e orientamento bibliografico
Chi
siamo
Archivio
Amici
N.20 (Gennaio/Marzo 2010)
SAGGI E STUDI
Una meditazione filologica sull'Amleto
di Luigi Weber
Quando, nel 1977, Heiner Müller pensa ad Amleto, pensa probabilmente al
giovane Laurence Olivier, che dall’alto della scogliera apostrofa verboso
(«BLABLA») le onde, mentre alle sue spalle – l’anno del celebre film è il 1948 –
si innalzano ancora i fumi apocalittici di un’Europa in rovine. La medesima
Europa dove, nel dramma shakespeariano, Norvegia, Polonia e Danimarca si
combattono per un lembo di terra senza valore, nemmeno grande a sufficienza da
ospitare le tombe degli uomini che vi moriranno.
La stessa Europa che, di
lì a poco, si getterà a capofitto nell’immenso carnaio della Guerra dei
Trent’Anni...
Un sensore del Novecento
Alfredo Panzini
Dizionario moderno
di Antonio Castronuovo
Montale considerava il Dizionario Moderno, volume che Alfredo Panzini
(1863-1939) aveva pubblicato nel 1905 (nuove edizioni arricchite nel 1908, 1918
e 1923), «uno dei suoi lavori più significativi», nel quale l’autore aveva
raccolto «una selva di neologismi e di parole di conio quanto mai avventuroso».
E davvero si tratta di opera che, sebbene poco nota, reclama attenzione proprio
in virtù di quella selva di parole avventurose che ne fa un repertorio di tutto
quel che all’epoca suonava inusitato...
Medea o la tragedia de la banalidad
di Antonio Hermosa Andújar
Es posible que la contemplación de las tragedias provocara, como escribiera
Aristóteles, una catarsis colectiva entre los espectadores, pero para el
lector moderno significa sobre todo inyectarse una buena dosis de cordura con la
que hacer frente a cierta inocencia o a la inercia y demás venenos de lo
rutinario. Y eso, me parece, ocurre incluso con la más desazonadora de todas, la
que mayor desasosiego produce inicialmente en el alma de quien desprevenidamente
se acerca a ella por primera vez o sin saber de lo que va, porque una madre que
deliberadamente sacrifica a sus hijos no sólo viola las leyes de la naturaleza
en el corazón, no sólo inmola el amor en su propio altar, sino que regala al
odio un festín extra en el mundo de la razón...
Francesco Selmi
Scienze e lettere per unire l'Italia e fare gli italiani
Piero Venturelli intervista Achille Lodovisi
Achille Lodovisi è uno dei più profondi conoscitori della storia, della
cartografia, dell’idrografia e degli ambienti culturali ed artistici dei
territori di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna, nonché della Toscana
settentrionale.
Da diversi anni sta studiando la vita e le opere di una delle maggiori
personalità italiane dell’Ottocento, l’insigne chimico, letterato e patriota
Francesco Selmi; inoltre, sta partecipando all’inventariazione del ricco fondo
documentario Selmi di Vignola. Lodovisi è pertanto in grado di parlarci in
maniera approfondita e a tutto campo di questa interessantissima figura del
nostro Risorgimento...
L'ultima rivelazione. Guido Ceronetti traduttore
di Magda Indiveri
L’Apocalisse viene dopo. La catastrofe, la caduta degli astri, l’ultimo giorno:
tutto questo è aggiunto, interpretato, quasi posticcio. Se in principio fu
l’Apocalisse di Giovanni, su ciò che si dice nel testo di partenza è stata
rovesciata una rete interpretativa, e apocalittico ha trovato la sua
collocazione nei dizionari, accanto a bovarismo, donchisciottesco, kafkiano...
Gli Amori garibaldini di Ippolito Nievo
di Luigi Preziosi
Negli Amori garibaldini si può seguire tutta la storia della
campagna del Cinquantanove, nella gioia delle prime battaglie e nella
costernazione dell'armistizio peggiore di una sconfitta, nel riso squillante dei
giovani volontari e nell'interno sgomento innanzi all'ignoto avvenire”. Così
Dino Mantovani, autore della più antica biografia critica di Ippolito Nievo...
NOTE E RIFLESSIONI
Una commissione di garanzia nell'ateneo
di Bologna
di Giovanni Greco
L’attuale politica culturale del nostro paese non marca, di norma, il
raggiungimento di mete ideali: è amministrazione, burocrazia, prassismo
quotidiano, e tutto sembra tendere a divenire negoziato fra le varie componenti.
Troppo spesso, non è certo un mistero, mancano radicalmente idealità,
aspirazioni virtuose e passioni autentiche. Oggi esistono sistemi sofisticati
che appaiono e scompaiono, che parlano il linguaggio della democrazia paludata,
utilizzando tuttavia la ricattabilità di taluni uomini politici per infiltrarsi
nelle istituzioni, per sedurre gli intellettuali più fragili, in un Paese sì
pieno di credi, ma vuoto di religione, in un Paese dove non manca la libertà,
ma, parecchie volte, gli uomini liberi...
La
letteratura nella scuola e lo scolasticismo
di
Maurizio Clementi
La
letteratura, qualsiasi letteratura, cioè qualsiasi testo di qualsiasi tradizione
o di qualsivoglia modernità o contemporaneità, può essere studiata a
scuola, naturalmente usando qualche precauzione di metodo, e isolandone
l’oggetto della didattica, cioè l’oggetto della conoscenza condivisa in classe;
ma la pratica scolastica è una pratica che non è aliena toto corde dalla
letteratura; anzi la creazione letteraria stessa la prevede, prevede che si
possa dibatterne il significato in una comunità scolastica e se ne possa fare
in qualche modo conoscenza. Anche un autore molto critico verso la
scolasticità della poesia come Zanzotto (un tempo docente anche lui) scrive che
«della poesia, che oggi accompagna ben pochi aldilà dell’infanzia e comunque
dell’età scolare, durerà forse un’eco più lunga negli animi, mentre continuerà
l’aspro riesame che si sta facendo della sua posizione nella scuola-scuoletta»...
TRADUZIONI, INEDITI E RARI
Due ritratti classici di Blaise Pascal: Sainte-Beuve e Faguet
(a cura) di Davide Monda
Pascal era uomo di gran cuore e, insieme, di grande intelligenza, cosa piuttosto
rara negli spiriti grandi; e tutto ciò ch’egli ha fatto nell’ambito
dell’intelletto e in quello del cuore è improntato ad una notevole originalità e
capacità d’invenzione, che testimoniano forza, profondità ed una ricerca
appassionata e quasi accanita della verità. Nato nel 1623 da una famiglia che si
era distinta per ingegno e virtù, educato liberamente da un padre ch’era egli
stesso di mente elevata, Pascal aveva ricevuto dalla natura qualità mirabili,
un’eccezionale attitudine per il calcolo ed i concetti matematici, e una
squisita sensibilità morale, che lo rendeva appassionato al bene e nemico del
male, bramoso di ...
Judith Ortiz Cofer
(a
cura) di Rita Chiappini
I
testi qui tradotti provengono da due raccolte di Judith Ortiz Cofer ( Portorico
1952): A love story beginning in Spanish (2005) e The Latin Deli
(1993). La Cofer, che è Franklin Professor di Inglese e scrittura creativa
all’Università della Georgia, comincia ad essere amata negli Stati Uniti per lo
stile particolarissimo, frutto dei suoi continui spostamenti dall’area
linguistica dei Caraibi e quella Nord- Americana, e del suo continuo sentirsi
fuori posto, straniera. La sua carica vitale e la sua ironia, ancorate al
quotidiano per mezzo delle memorie portoricane filtrate attraverso la figura
della madre quasi mitica, e alla letteratura alta grazie alla cultura classica (
Orazio e il Tropico del Cancro) rendono le sue lezioni –conversazioni una
esperienza davvero potente per il pubblico; tutto questo, e molto di più, si
ritrova nei suoi testi, a un tempo caldi e razionali...
POETANDO
Ballata contro gli stili prevalenti di Davide Monda
Quotidiani infiniti di Maria Rosa Pantè
Filastrocca per bambini (cresciuti) di Giuseppe Zunica
Il
poeta è morto di Daniel Cundari
Il primo canto dell'inferno italiano di Alessandro Castellari
NARRARE
Dialogo della luna e di Leopardi
di
Lorenzo Tinti
LEOPARDI: Tranquilla; perito perfino l’inganno estremo, nulla è più in
grado di ferirmi. Nessuna cosa vale ormai i moti del mio stanco cuore. Rimugino
su quando l’infelicità mi occupava per intero, e sapevo dall’oggi ciò che mi
aspettava domani. L’infelicità mi riempiva talmente che non avevo voglia
d’altro. A distanza di tempo, da quando essa mi lasciò di colpo, avverto un
vuoto, e non ho più difese contro me stesso. Questa superficie di marmo che sono
diventato mi disgusta; nondimeno mi ha donato un metodo. «Fuori dal metodo un
pessimista può soffrire quanto vuole, ma non diviene pessimista per questo. Lo
diviene in virtù del metodo. Così il pessimista può rivolgersi con diritto agli
sventurati huius mundi habitatores solo se e in quanto s’è messo tra
parentesi nel metodo. Anzi, egli può arrivare a dire: “il compito del pessimista
è quello di indagare la verità definitiva”, e può aggiungere che di verità
definitiva si può parlare solo secondo il metodo pessimista, e che sempre
secondo questo metodo la verità si può indicare quasi con un dito»...
DIDACTICA
Un canone di letteratura per il secondo novecento
di Karin Buoso
Nell’odierna occasione
vorrei soffermarmi su una sezione di questo lavoro: lo studio e il
confronto condotti su tre antologie del triennio, in riferimento a come esse
affrontano il ‘900. Le antologie selezionate per tale ricerca sono state scelte
sulla base di una serie di interviste condotte ad insegnanti di triennio di
scuola superiore appartenenti all’ADI (Associazione degli italianisti, sezione
didattica) e provenienti da città diverse; ne è risultato che i libri di testo
tra loro più adottati erano: l’antologia curata da Romano Luperini, quella di
Armellini-Colombo e, infine, quella coordinata da Ezio Raimondi...
LETTURE E ANTICIPAZIONI
Maria Giuseppina Muzzarelli Un'italiana alla Corte di Francia
letto da Alessandro Castellari
Christine de Pizan, ovvero Cristina di Pizzano, è un'intellettuale vissuta fra
il Tre e il Quattrocento alla Corte di Francia: ella trae il suo titolo di
piccola nobiltà da una frazione di Monterenzio, a una ventina di chilometri da
Bologna, da cui proveniva la famiglia del padre Tommaso, un eminente dottore
dello Studio bolognese che volle dare alla figlia, cosa insolita a quei tempi,
un'istruzione completa e che le trasmise la passione per i libri e per lo
studio. Scrive Maria Giuseppina Muzzarelli nel suo bel saggio, Un'italiana
alla Corte di Francia: “L'educazione impartitale dal padre è il marchio
della differenza. È l'origine e il centro di questa storia”...
Arthur Rimbaud Illuminations trad. e commento di A. Marchetti
letto da Lorenzo Tinti
In Adriano Marchetti, l’annosa frequentazione della letteratura francese pare
prediligere quei luoghi di essa in cui gli istituti che la costituiscono – e
in primis la lingua – generano e insieme patiscono l’urgenza di ridefinirsi,
in un incontenibile empito di fondazione e di liquidazione. Gli autori del suo
canone (Maurice de Guérin, Arthur Rimbaud, René Char, Max Loreau, Simone Weil,
ma anche figure ibride, tra scrittura creativa e scrittura critica, come Jean
Paulhan o Suzanne Lilar) lo dimostrano: l’audacia espressiva e sperimentativa,
la fulminea simultaneità dell’evocazione, il superamento della distinzione tra
denotazione e connotazione, «la materialità del testo, sonora e scritturale»
come invenzione del «processo della propria formazione» sono i caratteri che
sembrano orientarne la scelte ermeneutiche...
EVENTI E INTERVISTE
Intervista a Barbara Garlaschelli su Non ti voglio vicino
di Marilù Oliva
Hai scelto di ambientare “Non ti voglio vicino” in un lasso di tempo compreso
fra il 1939 e i giorni nostri. Perché la decisione di partire da un momento così
drammatico della storia contemporanea?
I motivi sono numerosi. Prima di tutto perché volevo raccontare di due tipi di
guerre: quella nella sua accezione più classica e poi un’altra guerra, più
subdola, che non utilizza fucili né cannoni, ma che miete numerosissime vittime
in egual modo. É la guerra che si combatte tra le mura domestiche, nei rapporti
famigliari. Un altro motivo è perché...
Come
un'ombra nel sonno del giorno
Un ricordo di Alda Merini
di
Alessandra Giannitelli
Occhi verdi, sorriso rosso fuoco e sigaretta: ce la ricordiamo più o meno così,
la “Dafne accecata dal fumo della follia”. Se ne è andata come un verso di una
sua poesia, una di quelle in cui amore e morte si intrecciano in una danza
leggera e appassionata. Lei, che nella vita ha sempre continuato a credere, fino
all’ultimo respiro, nonostante la sua difficile e travagliata esistenza; “Io
come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita, buttata fuori dal mio
desiderio d’amore” si legge in Ballate non pagate (Einaudi, 1995).Eppure
lei quella vita rubata l’ha difesa fino in fondo e nel suo “desiderio d’amore” è
rientrata a forza e ha ricostruito sé stessa, tra i cocci che la malattia e la
sofferenza le avevano lasciato. Come “una fata che vuole che il suo Pinocchio
diventi carne...
Tra le pagine dell'interculturalità
Impronte di vent'anni di letteratura migrante
di Alessandra Giannitelli
Un seminario dell'Università di Roma
Era il 1990 e nel mondo letterario italiano iniziava a prendere forma un
fenomeno che per anni era rimasto sospeso tra storie di stenti e di
sopravvivenza e con il quale paesi come Francia, Gran Bretagna e Germania
avevano già iniziato a confrontarsi da tempo: la cosiddetta letteratura di
migrazione. A differenza dei suoi precursori europei – che avevano già
sperimentato multiculturalismo e immigrazione – l’Italia era ancora alle prese
con la percezione di sé come popolo di emigranti e stava lentamente cominciando
a rapportarsi con il fenomeno inverso e parallelo, l’immigrazione, nel cui
incremento si poteva specchiare e vedervi riflesso il futuro del proprio passato
di emigranti...