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Beatrice Borghi, Come volare sulle radici. Esperienze di didattica della storia, Pàtron Editore, Bologna, 2005, pp. 222, € 16,00

 

 

«Come volare sulle radici: la conoscenza della propria memoria, del proprio passato, delle proprie radici per comprendere il nostro presente, per progettare più consapevolmente il nostro domani, per volare coscientemente verso il nostro futuro». (p. 91)

 

Se noi consideriamo la storia come un infinito campo di ricerca da osservare, interrogare, vivere, comprendere ed interpretare a partire dalla riflessione sul presente, possiamo ricomporre situazioni e significati, per operare confronti e per prendere coscienza di contesti, risorse, relazioni, problemi, modi di agire e di pensare che caratterizzano la realtà contemporanea. Infatti, l’attualità fornisce le coordinate spaziali e temporali lungo le quali ognuno di noi riconosce la sua identità e costruisce la sua conoscenza.

Le esperienze di didattica della storia raccolte nel libro rendono gli scolari protagonisti di questa attività di ricerca. L’autrice, mettendo a frutto la sua esperienza di insegnamento sia in ambito scolastico sia in ambito universitario, individua e propone alcuni temi e filoni di indagine multidisciplinare ed una ricca gamma di sperimentazioni didattiche realizzate con esiti positivi.

L’analisi della casa nei secoli è il nesso che lega percorsi inerenti la storia della cultura materiale, attraverso l’osservazione, il confronto, l’esame di spazi e di edifici, in relazione sia alla loro struttura, sia alla funzione svolta, sia all’evoluzione del “concetto” di casa. I miti le fiabe e le leggende connessi a luoghi, personaggi e tradizioni consentono di comprendere le relazioni intercorse nel tempo fra i diversi popoli in rapporto alla tradizione orale e scritta. L’immaginario infantile svolge, in effetti, un ruolo determinante nella creazione di un’identità personale e collettiva, contribuendo a contestualizzare le esperienze individuali all’interno di una cultura e di un quadro di valori comuni.

Con la storia del fiume Reno si rivela la valenza formativa di un percorso di storia locale che, analizzando l’evoluzione di un luogo e di alcuni elementi del paesaggio ad esso correlati, permette di osservare condizioni ed evoluzioni, costanti e variabili, continuità e fratture che si sono manifestate nel tempo in un ambiente abitato e vissuto dagli stessi scolari.

I progetti del Passamano per San Luca, Le radici per volare e la Festa della Storia presentano un’innovativa modalità di partecipazione dei ragazzi alla vita della collettività sociale in cui vivono, predisponendo contesti e attività volti a valorizzare la soggettività e l’esperienza di bambini e ragazzi e il lavoro degli insegnanti in funzione della conoscenza e della comprensione della realtà odierna, per giungere ad eventuali proposte di modifica della stessa, di salvaguardia e tutela del nostro immenso patrimonio storico e artistico.

Le metodologie che hanno portato alla costruzione dei percorsi didattici esposti nel libro appaiono estremamente diversificate, ma contemporaneamente interagenti: l’indagine, il confronto, l’osservazione, la lettura e l’interpretazione delle fonti - narrative e documentarie -, l’utilizzo della fantasia, del gioco e della drammatizzazione rendono la conquista del sapere un lavoro piacevole, indelebile e personale. La comparazione e l’analisi di esperienze così varie e complementari possono davvero costituire per insegnanti di ogni ordine e grado un ricco e prezioso patrimonio didattico e culturale tout court, a cui attingere per l’elaborazione di nuovi e specifici piani di lavoro. La scuola, divenendo elemento prioritario di relazione fra il bambino/ragazzo e la città, si può così riappropriare del ruolo - sempre più destabilizzato e discusso - di veicolo di cultura e di mediazione, tra passato e presente, tra presente e futuro, tra competenze, desideri e bisogni dei ragazzi stessi e la scoperta del valore della comunità e del bene pubblico.

(Giulia Salamone)

 

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