, col quale è collegato. Più i fili sono tesi, meglio il ragno è avvertito. Se qualche filo è allentato, la comunicazione da questo al ragno o ad un altro filo sarà minore, e la capacità d'intervenire del ragno sarà come sospesa nella sua stessa tela” (p. 58).

Nonostante l’ampiezza per certi versi sconcertante dell’oggetto che Montesquieu intende esaminare e talune sue conclusioni oggi discutibili, l’idea dell’integrazione tra “natura materiale” e “natura umana” rimane convincente e non priva di attualità, sia ai fini di una comprensione meno ingenua delle motivazioni dei singoli e dei popoli, sia come incentivo alla conservazione dell’ambiente naturale, soprattutto nella consapevolezza che ogni suo componente va in qualche modo a toccare uno dei fili della “ragnatela”, ripercuotendosi inesorabilmente sul “ragno”.

La presente traduzione, insieme rigorosa ed elegante, si basa sulla copia dell’Essai custodita presso l’Università di Yale, e rappresenta uno strumento a lungo desiderato dagli studiosi. La pregevole edizione contiene, fra l’altro, i brani cancellati dal filosofo onde inserirli nell’ Esprit des Lois, nonché annotazioni marginali o stese su fogli volanti. Pure le note di commento al testo sono puntuali e circostanziate, tali da permettere un agevole lavoro ermeneutico e di ricostruzione della biografia intellettuale dell’autore. L’“affresco introduttivo” di Domenico Felice - studioso di fama internazionale di Montesquieu e, in generale, del pensiero settecentesco - contestualizza efficacemente l’Essai nell’ambito della parabola speculativa del grande bordolese, e ne rileva l’importanza anche in relazione alle presenti vicende storiche: “In fondo, il significato ultimo… ci pare risieda proprio… nel fatto che tutto in qualche modo ci riguarda o ci condiziona” (p. 33), dalle persone che frequentiamo, alla temperatura atmosferica, alla qualità di ciò che mangiamo e di ciò che leggiamo, alle proprietà chimico-fisiche dei luoghi ove risiediamo.

 (Lia Correzzola)

 

indietro