Bibliomanie

Immagine, immaginazione e poesia nella speculazione di Gianvincenzo Gravina
di , numero 45, gennaio/giugno 2018, Saggi e Studi

Immagine, immaginazione e poesia nella speculazione di Gianvincenzo Gravina

Immagine e immaginazione in relazione ai concetti di «vero», «falso», «verosimile» Fra le varie incombenze di tipo culturale che Gianvincenzo Gravina (1664-1718) si trova a fronteggiare vi è quella riguardante l’affermazione dell’importante ruolo rivestito dall’immagine nel contesto della filosofia moderna. La gravosità del compito appare ancor più evidente se si considera il fatto che, nel corso della storia, l’immagine, intesa come categoria speculativa, era stata sottoposta ad un depotenziamento sia di tipo ontologico sia di tipo epistemologico. Il depotenziamento sul piano ontologico era stato dovuto a Platone, al quale va ascritta la teoria secondo la quale l’immagine apparterrebbe all’ordine del non essere; tale concezione, va specificato, risulta preponderante nel filosofo greco, nonostante, in altro contesto, lo stesso Platone ponesse la necessità di affermare una distinzione fra ciò che deve intendersi come buona immagine (eikon) e ciò che deve intendersi alla stregua del semplice e negativo simulacro di colui che imita ciò che appare (eidolon). D’altro canto... continua a leggere

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