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N.22 (Luglio/Settembre 2010)
SAGGI E STUDI
Le
affinità elettive
di
Alessandra Tugnoli
La
trama delle Affinità elettive è ordita a intreccio dalle relazioni
affettive che si combinano attorno a due poli, quello della vita e quello della
morte (intese rispettivamente come nascita di una relazione o il suo contrario),
che tra loro interagiscono secondo la prospettiva alchemica del morire per
vivere. Della vita e della morte i sentimenti sono sia la causa – perché
partecipano attivamente alla nascita o alla fine di un rapporto – sia l’effetto:
il risultato della fine di un rapporto è un sentimento che può portare a unirsi
di nuovo con qualcuno o a restare soli fino a quando, secondo la prospettiva
goethiana, non si troverà una persona compatibile, alla stregua di una reazione
chimica che può legare o dissolvere gli elementi che si incontrano in natura,
per poi riunirli con altri e di nuovo allontanarli. Proprio su di essa Goethe ha
modellato il titolo del romanzo...
L'opera d'arte totale da Wagner ai futuristi
di Carolina Fucci
L’opera d’arte
universale rappresenta il grande miraggio culturale nel periodo compreso tra la
seconda metà dell’Ottocento e l’affermazione delle avanguardie storiche. Intesa
come unione simultanea di diversi linguaggi artistici o come evocazione delle
sottili corrispondenze interiori tra le diverse forme dell’arte, la
contaminazione interdisciplinare incantò alcuni tra i maggiori scrittori
dell’epoca da Baudelaire fino a Marinetti...
Nora
e i balocchi dell'ipocrisia
di
Federica Pierini
La
conquista dell’emancipazione dal matrimonio è per una donna un reale segnale di
libertà spirituale, di presa di coscienza in senso lato dei doveri che la vita
impone verso se stessi, prima che verso gli altri? O è piuttosto un debole, mal
celato schermo dietro cui nascondere, sebbene velato da una forma
superficialmente più apprezzabile, la vacuità?..
Analogia e verità: archisinestesie proustiane
di Elisabetta Brizio
...Proust, con la sua bergsoniana mémoire involontaire (involontaria nel
suo spontaneo sorgere, eppure sorvegliata e consapevolmente e razionalmente
invigilata nel suo precisarsi e nel suo prendere forma letteraria sulla pagina),
sembrerebbe avvicinarsi alla scrittura automatica dei surrealisti, o al flusso
di coscienza della narrativa modernista - eppure resta, in senso profondo,
classico, e classicamente atteggiato, addirittura con qualcosa, nel periodare,
della ciceroniana concinnitas...
Giochi
Occidentali
di
Marco Marangoni
Chi
abbia avuto la ventura di aprire la Storia confidenziale della letteratura
italiana di Giampaolo Dossena, almeno il primo volume,
nel periodo in cui il libro si
affermò come indiscutibile successo editoriale, conserva forse il ricordo di una
lettura continuamente interrotta, fatta di scarti in avanti, di ritorni al punto
di partenza (ne parlo al plurale: giunto il lettore alla metà del libro, essi si
erano moltiplicati in numero tale da smarrirlo), di pagine rovistate in fretta
per assecondare le svolte repentine del discorso...
NOTE E RIFLESSIONI
Per Ipazia, vittima insigne del fanatismo
di Giovanni Ghiselli
Il film Agorá di Alejandro Amenábar racconta la vita e la morte di
Ipazia, una studiosa di rara levatura culturale e morale uccisa nel 415 d.C. da
monaci fanatici detti parabolani, un’orda sanguinaria istigata al massacro dal
vescovo Cirillo di Alessandria d’Egitto. Erano calati come uccelli neri e
sinistri dai monti della Nitria...
Ritratto di Nikos Kazantzakis
di Maria Luigia Di Stefano
L’autore di Zorbas fu inizialmente indirizzato alla carriera giuridica e
non a quella di romanziere o giornalista. Fu il padre a guidarlo verso tale
scelta, dopo averlo educato all’amore e al rispetto per la libertà. In seguito
della repressione avvenuta a Creta nel 1889, il padre, Capitan Michalis, prese
per mano il figlio adolescente, lo portò davanti ai corpi dei patrioti cretesi,
giustiziati dai Turchi e abbandonati appesi al grande platano della piazza
centrale di Iraklion, e quindi lo sollevò, affinché potesse baciare i piedi
degli eroi rappresi nel ghiaccio della morte...
Ipotesi e tesi sui vizi capitali in letteratura
di Margaret Collina
Sette vizi sono capitali, secondo Tommaso d’Aquino, perché essi ne originano
altri. E dunque, di peccato capitale spesso si macchia la grande narrativa
quando crea emblematici personaggi “viziosi”, dai quali discendono un numero
infinito di emuli – o, come si direbbe oggi, di cloni letterari – e tutta
un’ampia varietà di peccatori eccellenti. Molti studiosi di sociologia e di
psicologia, molti teologi e antropologi ci hanno trasmesso la propria opinione
sui peccati capitali e su come, in diverse epoche, ne è mutata l’accezione e la
percezione di gravità sociale. Interessante è, a nostro avviso, tentare lo
stesso esame percorrendo – pur celermente e arbitrariamente – una strada che
attraversi i vizi immortalati dalla letteratura...
Il crepuscolo della variante
di Antonio Castronuovo
Frequente imbattersi in autori che si compiacciono di non scrivere al computer.
Si dà la circostanza di chi mestamente rievoca la bellezza delle penne
stilografiche, e chi il gioioso ticchettio della Lettera 22, la macchina
da scrivere portatile che Olivetti lanciò sul mercato nel secondo dopoguerra. Se
per i primi lo scricchiolio del pennino e l’abituale incaglio calligrafico
rappresentano motivi di stimolo inventivo, per gli altri è il timbro dei
martelletti e la laboriosità di reperire nastri inchiostrati a costituire sprone
di scrittura. In ambo i casi è palese il compiacimento di non appartenere alla
belluina categoria di coloro che, adoperando un programma di videoscrittura,
esprimono il proprio estro mediante la tastiera di un computer...
Luci e ombre nella storia dello sport italiano
di Francesco Rosa
La riscoperta dello sport inteso come pratica agonistica o amatoriale fine a se
stessa, dovette attendere lungamente prima che esso venisse riconosciuto come
tale. In Italia, solo in seguito al diffondersi delle idee illuministiche, a
partire dagli ultimi anni del Settecento, cominciarono a prendere piede
concezioni igienico-sanitarie più moderne che videro anche l’attività fisica
come una tappa necessaria per lo sviluppo armonico e completo dell’essere umano,
e bisognerà attendere la metà dell’Ottocento perché lo sport cominci a essere
considerato un veicolo importante per l’educazione sanitaria della gioventù.
Nell’Italia preunitaria, infatti, la pratica sportiva era rappresentata dalle
esercitazioni militari che si ripromettevano l’unico scopo di addestrare e
formare i soldati. Nonostante questo, l’esercizio sportivo vero e proprio
resterà comunque a lungo appannaggio di ceti aristocratico-borghesi, tardando,
ben più che in altre parti d’Europa, a diffondersi come fenomeno di ampia
irradiazione sociale e popolare...
L'Abisso di Ippolito Nievo
di
Luigi Preziosi
Si
deve probabilmente ad un conciso giudizio di Benedetto Croce una sia pur
limitatissima sopravvivenza nelle antologie letterarie dell'Ottocento della più
nota delle poesie di Nievo, L’abisso. Ad essa viene concesso l’onore della
citazione completa: "... La più bella delle poesie del Nievo (nonostante
l'eccesso analitico e qualche stento o fiacchezza di frase) è, se non m'inganno,
quella che ha per titolo: L'abisso, e che delinea un momento che ritorna poi,
diviso in più momenti, nelle Confessioni...
NARRARE
Àdhara (Catabasi) di Guido Monte
in
principio
dal libro sesto virgilii patris:
mi
ritrovai per una selva oscura,
per una
selva oscura, tra lacrime, lacrimae rerum,
ma ora
la marcia del viaggio rallenta,
si ferma
sulle coste di una terra qualunque.
e
dunque ecco una casa abbandonata,
scolpita
da un fuggiasco dopo il labirinto...
TRADUZIONI,
INEDITI E RARI
Harald Höffding Pascal e Kierkegaard
(a cura di)
Davide Monda
Due pensatori, a due secoli di distanza, ma egualmente legati al cristianesimo
sino all’intimo delle loro anime appassionate, si sono incontrati nel processo
alla loro religione, che i tempi avevano alterato. Entrambi denunciano
l’incompatibilità che contrappone lo spirito che animava il cristianesimo delle
origini al suo stato nei tempi moderni. Tale antagonismo comincia il giorno in
cui la Chiesa ha tentato d’entrare in intima relazione con il «mondo», il
«secolo», vale a dire con una cultura fondata su basi puramente umane...
Emily Holmes Coleman
Le colline di Steyning
traduzione di Piero Ambrogio Pozzi
Emily Holmes Coleman è una scrittrice, poetessa e pittrice americana. Nata a
Oakland, in California, nel 1899, fu educata in una scuola privata e quindi al
Wellesley College. Nel 1921 sposò Lloyd Ring Coleman (Deak), dal quale ebbe un
figlio nel 1924. Soffrì di febbri puerperali, che la condussero alla malattia
mentale e a un periodo di ricovero al Rochester State Hospital, sul lago
Ontario, nello Stato di New York, periodo dal quale trasse le esperienze fissate
nel suo romanzo The Shutter of Snow...
POETANDO
In morte di mia madre di Maria Rosa Pantè
Zafferano di Giovanna Zunica
Ma
l'ignoto è questo di Gabriele Via
LETTURE E RECENSIONI
Giovanni Perich Gli amari impatti di Malanato
letto da Magda Indiveri
Permettetevi, per un libro come questo, di indugiare un po’ sulla soglia. Girare
intorno al titolo, ad esempio, questo decasillabo sonoro, pieno di A e di
liquide e di nasali che producono un lento planare, come un foglio di carta che
voli da una finestra. La durezza del sostantivo “impatti” che fa da soggetto
viene neutralizzata dai suoni che gli stanno intorno. E Malanato – di nome
Mirco, su rievocazione di uno pseudonimo montaliano: ancora operano le
allitterazioni – è un cognome bizzarro, evocativo, lento. Una tempesta in un
bicchier d’acqua, una nevicata nella boccia di vetro...
Angelo Sebastiani Simbologia ed esoterismo della natura
letto da Mauro Conti
Le idee possono venire dai luoghi più disparati e insoliti; sembrano non esserci
ostacoli alle potenzialità generative del pensiero, e così anche un libro di
ricerca, erudizione, compilazione come quest’ultimo di Angelo Sebastiani,
apparentemente indirizzato ad un pubblico scelto di lettori con particolari
esigenze documentarie, può diventare il punto di partenza per nuove e
impensabili scoperte, provocare un incendio di creatività per la mente non
indolente...
EVENTI E INTERVISTE
Mauro Marcialis Spartaco il Gladiatore
intervista
di Marilù Oliva
Spartaco il gladiatore,
di Mauro Marcialis (Mondadori, 2010) è un romanzo storico dedicato alla rivolta
servile del I secolo a. C., quando, esattamente nel 73 a.C., nella scuola
gladiatoria di Capua, un gruppo di lottatori guidati dal trace Spartaco insorge
e dà il via alla rivolta più importante della storia della Repubblica romana. Ne
abbiamo parlato con lo scrittore Mauro Marcialis, romano, classe 1972, residente
a Reggio Emilia, dove lavora come maresciallo capo della Guardia di Finanza.
L’autore ha pubblicato con Mondadori La strada della violenza, nel 2007,
e con Piemme, nel 2008 Io & Davide...
Cronachetta dal Teatro greco di Siracusa
di Giovanni Ghiselli
Al teatro greco di Siracusa quest’anno, dall’8 maggio al 20 giugno, vengono
rappresentati a sere alterne, tranne il lunedì, l’Aiace di Sofocle e l’Ippolito
di Euripide con il titolo cambiato in Fedra, forse per omaggio a
Elisabetta Pozzi che la interpreta in maniera superba. La manifestazione, ideata
da Tommaso Gargallo eponimo del liceo classico cittadino, è vicina a compiere un
secolo. Quest’anno l’Inda (Istituto Nazionale del Dramma Antico) ha presentato
la quarantaseiesima edizione. Fino a non molto tempo fa le rappresentazioni
erano solo biennali, poi il successo di pubblico e di critica ha consigliato il
raddoppio. Si tratta di una festa della cultura classica che infonde felicità in
chi ama la tragedia greca. Chi scrive ha assistito alle ultime dieci edizioni
con gioia...
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