Bibliomanie.it
N.25 Aprile/Giugno 2011
SAGGI E STUDI
Collezionare meraviglia
Sulla Wunderkammer cinque-seicentesca
di Lorenzo Tinti
La figura sull’estrema sinistra che, ostentando con nonchalance un
evidente mancinismo, impugna una lunga bacchetta e illustra la stanza a tre
notabili ospiti, abbigliati alla spagnola (copricapo piumato, gorgiera,
mantellina, farsetto rigido, correggia con sciabola d’ordinanza, calzabraca e
pianelle di cuoio), non può essere che il naturalista napoletano Ferrante
Imperato. Dell’ampia sala si scorgono tre pareti, due delle quali ingombrate da
pesanti scaffalature modanate e una, quella di fondo, parzialmente libera,
seppur interrotta da un finestrone centrale a bovindo. Il soffitto poi....
L'esito estremo del leopardismo di Alessandro Poerio
di Luigi Preziosi
Rispetto alla sua prima canzone con lo stesso titolo, composta nel 1834, la
seconda A Giacomo Leopardi (1848) di Alessandro Poerio si presenta
incentrata su una rispondenza ancora più stretta tra analisi critica - o
precritica - dell'opera leopardiana, e destinazione, fruizione, nonché rinvii
testuali utilizzati quasi a contrappunto dei passi ideologicamente più
significanti. Facili vi appaiono i riscontri testuali: "eterna idea"(v.3),
"beate larve"(v.7), "Invocata morte" (v.12), "d'amor cura segreta" (v.16), "e
lamentavi che la tua (giovinezza) perisse / come vecchiezza" (vv.32-33) -
evidente qui la citazione diretta da Il sogno, vv.51-52: "giovane son, ma
si consuma e perde / la giovanezza mia come vecchiezza"-, "care pupille",
"mortal velo"(v.42), "te certo ella porrà"(v.74), "se fatta ignara e stolta, /
servitù non l'aspetti un'altra volta"...
Camillo Sbarbaro e la scrittura del declino
di Antonio Castronuovo
Negli stessi anni dell’esperienza poetica di Pianissimo, Sbarbaro faceva
anche quella dei Trucioli, frammenti in prosa che, sebbene pubblicati da
Vallecchi nel 1920, furono scritti tra il 1914 e il 1918. Era già in ritardo
come frammentista. Un critico liquidò Sbarbaro e i Trucioli con questa
immagine: «La vecchietta che a chiesa vuota seguita a borbottar preghiere, senza
accorgersi che la funzione (= il frammentismo) è finita». Gli dava
insomma dello scrittore in ritardo sui tempi e Sbarbaro se ne vendicò: quando
quello stesso critico pubblicò un eccellente vocabolario, Sbarbaro disse...
Gnoseologia e linguaggio
La poesia abita
la distanza
di Antonio Melillo
La teoria della conoscenza rappresenta da sempre uno dei luoghi più complessi e
stratificati della riflessione filosofica o, latu sensu, gnoseologica.
Tuttavia, ai fini euristici del presente saggio, possono essere individuati
almeno due grandi modelli di lungo periodo, quello iconico e quello
proposizionale. Per il primo modello, che ha origine nello stoicismo e prevale
nella filosofia europea del Seicento per arrivare fino a Kant e all’idealismo
tedesco, la conoscenza è un’immagine mentale adeguata dell’oggetto di
conoscenza. Per il secondo modello, cha da Aristotele attraversa la filosofia
medievale...
NOTE E RIFLESSIONI
Ancient Law di Henry Sumner Maine
A centocinquant'anni dalla sua pubblicazione
di Piero Venturelli
Centocinquant’anni fa Henry Sumner Maine (1822-1888) – uno dei più eminenti
antropologi, sociologi e storici del diritto dell’Inghilterra vittoriana – mandò
alle stampe Ancient Law (London, Murray, 1861). L’opera, senza dubbio il
suo capolavoro, riscosse immediatamente un notevole successo, suscitando una
serie di discussioni in certi casi non ancora sopite. Anche se più di un
interprete ebbe subito a stigmatizzare la presenza nel libro di generalizzazioni
un po’ ardite, da parecchie menti di quel tempo, piene di entusiasmo per la
scienza, la sua uscita venne addirittura salutata come il principio di una nuova
epoca nella storia del diritto; non si mancò di lodarne l’autore per aver saputo
organizzare in un’unica opera un materiale vastissimo in forma compatta e
intelligibile, così da «forgia[re] con un solo colpo da maestro un nuovo e
durevole legame tra il diritto, la storia e l’antropologia»...
Radici e vette di decenza utile
di Davide Monda
Ragionare intorno all’etimo del sostantivo “decenza” sembra apparire, almeno
d’emblée, piuttosto agevole. Il termine viene, come i cultori di studia
humanitatis percepiranno quasi ad orecchio,
dal latino decentia(m),
derivato di decens -entis, participio presente del verbo
decere. Cicerone, Orazio, Ovidio, Tacito, Quintiliano e altri auctores
della latinità aurea ed argentea impiegarono tanto il sostantivo quanto
l’aggettivo.
Circa poi
l’attuale campo semantico di “decente”, i dizionari più diffusi sembrano
convergere indicando le tre accezioni prevalenti dell’aggettivo: 1.
conforme alla decenza, ovvero – a seconda delle diverse prospettive, che,
beninteso, mutano da milieu a milieu, da epoca ad epoca, da luogo
a luogo – al decoro, al pudore, alla convenienza, alla dignità; 2. adeguato alle
giuste aspettative, alle esigenze legittime; 3. ben fatto, garbato, leggiadro,
grazioso, bello.
Quest’ultimo significato
risulta, credo, più interessante a chiunque voglia studiare i sentieri delle
idee morali...
Aldo Palazzeschi Il codice di Perelà
di Monica Fabbri
Quando apparve Il codice di Perelà nel 1911, il sottotitolo romanzo
futurista sembrava definire in qualche modo lo stralunato e singolare
racconto di Aldo Palazzeschi. La storia di un uomo di fumo che per trentatré
anni ha vissuto in una cappa di un camino era dedicata a “quel pubblico che ci
ricopre di fischi, di frutti e di verdure”. In effetti i lettori, pur essendo
stati abituati alla visione anarchica delle avanguardie letterarie e ai fermenti
innovativi della poesia, rimasero attoniti di fronte alle vicende del fil di
fumo bigio che scende dall’utero nero del camino dopo la morte delle tre
vecchissime donne (Pena, Rete, Lama) che per lui tenevano alimentato il fuoco.
Fin dall’inizio gli abitanti del regno di Torlindao, sentendogli pronunciare i
nomi della triade materna, decidono di battezzarlo con le sillabe iniziali
(Pe-Re-La), coinvolgendolo in una realtà piena di finzioni e di miserie. Ma di
che essere si tratta?...
POETANDO
Nell'occhio di chi legge di Gabriele Via
Alcuni testi inediti di Antonio
Melillo
Frammenti vulnerati nel tragitto di Davide Monda
Microapocalisse N. 2 di Guido Monte
DIDACTICA
Per conoscere Maupertuis
di Piero Venturelli
1698
Pierre-Louis Moreau de Maupertuis nasce a Saint-Malo (in Bretagna), figlio
maggiore di Étienne-René, ex corsaro e ora ricco membro della locale Camera di
commercio, di recente nobilitato da Luigi XIV.
1714-1716
Studia presso il collegio parigino di La Marche, frequentato sessant’anni prima
da Nicolas Malebranche (1638-1715).
1717
Trascorre un periodo in Olanda. Si dedica a studi di musica e di matematica...
Vamba (Luigi Bertelli), Il giornalino di Gian burrasca
di Monica Fabbri
Navigare è un verbo dagli infiniti significati e se il web diventa l’alto mare
aperto, le sorprese stanno in agguato. Cliccando www.
letteraturadimenticata.it, si apre repentinamente la pagina di un sito ricco
di studi interessanti. In particolare Maria Enrica Carbognin si è dedicata al
Giornalino di Vamba o meglio alle radici culturali di un genere a cui si
rivolsero anche gli scrittori più “seri”. A lei va la mia più profonda
gratitudine per avermi aperto file vivaci e colorati. Dicono che i
ringraziamenti si debbano scrivere alla fine. Ma chi ben comincia, è a metà
dell’opera...
TRADUZIONI, INEDITI E RARI
Memoria del signor Pascal e la sua famiglia
di Marguerite Périer
( a cura di Davide Monda)
Quando Pascal compì un anno, gli accadde una cosa assolutamente straordinaria.
Sua madre, per quanto assai giovane, era molto devota e caritatevole; aveva un
gran numero di famiglie povere a ciascuna delle quali dava una piccola somma
ogni mese, e fra le povere donne a cui faceva la carità ce n’era una che aveva
fama di essere una strega: tutti glielo dicevano, ma sua madre, che non era
affatto credulona e possedeva molto spirito, non badava a tali avvertimenti e
continuava ugualmente a farle l’elemosina. In quel periodo, avvenne che il
bambino cadesse in un languore simile a quello che a Parigi chiamano tomber
en chartre...
RECENSIONI E LETTURE
Delphine de Vigan Gli effetti secondari dei sogni
letto da Ilaria Besutti
Il titolo originale in francese di questo
profondo, delicato e meraviglioso libro, è in realtà “Lou e No”, i nomi
abbreviati delle due protagoniste. Racconta la storia di una ragazzina di
tredici anni dotata di un'intelligenza straordinaria che frequenta un liceo
parigino due classi più avanti, quindi poco inserita con i coetanei a causa
anche della differenza d'età. Solo un compagno è attratto da lei e dalle sue
capacità. Sarà il terzo protagonista della vicenda. Lou proviene da una famiglia
in cui la madre è chiusa in un suo silenzio e dolore dopo aver perso una figlia
di circa un anno. E' il padre che si occupa di lei e con il quale ha un rapporto
sincero e solido...
Albano, Amanda è libera
Il ritorno dell'ode-canzonetta o dell'asclepiadeo minore
di Federico Cinti
Tra le tante canzoni del sessantunesimo Festival di Sanremo, una in particolare
s’impone per il testo, ed è Amanda è libera di Al Bano Carrisi, scritta
insieme con Fabrizio Berlincioni e Alterisio Paoletti. E s’impone tanto per il
contenuto, che affronta una tematica di bruciante attualità, vale a dire la vita
e la morte di una ragazza di strada, la ventottenne nigeriana Doris Iuta, quanto
per il fatto che lo schema metrico utilizzato è quello dell’ode-canzonetta o, se
si tenta un’interpretazione più ardita, dell’asclepiadeo minore di stampo
carducciano. L’impegno etico-civile, quindi, sembra coniugarsi, come è giusto
che sia, a una ricerca d’ordine, nel caos multiforme che regna in questo
tumultuoso inizio di terzo millennio...
Maurizio Clementi Pompei dalla luna
letto da Daniele Mencarelli
Pompei dalla luna" segna un punto di non ritorno nell’opera di Maurizio
Clementi, un punto di straordinaria maturazione. L’ennesima riprova, se ce ne
fosse ancora bisogno, della vitalità della nostra poesia. Il poema, con testo
inglese a fronte, è spunto di infinite riflessione, un testo che si lascia amare
per la concentrazione, la fusione tra pensiero e spirito pulsante. Pompei è
luogo dell'anima, in cui “Tutto riluce di un chiarore assordante”, luogo
di riflessioni assolute, di contatto tra l'io e il cosmo che ci parla. In un
certo senso, Pompei è metafora proprio della poesia...
EVENTI E INTERVISTE
Sorelle mai (2011) Marco Bellocchio
Una lettura a Bologna
di Giovanni Ghiselli
Marco Bellocchio è venuto a Bologna per presentare il suo film, Sorelle Mai,
un racconto di famiglia girato e ambientato a Bobbio, nel piacentino. Narra un
pezzo di storia, tra reale e fantastica, della sua gens negli anni
compresi tra il 1999 e il 2008. Figura sempre presente è la figlia, Elena,
seguìta nel suo sviluppo somatico e mentale dai quattro ai tredici anni. Una
bambina e una ragazzina piena di vita. Molto presenti, immote nel tempo che poco
le cambia, anche le sorelle del regista, Letizia e Marisa. I personaggi inquieti
sono Giorgio, pure lui realmente figlio di Marco, e Donatella Finocchiaro che
recita, da brava attrice, la parte di Sara, sorella di Giorgio e madre di Elena.
La figura del padre è assente. Viene rimpiazzata da un anziano
amministratore-amico: Gianni (Gianni Schicchi) che appare bonario e pure
tranquillo, ma alla fine si darà la morte per acqua mimando L’uomo in frac.
È il sacrificio simbolico del padre che, come san Giuseppe, sembra putativo...
Qualche riflessione sui revisionismi d'oggi prendendo spunto da
Noi credevamo di Martone
di
Giovanni Ghiselli
Ultimamente abbiamo assistito – e stiamo ancora assistendo – a vari revisionismi
relativi a diversi fatti storici più o meno documentati: dal Comunismo sovietico
all’Olocausto, al Risorgimento, al movimento studentesco del ’68. Chi non ha
vissuto nell’epoca di questi eventi cruciali e ne ha sentito parlare in maniera
contraddittoria può rimanerne disorientato.Quando ero scolaro, il Risorgimento,
per esempio, veniva presentato dai maestri, dai professori, dai libri e dai
monumenti cittadini come un’epopea di eroi vincitori e beatificati, da una
parte, e di aguzzini e farabutti – oltretutto incapaci e perdenti – dall’altra.
Ora il bel film di Mario Martone, Noi credevamo (2010), ci presenta un
quadro ben più problematico, e in buona parte rovesciato, rispetto
all’interpretazione studiata e propagandata a più riprese nelle istituzioni
scolastiche...
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