DELL’ESSERE UMANI
Christian Tito
Chi sono io?
Non esiste cosa che io non sia
Non esiste foglia che si sgretoli
Di cui io non sia polvere
Non esiste seme
Di cui non nasca un mio nuovo volto
Non esiste torto o prevaricazione
Di cui io non sia una piccola scintilla
Non esiste bacio
Di cui non sia bocca
Non esiste mondo
Di cui io non sia mondo
Perché conosco la pioggia che bagna la terra e le dona la vita
Conosco la tempesta che inonda la terra e distrugge la vita
Conosco la mano che uccide
E quella che protegge
Conosco il linguaggio dell’anima
E conosco il fondo del retto
Tutto
Io sono e conosco
Perché io sono uomo
E la mia unica
Grande
Autentica libertà
È la possibilità di scegliere dove volgere lo sguardo
Ma per quanto libero
Sono sempre un uomo
E tutto questo io sono e conosco
Nevrotica
Adesso tienila questa nevrosi se non riesco più a guardarti in faccia
Senza pensare ad un cadavere
Integrato in questo cimitero
Dove riposano solo le menti
I corpi no
Mio malgrado sono ancora qua
Troppi per contarli tutti
Camuffati a vincenti
Pericolo costante su indifese menti
Adesso io ti lascio questo sguardo
E racchiuso nel suo fondo cogli tu il senso
Di un disprezzo che è nei geni
Ed è per chi come te
Mi fa vergognare di essere
Per chi come te
Trova che sia inutile
Avere dei disegni nella testa da difendere
Perché le linee sono astratte
E non son dritte come da copione
Adesso sentilo nel sangue
Questo mio sguardo
Perché il sangue
Impara
Passa anche nel cervello
E ne avrai di spaccatesta
Quando realizzerai
Che sei morto prima di morire
E dentro quella cassa ci sarà solo posto per le tue attenzioni
Rivolte sempre a futili dettagli
Caduchi come canzoni lunghe solo un’estate
E sepolti dal denaro
Per compiaciute pance sazie.
Può sembrare strano
Può sembrare strano
Ma in questa sera di pioggia
Godo del luccichio dei lampioni
Riflessi sull’asfalto bagnato
Può sembrare strano
Ma in questi giorni d’autunno
Mi piace perdermi nella nebbia
Scendere
Parlare con le foglie
Può sembrare strano
Ma in questa mattina d’inverno
È così bello non essere solo
A intingere pane caldo nel latte
Può sembrare strano
Ma oggi i miei amici
Non hanno più età
Razza
Una precisa religione
O un ben sviluppato quoziente intellettivo
Può sembrare strano
Ma non sapere cosa farò
E dove sarò domani
Mi dà gioia e non angoscia
Può sembrare strano
Ma oggi è a tutti che voglio parlare
Non a pochi
Non più di piogge acide
Né di sola musica
Né di bianco o nero
Né di volti infelici
Magari solo del luccichio dei lampioni
Riflessi sull’asfalto bagnato.
(Pubblicate in Christian Tito Dell’essere umano, Manni editore, S.Cesario di Lecce, 2005)