Quando sento vivi gli occhi
degli allievi su di me,
quando cerco d’entrar nei loro cuori
come un uccello ferito e smarrito,
e gioia e malinconia s’avvicendano,
e i pensieri divengono emozioni,
e le parole sposano le lacrime…
quando, nei giorni d’inverno,
l’anima mi si riscalda,
quando mi sento - sbaglio? - migliorare
grazie ai prodigi fragili del sogno,
quando vedo persone
ben dentro le mie orme,
allora m’appartengono davvero!
E quando poi m’applaudono
o grate in piedi s’alzano,
respiro il loro abbraccio sulla pelle;
e quando suggestivo,
e tenero e profondo,
si fa il silenzio caldo nel mio petto,
per un istante, allora, son felice.