Bibliomanie.it

 

 

Lei raccontò  la propria storia

alla radio

 

 

Eduardo Estévez

 

 

traduzione dal galiziano di Roberto Righi

 

 

 

Eduardo Estévez è nato nel 1969 in Argentina, a Buenos Aires, e nel 1995 si è trasferito in Galizia, a Santiago de Compostela, dove tuttora risiede. Ha esordito con due raccolte di poesia in castigliano (Catedrales de perfil, Buenos Aires, 1990, e Ya tan deshabitado, Maracay, Venezuela, 1994), ma in seguito ha adottato il galiziano come lingua d’espressione letteraria.

Le sue raccolte di poesie hanno ricevuto vari premi. Ricordiamo, in particolare, lúa gris (1998, finalista del Premio Tivoli Europa 1999), caderno apócrifo da pequena defunta (2003, Premio Baleirón 2002), derrotas (2004, Premio Concello de Carral 2002) e construcións (2008).

Eduardo Estévez ha creato uno dei primi siti web dedicati alla poesia in gallego (www.luagris.net), è autore di alcuni blog e microblog e ha sviluppato vari progetti di creazione poetica in Internet. Il blog en construción (http://enconstrucion.blogspot.com/) è il diario della scrittura di un libro di poesie. In esca e pedra (http://culturagalega.org/opinion/escaepedra/) Eduardo pubblica poesie settimanali su temi aleatori tratti da Wikipedia utilizzando la funzione “una voce a caso”.

 

 

* * *

 

lui poteva ricordare

l’odore del sofà nell’esatto

istante

in cui l’ascoltava

i riflessi

nei vecchi soprammobili della vetrina

 

ora l’aspettava

 

lei raccontò la propria

storia alla radio

e lui pensò che forse

quella voce

 

parlava di solitudine

«io mi sono persa la vita»

aveva detto

 

e lui era rimasto

assorto nel  pulviscolo

che attraversava

il cono luminoso

della lampada

 

non gli ci volle neanche una settimana

per decidersi

 

«ciao m volevo dirti che

sai

l’altro ieri quella signora che ha chiamato»

 

le aveva proposto

per radio

un incontro

 

sabato alle sette di sera

alle panchine della stazione

e aspettava

 

---

 

finale 1

 

lei aveva raccontato il suo

dolore

alla radio

 

e nient’altro

terminare la telefonata

le parve come se un

fantasma denso

abbandonasse il suo corpo

 

si sentì stanca e

allo stesso tempo

leggera

 

spense l’apparecchio

smorzò la lampada

 

da allora

non ha bisogno

del suono della radio

per accompagnare la sua

tristezza insonne

 

---

 

finale 2

 

lei non sapeva

dire con certezza

se quella chiamata

alla radio fosse

reale

 

per questo guardava

continuamente

il foglietto dove

aveva annotato

con calligrafia pausata e rotonda

«sabato ore 19 stazione»

 

l’attesa trascorse

rapida

 

il sabato invece

dovette portarsi

più volte

il vecchio

orologio da polso

all’orecchio per controllare

che funzionasse ancora

 

all’ora prevista era

pronta

 

fece la strada fino

alla stazione

 

arrivò con due

calcolati minuti di ritardo

 

si diresse direttamente

alla piattaforma principale

 

lo  vide da lontano

portava un vestito grigio

semplice ed elegante

 

avanzò verso di lui

e quando fu

quasi alla sua altezza

esitò un istante

e continuò a camminare

 

---

 

finale 3

 

era arrivato

come desiderava

un po’ prima

e aveva occupato il suo posto

nella scena

 

all’ora esatta

la piattaforma era ancora

deserta

 

due interminabili minuti

più tardi

apparve una donna

dal fondo

 

rispondeva

forse

all’immagine

che lui si era fatto

della voce alla radio

 

rimase immobile

mentre lei

attraversava la piattaforma

 

immobile quando restava

accanto alla panchina

senza dire nulla

e si sedeva

 

 

* * *

 

 

ELA CONTARA A SÚA HISTORIA

na radio

 

el podía lembrar

o recendo do sofá no exacto

instante

en que a escoitaba

os reflexos

nos vellos adornos da vitrina

 

agora agardábaa

 

ela contara a súa

historia na radio

e el pensou que acaso

aquela voz

 

falaba de soidade

«a min perdéuseme a vida»

dixera

 

e el detíñase

absorto nas partículas

de po que percorrían

o cono de luz

da lámpada

 

non lle levara unha semana

decidirse

 

«ola m queríache contar que

sabes?

antonte aquela señora que chamou»

 

propuxéralle el

na radio

un encontro

 

sábado ás sete da tarde

nos bancos da estación

e agardaba

 

---

 

final 1

 

ela contara a súa

dor

na radio

 

e nada máis

colgar o teléfono

pareceulle coma se unha

pantasma densa

abandonase o seu corpo

 

sentiuse cansa e

á vez

lixeira

 

desconectou o aparello

apagou a lámpada

 

dende aquela

non precisa

o son da radio

para acompañar a súa

dor insomne

 

---

 

final 2

 

ela non sabía

dicir con certeza

se aquela chamada

á radio fora

real

 

por iso miraba

unha e outra vez

a pequena folla na que

apuntara

con letra pausada e redonda

«sábado 19 h estación»

 

a espera transcorreu

fugaz

 

o sábado porén

tivo que levar

varias veces

o vello

reloxo de pulso

ao oído para comprobar

que aínda funcionaba

 

á hora prevista estaba

pronta

 

andou o camiño ata

a estación

 

chegou con dous

calculados minutos de retraso

 

dirixiuse directamente

á plataforma principal

 

viuno dende lonxe

levaba un traxe gris

elegante e sinxelo

 

avanzou cara a el

e cando estivo

case á súa altura

dubidou un intre

e seguiu andando

 

---

 

final 3

 

chegara

como pretendía

un pouco antes

e ocupou o seu sitio

na escena

 

á hora exacta

a plataforma continuaba

deserta

 

dous interminábeis minutos

despois

unha muller apareceu

por un extremo

 

respondía

seica

á imaxe

que el se fixera

da muller da radio

 

permaneceu inmóbil

o tempo en que ela

percorría a plataforma

 

inmóbil cando se detiña

onda o banco

sen dicir nada

e sentaba

 

 

 

Bibliomanie.it