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LA CADUTA

 

Chiara Cretella

 

 

(dicembre 2003)

 

 

 

Morte

Senso assoluto di inondazione luce

Trafitta a morte

Orrore   Notte

Senso preciso del taglio dello sguardo

Parole   Rotte

Bersaglio

 

Martirio/Travaglio

 

  -  - -

 

 

Mi manca il tuo abbraccio disse lei.

Mi manca l’aria del vestito che portavi disse lui.

Sono felice che tu sia felice disse lei.

Sono felice che tu sia infelice disse lui.

Eri il morso sul mio braccio disse lei.

Eri il mio guinzaglio disse lui.

 

 

 - - -

 

 

Lui CORRE Lei SCAPPA

Ora Lei CORRE Lui SCAPPA

 

Lui ora si sente Lei

una foglia portata dall’acqua

non riconosce lo sguardo di lui dice lei

la nebbia degli occhi

nell’agonia dell’andare

come un salice piegato

per altri mille anni annegato

 

Lui dice fermati Ofelia

 

                                       - - -

 

 

 

(mi manca anche quello che non è stato)

il mio psicologo dice

prova a guardarti nello specchio

ma io non vedo che assenza

in questo narcisismo sprecato

 

                     per me,

che non amo neanche il mio peccato

 

 

                                       - - -

 

 

In ospedale la madre disse

ogni fessura è un’apertura

sullo stipite del mondo

e l’angolo retto del passaggio

è stretto e duro

come andare in bagno

 

io dissi mi manca il coraggio

(di farmi crocifiggere dal tempo)

 

 

                                       - - -

 

 

Ogni spazio è la dimensione di ciò che è stato

quello che non ritorna

come l’attimo non inquadrato

 

ogni presenza una partenza

che circoncide come un laccio la vena cava del tuo braccio

 

Lei disse ritmiamo il dolore

 

(andare a tempo ci darà il vantaggio

dello spettatore)

 

 

                                                - - -

 

 

 

Era esattamente l’ora del crepuscolo

sul sogno americano

e Toqueville si dibatteva tra spasmi rigurgitanti

nel bosco rosso della sera.

 

Una madre è ogni figlio che non torna dalla guerra.

una madre è il ricordo

di questa ferita sul mio braccio

squarcio aperto su un utero infranto

per mettermi al mondo

 

E ora che giaccio ricomposto

nell’icona degli anni

posso dirti, fratello

che a nulla vale il pianto

 

nell’entità pulsante che senti dentro

quando spari al tuo stesso livello

 

Vedi, siamo cera persa

ed ora di noi,

non è rimasto che l’involucro fuso dell’idea

 

Fa meraviglia a pensarci

avvolto stretto in questa bandiera

 

Simbolo del Niente

(del nulla della mia era)

 

 

                                     

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