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I diari di Luciano Anceschi, 50 anni il verri, n. 31, luglio 2006, Milano, Euro 13,50.

Sono ormai passati cinquant’anni dalla fondazione della rivista «il verri». Correva l’anno 1956, e Luciano Anceschi, professore di Estestica presso l’ateneo bolognese, dava vita ad un’impresa culturale tra le più importanti del panorama nazionale. Attorno alla rivista si raccolsero, per diversi anni, molte delle menti più brillanti della cultura e della letteratura sperimentale.                         

 Questo numero intende festeggiare la genialità del maestro, attraverso la pubblicazione mongrafica (che verrà divisa in due numeri), dei suoi diari privati. La curatela del volume è del giovane studioso Tommaso Lisa, che firma il saggio Autografie. Note sui diari (1986–1995) di Luciano Anceschi. Queste scritture, a metà tra l’appunto, la nota a margine, lo zibaldone ed il testamento, descrivono un Anceschi inedito, in cui scoprire il sostrato ed il retroterra della sua vasta produzione saggistica. Ma queste note sono anche un momento per rintrecciare una maglia di relazioni e di scambi, ricca anche di giudizi critici o descrittivi, spesso fulminanti, su persone e personaggi.

La mole delle citazioni annotate non deve far pensare per forza ad una condivisione delle stesse, ma a piuttosto a degli spunti, spesso polemici, usati ad esergo delle lezioni unversitarie. Già di per sé questa massa di citazioni espunte da saggi ed opere letterarie serve come una guida sotterranea, una sorta di filo che ci conduce tra le letture e gli apporofondimenti del grande studioso. Ma anche le notazioni sul suo stato di salute – come mette giustamente in luce il curatore – non possono che fare pensare ad una sorta di «legame che sussiste tra arte del vivere e arte dello scrivere». Tale azione di scrittura e poi di ri-scrittura, porta con sé un problema squisitamente filosofico: «L’io che rilegge le pagine che ha scritto è già un altro io ?»; «Tenere un diario è anche un modo indiretto di controllare il tempo». Questo diario non era un mistero per gli amici del Professore, ed anzi vi era una qualche intenzione di darlo alle stampe, ma tale proposito non prese vita. Oggi, queste carte ritrovate, ci parlano anche della vita culturale di una città, Bologna, e dei dibattiti letterari e filosofici degli ultimi decenni.   

(Chiara Cretella)

 

 

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