MARIELLA LACARBONARA
Da Ritagli di un’anima inquieta (2004)
Ore di vita
Le ore della mia vita scorrono.
Sono tasti bianchi e neri
sotto le mani agili
di superbo pianista.
Sono acqua di piogge abbondanti
che scivolano su vie vuote e pendenti.
E’ silenzio.
Di rumori
di suoni
di calore
di affetto.
Le voci sono echi
lontani ed impercettibili.
Le immagini sono fotogrammi
consunti e sbiaditi.
Le mie parole attendono risposte
impossibili.
Ed i miei occhi sono ricolmi
di densa e malinconica rassegnazione.
Il silenzio
In silenzio, ascolto.
Le voci di cortile farneticante ed accaldato.
Avido di urla.
Le voci di treni frenetici
che corrono sui percorsi di vite e di tempi.
La voce del mio gatto
che implora il suo pasto serale
col suo sguardo pennellato di giallo.
In silenzio, ascolto.
è il passo impreciso del mio cuore, che balza.
Sussulta.
Si ferma.
Ed in silenzio ascolta.
Una voce.
Suono armonioso e sereno.
Puro e profondo.
Luminoso di bellezza.
Parlami, ora.
In silenzio, io, ascolto.
La notte
Giunge,
infine,
presso di me,
con il suo passo morbido e leggero
di attesa.
Mi riporta il suo carico
di pensieri
paure
rimorsi
rimpianti
nostalgie
ricordi
di passi sbagliati,
di quelli non compiuti.
Mi guarda,
col suo sguardo bianco e pieno,
di luna.
Mi abbraccia con il suo caldo silenzio.
E nella sua pace oscura,
libera,
il mio cuore,
in tumulto.
Privazione
Ho strappato via un amore
dal mio cuore.
Come una pianta morta
che viene via
facilmente
da un terreno secco.
Come carne ben cotta
che si distacca da un osso.
Ho sentito il dolore
mentre me ne liberavo
come quando si tira via
una spina insidiosa
che convive
ormai
con un’epidermide
rassegnata.
Privarsi di quello
e cominciare a vagare
in un deserto
perduto
sconfinato
vuoto
arso.
Invito
Vieni a prendermi.
Lo vedi,
io
ti chiamo
ti cerco
ti aspetto.
Affila
la tua lama sferica
e scintillante
come quella luna
muta e distante
che
pallida
attende
il mio sogno perduto.
Indossa il tuo abito più nero
e riprenditi il mio corpo.
Hai già avuto
la mia anima.
Me l’hai strappata via
a poco a poco
come piccoli brandelli
uno dietro l’altro.
Adesso libero la mia nuca
dai miei capelli spenti.
Sono qui
in attesa.
Non sentirò alcun dolore
l’ho già provato.
Tutto.
I passi dell’amore
L’amore ha percorso
la mia vita
ed il mio viso.
Ogni suo passo
è presente
su di me.
Ogni tratto
è il segno
di una sensazione
di un’emozione
di gioia
di tormento.
L’amore ha attraversato
la mia vita
ed i miei occhi.
Ed essi si sono accesi.
Diventando
stelle lucenti e luminose
come nelle più brillanti
notti d’estate
prive
di luce di luna.
Ha attraversato la mia vita
ed i miei occhi.
Ed essi si sono spenti.
Diventando
fari
abbandonati
e solitari
su desertiche coste
di nord e di freddo.
L’amore è entrato
nella mia vita
e nella mia anima.
E non mi ha lasciato.
Mai più.