Sara Lorenzetti, Voi sarete… il mio tutto. Un epistolario amoroso di Caterina Franceschi, Franco Cesati, Firenze, 2006, pp. 115, Euro 13,00.
Caterina Franceschi (1803-1887), di nascita umbra, si trasferisce a Macerata con la famiglia di estrazione piccolo-borghese. La giovane donna, cieca da un occhio, diviene una brillante intellettuale e sposa Michele Ferrucci, suo precettore e famoso studioso di epistolografia. Con lui gira buona parte dell’Italia ed insieme partecipano alle vicende risorgimentali. La Franceschi diviene una brillante classicista, animata da una fervente devozione al cattolicesimo ed alla famiglia. Seguace delle idee di Gioberti, diffonde il credo dell’ecclesiastico tra chi era più svantaggiato nell’accesso alla lettura: le donne e i giovani. I suoi principi pedagogici trovano espressione nella direzione di un Collegio, dove la Franceschi mette in pratica l’educazione per la perfetta fanciulla. Interessante la pubblicazione di questo carteggio giovanile, risalente al primo amore della Franceschi, quello per il giovane Marchese Giacomo Ricci. Più che lettere quelli editi dalla Lorenzetti sono spesso bigliettini, nascosti nel palmo di una mano e scambiati furtivamente tra i due ragazzi in situazioni pubbliche. Ne esce fuori un ritratto inedito e totalmente opposto all’immagine devota e misurata della moglie presa ad esempio dalle donne italiane. «Il Cielo mi negò bellezza, ricchezza, e nobiltà di natali; né mi diede, che un cuore, forse troppo tenero (…). Intanto vi raccomando la maggiore segretezza, e prudenza – Conosco la severità della Mamma».
Una Franceschi in preda al delirio amoroso e insofferente delle convenzioni sociali, tragicamente romantica nell’invocare la morte o il ritiro a vita religiosa: «Pensate, che se mai voleste togliermi l’amor vostro, poiché me lo avete accordato, mi togliereste la vita – Addio! –». Il destino è beffardo, poiché la storia andrà diversamente. Il giovane marchese fu allontanato dalla famiglia a Bologna, per salvarlo dalla relazione con una donna considerata inaccettabile perché di estrazione non nobile. Dopo poco, ella chiede all’amato, ancora a Bologna, il permesso di prendere in casa un maestro “assai giovane”. Il giovane marchese diverrà ecclesiastico, ma condurrà dopo aver lasciato l’abito, una vita assai dissoluta.
Dimenticati i propositi di morte, la Franceschi sposerà freddamente, per connubio di interessi, lo studioso Ferrucci, il loro carteggio da fidanzati infatti non appare altrettanto partecipato. Il lavoro indiscreto della curatrice, che riporta alla luce l’indicibile amore tra due ragazzi di diversa classe sociale, è accurato e preciso nell’analisi testuale ed è corredato da una fornita bibliografia sull’autrice. Un’occasione per riscoprire la fervente passionalità delle epistole amorose, sovente imbrattate da tremolii della mano o da furtive gocce di ceralacca.
(Chiara Cretella)