Lorand Gaspar, Conoscenza della luce, a cura di Maria Luisa Vezzali, pp. 192, Roma, Donzelli 2006
In occasione della traduzione delle sue poesie in italiano, da giovedì 27 a sabato 29 aprile è straordinariamente in Emilia Romagna Lorand Gaspar, importante protagonista della cultura francese: amico e collaboratore di Bonnefoy, chirurgo di professione, poeta, fotografo, traduttore.
Nato nel 1925 nella Transilvania orientale, deportato in un campo di lavoro tedesco durante la seconda guerra mondiale e trasferitosi a partire dalla fine del conflitto a Parigi, Lorand Gaspar è stato chirurgo di professione, trascorrendo buona parte della sua vita nei difficili ospedali di Gerusalemme (anche durante la guerra dei sei giorni) e di Betlemme, infine di Tunisi. Attualmente vive tra Parigi e Sidi-bou-Said ed è considerato uno dei maggiori poeti francesi viventi. Raffinato traduttore e grande fotografo del Medio Oriente e del Nord Africa, le sue principali raccolte sono pubblicate in Francia da Gallimard. Oggi è possibile leggere un’antologia dei suoi testi grazie al volume appena uscito per l’editore romano Donzelli, Conoscenza della luce, a cura di Maria Luisa Vezzali.
Sin dal suo primo libro, Il quarto stato della materia pubblicato nel 1966, nei versi di Gaspar sono rintracciabili alcune costanti di stile che mostrano come abbiano potuto coesistere nella stessa persona amori così lontani, come quello per la scrittura, quello per la medicina e la scienza e quello per il resoconto fotografico dei propri viaggi. Tra queste le due più vistose sono l’importanza del movimento (perché soltanto muovendosi e accettando la sfida lanciata dall’aperto, l’anima può sfiorare la conoscenza) e la circolazione che lega il corpo, la terra e la parola: nei testi di Gaspar c’è, infatti, una carne che si estende come luoghi ed emergono luoghi che pulsano come vene; nello stesso modo anche la parola è corpo e paesaggio. Sulle sue pagine domina soprattutto un’esperienza del deserto, terra intensa, esigente e dura, che ha profondamente segnato la poetica e il carattere di questo straordinario intellettuale, e che si ritrova protagonista anche delle sue fotografie, esposte soltanto per lo spazio di sabato 29 aprile alla Galleria Gianni Testoni La 2000+45 di Bologna.