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Intorno alla tavola

 

appunti da

Il cibo e le donne nella cultura e nella storia

(Bologna, Clueb, 2006)

 

LISA BENTINI

 

 

«Intorno alla tavola si pone in scena il potere, si svolgono transazioni, si stabiliscono alleanze, si compongono dissidi» – scrive Elisabetta Graziosi in uno dei saggi raccolti nel volume Il cibo e le donne nella cultura e nella storia. Prospettive interdisciplinari, a cura di Maria Giuseppina Muzzarelli e Lucia Re, Bologna, Clueb editore, 2006. Una citazione, questa della Graziosi, che pur riferendosi alla tavola del Casanova, può valere come filo rosso che percorre l’intero volume; in particolare per l’immagine della tavola (del cibo) come scena in cui si muove il potere, o meglio i poteri: della seduzione e dell’alleanza, ma anche del controllo sociale, della protesta, della rivolta...

Mettere in luce questi meccanismi, raccontare le donne a partire dal loro rapporto col cibo sono i “propositi” inseguiti con successo da tutti i saggi presenti nel libro. Dal Cantico dei cantici fino alle performances dell’artista Vanessa Beecroft la tavola parla con codici e rituali stratificati; intreccia discorsi amorosi, politici, sociali in un trama complessa. L’interdisciplinarità delle indagini svolte, insieme al taglio diacronico della ricerca, offre un suggestivo panorama, in cui le autrici (ma nel caso – unico– di Bruno Capaci si parlerà d’autore!) ritrovano elementi di continuità, ma anche di specificità; spesso riportando alla memoria opere e aspetti ancora poco studiati, se non dimenticati. É il caso, per fare un esempio, del saggio di Lucia Re, in cui un romanzo tanto interessante (quanto ancora troppo sconosciuto), quale Nascita e morte di una massaia di Paola Masino viene  riesplorato alla luce del fortissimo legame tra cibo, donna e regime fascista. Qui, infatti, il rifiuto da parte della protagonista, chiamata appunto “la Massaia”, di cibarsi e equivale chiaramente ad un rifiuto del fascismo. Il cibo dunque come protesta, rivolta nei confronti di una rigida gerarchia del ruolo femminile. Pur se con altre sfumature, la decisione da parte della donna di non nutrirsi e non nutrire ritorna in molti altri saggi, dalle pazienti di Freud incapaci di allattare – ricordate da Alessandra Ferlini – alle commensali di Lady Macbeth’s Lunch, il video della giovane artista Iaia Filiberti, in cui le donne incapaci di nutrimento muoiono una dopo l’altra (il saggio è di Martina Corgnati); per non parlare dei complessi – e a volte tragici – rapporti con il cibo presenti nella filmografia proposta da Cristina Bragaglia. Ma il nesso cibo-donne viene trattato anche nel suo aspetto gioioso e seduttivo, come nei due saggi dedicati a Casanova e altri libertini di Graziosi e Capaci, in cui si scoprono l’importanza per Casanova della partecipazione delle donne alla propria tavola, i piaceri erotici e seduttivi che costellano l’atto del mangiare...

I fili che si dipanano da Il cibo e le donne sono davvero molteplici e dopo la lettura del libro si ha ancora la voglia e la curiosità di nuove esplorazioni.

 

 

 

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